Prima di cedere la parola ad un ospite che ha qualcosa da dire, devo dirne due io, di parole, sul potere del web. Un mio post dalla mostra di Paderna raccontava che Persicaria filiformis è infotografabile, un fotografo milanese che conoscevo solo di nome, Emilio Tremolada (www.emiliotremolada.it), fa un giro su internet, legge e mi manda a dire che non è affatto vero. Si rischia di diventare amici così, sul battibecco se una pianta da giardino filiforme di nome e di fatto sia fotografabile e in quale misura. Emilio ha promesso di collaborare a questo blog con appunti fotografici in un ambito parecchio distante dal mondo lucente e sofisticato di design, arredamento, arte e still life che sono le sue specializzazioni. E se qualcuno che opera nella vetrina milanese del made in Italy esprime il desiderio di dare il suo contributo qui perché le piante e i giardini gli piacciono, io sono felicissima di cedergli un post ogni tanto, e chissà che il suo occhio diversamente educato non serva ad allargare gli orizzoni di noi giardinieri di tutti i giorni. Ogni commento in merito è più che bene accetto, e intanto grazie ad Emilio o, come lui si firma, Trem.

Nella mia foto, scattata con una Nikon D300, Persicaria filiformis si intreccia a Persicaria microcephala 'Red Dragon' dal fiorellino bianco, in risalto sullo sfondo di Euphorbia characias. Obiettivo zoom 24-85 focale 50 (equivalente a focale 75 delle macchine a pellicola), diaframma 11, tempo 1/180, ISO 500. Lo scatto risale ad una mattina nuvolosa dell'ottobre 2008.
Te la faccio vedere io la persicaria
La percicaria? Si fotografa benissimo, è molto fotogenica e di grande effetto. Io non la conoscevo proprio, l’ho incontrata per la prima volta all’Erbaio della Gorra, poi a Lucca lo scorso anno l’hanno comprata tutti e così molti si sono lasciati infestare… Riguardando vecchie foto ho visto che l’ho fotografata in diversi giardini di Normandia, solo che allora ne sapevo meno di piante e non potevo dare un nome a queste interessantissime foglie con la macchia-occhio-quasi-cashmere (non c’entra niente, ma ultimamente ho una passione per le cravatte con un gran decoro occhietto cashmere).
L’esemplare della foto è stato acquistato a Lucca, dalla Valentina Povero dell’Erbaio della Gorra, da Gianni di Ravenna, che l’ha regalata a Stefano, che ce l’ha nel suo giardino tra i campi a Castel Bolognese.
La foto sia il mio augurio di Buone Feste a chi ama i giardini, con la speranza che tante, fotografabilissime persicarie, nel 2009 possano entrare nelle grazie dei giardinieri italiani.



oh ma che bello che lo hai messo, uauuu viva la persicaria!!!
allora mi chiedi di metterci le note tecniche della foto, ma guarda io non ci tengo e poi di solito non ci bado, solo che accidenti al digitale disgraziadelmondochenonèaltrocheildiavoloeisantiloabbianoingloriaeamen
allora con sto cavolo del digitale negli exif del file c’è scritto tutto, che sarebbe anche una violazione della privacy perchè si vede ai minuti esatti quando ho fatto la foto, che se io volessi dire che invece la foto l’ho fatta un altro giorno non si può, che sei subito maramellato.
Allora Nikon D300 obiettivo zo-ohm 24-85 a focale 50, che sulla D300 è come se fosse focale 75 rispetto alle macchine con la pellicola. Iso 500. Diaframma 11 tempo di posa 1/180 fatta il 25 ottobre 2008 ore 11, 51 minuti, 45 secondi, 26 centesimi; mattinata nuvolosetta. ecco tutto, grazie a te
ciao mimma
l’altro giorno quando ti ho scritto dove ho fotografato la persicaria mi son dimenticato di metterti il link del giardino di Stefano Perosi, eccolo
http://www.ungiardinotraicampi.com/