E’ pieno agosto e l’unico posto in cui penso si possa stare con vantaggio e piacere è la propria casa, se è in montagna, frequentata da amici e un po’ defilata dalle rotte vacanziere di massa, come è la mia. E tuttavia da qualche sera faccio uno strano esercizio: mi chiedo dove vorrei essere, se una bacchetta magica potesse trasferirmi a mio piacimento, niente code e autostrade e, dopo l’aperitivo o una soirée culturale, mi riportasse a casa. Martedì scorso avrei voluto trovarmi al giardino Bardini di Firenze all’ora del tramonto, a sorseggiare un pernod affacciata sulla città da quella ariosa terrazza panoramica. Ho visto il giardino arrivando a piedi da Boboli attraverso ripide stradine antiche che altrimenti non avrei mai scoperto, e mi è piaciuto molto. Ma vorrei rivederlo perché allora non era ancora terminato il restauro della villa, dove mi pare che adesso ci sia una mostra interessante, con le installazioni dell’artista Michele Dantini che indaga sul rapporto tra uomo e natura.
Ieri sera invece qualcuno mi ha nominato Malta e io ho desiderato di essere nel giardino di Palazzo Parisio a Naxxar. Certamente per il giardino, di cui parlerò una delle prossime volte, ma anche per la compagnia deliziosa della proprietaria Christiane Ramsey Scicluna e di sua figlia Justine e per quell’atmosfera sospesa tra colori e aromi esotici, affabilità, meringhe d’autore, scaloni marmorei, tensione di una scommessa e, dietro al muro, implacabile credo ad ogni ora, lo sparo di un cannone in direzione del mare. Quasi un simbolo tra ciò che dà in termini di pace e benessere un giardino e le battaglie contemporanee che stanno fuori dalle sue mura. Mentre aspetto di sapere dove mai vorrò essere stasera (dopo un giorno di pioggia l’aria si è raffreddata: potrei forse desiderare una meta calda), da questa postazione giardinieristica affido alla rete un saluto per Christiane e per la sua famiglia, con preghiera che si godano loro per me un aperitivo nel dehors del Marquis’s Coffee, sotto la grande araucaria verso le 20,30 e con l’ultimo sole che accarezza le siepi del giardino all’italiana e le buganvillee ‘Rosenka’ sulla serra. Salut! Lunga vita ai giardini.
Martedì al giardino Bardini, ieri a Palazzo Parisio
venerdì 10 agosto 2007 di Mimma
Pubblicato in Giardini e Cultura, Giardini storici e Istituzioni botaniche, Persone | Contrassegnato da tag Araucaria, Boboli, Christiane Ramsey Scicluna, giardino Bardini, Palazzo Parisio, uomo e natura | 2 commenti
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In libreria da fine agosto 2012
Se non avete mai fatto il compostaggio, se lo avete fatto e non vi è venuto come speravate, se non avete mai sentito nominare il bokashi, se ci sono cose che per un giardiniere basta avere un po’ di coscienza per risolverle (senza neppure bisogno di sbandierare filosofie sostenibili), se nel portafoglio avete ancora qualche spicciolo spendibile in un libro utile, questo vi potrebbe servire. In libreria a euro 7,90 come nono titolo della collana Passione Verde Vallardi: “Il compostaggio in giardino. Produrre benefico humus e risolvere più di un problema”.Categorie
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Un giorno dello scorso febbraio un amico mi manda una mail, con il tono preoccupato di chi vuole proteggermi: “Ricorda che non sempre è giusto agitare come bandiera il proprio desiderio di democrazia dal basso e sbattersi per realizzare le proprie utopie. Fai attenzione: tu con i tuoi credo eticamente corretti puoi ritrovarti senza saperlo a realizzare i businness di altri più concreti di te. Vai a vedere questi siti.” E mi manda un elenco di indirizzi, dai quali deduco che in rete il mio nome circola soprattutto insieme alle cose del mio blog, e spesso a sproposito. Per dire: c’è chi si è impossessato a gennaio dell’elenco delle mostre di giardinaggio che ho preparato, ma non si è accorto che è in continuo perfezionamento, dunque la versione che usa è superatissima. La figura ce la faccio io perché hanno scritto che è roba mia (però non mi hanno linkata). Oppure c’è chi ruba il “chi sono” del mio blog (non una biografia né un curriculum, solo una nota a uso e consumo del mondo a parte del blog) per la biografia in appoggio ad un libro che ho scritto e di cui non c’è motivo che io vada fiera: poco più che la compilazione di un repertorio di piante ben documentato, insomma onesta pagnotta. C’è anche di peggio: un editore piccino così nel 2007 annuncia un libro sulle collezioni botaniche in Italia e io risulto la principale fornitrice di foto. Mai successo: avevamo parlato di questo progetto, ma proprio durante chiacchiere informali io lo avevo smontato sul nascere perchè la tesi che in Italia esistono “persone che si sono dedicate a questa passione e coltivano nel proprio giardino o vivaio, come in un museo privato, un’unica specie nel maggior numero possibile di varietà” è impensabile, essendo merce rarissima in Italia l’amour fou botanico dell’Inghilterra ottocentesca. C’è anche chi ha preso di peso un intero post del mio blog e, per farlo stare di misura nel proprio sito, lo ha tagliuzzato facendogli perdere il senso e la sintassi. Comunque. Nonostante qualche danno che mi può derivare dalle furbizie o dalle poco assennate asserzioni altrui, io, che credo nelle utopie con tutto il buonsenso di cui sono capace, continuo a pensare che internet è fatto per la condivisione. Il signore che in questo momento sta prelevando una foto o una notizia a casa mia, però, è pregato di farlo con rispetto del lavoro altrui, in memoria di quello che in un mondo diverso si chiamava diritto d’autore.


E brava Mimma, mi hai fatto venire proprio nostalgia di quel bel giardino a Malta. Me lo sono studiato a lungo e poi fotografato, come ben sai, visto che ne è uscito un servizio corredato dal tuo bel racconto e pubblicato su Gardenia. Concordo pienamente nel riconoscere la deliziosa compagnia di Christiane e Justine e della loro gentile ospitalità. Ci siamo stati in momenti diversi ma ne abbiamo entrambi tratto piacevoli sensazioni, tanto da desiderare di riviverle con la fantasia. Chissà, forse un giorno ci ritroveremo a sorseggiare quell’aperitivo tutti insieme sotto quella araucaria.
Daniele
Caro Daniele, oggi piove e diluvia e io penso al giardino mediterraneo di Palazzo Parisio come ad una meta paradisiaca. Sognare non fa male, se si è coscienti che è un sogno. Al momento. Prima o poi quell’aperitivo sotto l’araucaria ce lo facciamo o magari ci facciamo preparare le meringhe da madame Christiane, speciali per noi.