Adesso tutti dicono: te l’avevo detto, che sarebbe stato un successo. Lo dice il sindaco di Camaiore, che stamattina ha lanciato l’iniziativa “Adotta un orto” (uno dei cinque orti dimostrativi allestiti nelle piazze del centro storico per la festa “E’ la via dell’orto”). I camaioresi erano dispiaciuti al pensiero che venissero smantellati: non lo saranno, a patto che qualcuno di loro si offra quanto prima di annaffiare e zappare per mantenerli in ordine come aiuole del verde urbano. Lo dicono gli espositori: avevano dovuto fidarsi della bontà di un’idea alla sua prima comparsa. Per non parlare dei vecchietti arzilli e agguerriti ortisti della città versiliana: ne ho seguiti tre seduti in panchina in piazza San Bernardino che commentavano gli orti in piazza con una competenza quasi pedante e, dopo dieci minuti di chiacchiericcio stretto, ne ho dovuti zittire due dietro di me alla rappresentazione di Orti insorti di Elena Guerrini: disturbavano raccontando le meraviglie delle forbici da potatura che uno di loro aveva appena acquistato. C’è un’Italia che mi piace parecchio: semina vanga zappa e raccoglie e, su progetti che sembrano minimi, costruisce una realtà sana e positiva. C’è chi lo fa con i linguaggi contemporanei e metropolitani – cultura e coltura - come i ragazzi del Progetto Rizomi di Torino, Ortinconca di Milano e Spiazziverdi di Venezia che hanno presentato insieme alla loro attività una concezione del mondo e dell’uomo. E chi urlando improperi gratuiti contro di loro, da reazionari ad oltranza e con la certezza di avere l’esperienza, la fama e il denaro dalla sua. Avete mai visto su un palco il ragazzo Nicola di Rizomi preso sotto braccio da Beppe Bigazzi (“ah, lo conosco, è quello che mangia i gatti in televisione!” ha detto a voce alta una signora dal fondo della piazza, e chi ha voluto sentire ha sentito)? E insomma, l’orto per davvero e quello che è una scusa per dire tutto il resto. Funziona così bene, che già a Camaiore hanno fissato la data della seconda edizione: 9 e 10 aprile 2011.
E voi chiamateli orti
martedì 13 aprile 2010 di Mimma
Pubblicato in Attualità del verde, Eventi e appuntamenti, Persone | Contrassegnato da tag Beppe Bigazzi, Camaiore E' la via dell'orto, Elena Guerrini, Ortinconca, Progetto Rizomi, Spiazziverdi | 7 commenti
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In libreria da fine agosto 2012
Se non avete mai fatto il compostaggio, se lo avete fatto e non vi è venuto come speravate, se non avete mai sentito nominare il bokashi, se ci sono cose che per un giardiniere basta avere un po’ di coscienza per risolverle (senza neppure bisogno di sbandierare filosofie sostenibili), se nel portafoglio avete ancora qualche spicciolo spendibile in un libro utile, questo vi potrebbe servire. In libreria a euro 7,90 come nono titolo della collana Passione Verde Vallardi: “Il compostaggio in giardino. Produrre benefico humus e risolvere più di un problema”.Categorie
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Un giorno dello scorso febbraio un amico mi manda una mail, con il tono preoccupato di chi vuole proteggermi: “Ricorda che non sempre è giusto agitare come bandiera il proprio desiderio di democrazia dal basso e sbattersi per realizzare le proprie utopie. Fai attenzione: tu con i tuoi credo eticamente corretti puoi ritrovarti senza saperlo a realizzare i businness di altri più concreti di te. Vai a vedere questi siti.” E mi manda un elenco di indirizzi, dai quali deduco che in rete il mio nome circola soprattutto insieme alle cose del mio blog, e spesso a sproposito. Per dire: c’è chi si è impossessato a gennaio dell’elenco delle mostre di giardinaggio che ho preparato, ma non si è accorto che è in continuo perfezionamento, dunque la versione che usa è superatissima. La figura ce la faccio io perché hanno scritto che è roba mia (però non mi hanno linkata). Oppure c’è chi ruba il “chi sono” del mio blog (non una biografia né un curriculum, solo una nota a uso e consumo del mondo a parte del blog) per la biografia in appoggio ad un libro che ho scritto e di cui non c’è motivo che io vada fiera: poco più che la compilazione di un repertorio di piante ben documentato, insomma onesta pagnotta. C’è anche di peggio: un editore piccino così nel 2007 annuncia un libro sulle collezioni botaniche in Italia e io risulto la principale fornitrice di foto. Mai successo: avevamo parlato di questo progetto, ma proprio durante chiacchiere informali io lo avevo smontato sul nascere perchè la tesi che in Italia esistono “persone che si sono dedicate a questa passione e coltivano nel proprio giardino o vivaio, come in un museo privato, un’unica specie nel maggior numero possibile di varietà” è impensabile, essendo merce rarissima in Italia l’amour fou botanico dell’Inghilterra ottocentesca. C’è anche chi ha preso di peso un intero post del mio blog e, per farlo stare di misura nel proprio sito, lo ha tagliuzzato facendogli perdere il senso e la sintassi. Comunque. Nonostante qualche danno che mi può derivare dalle furbizie o dalle poco assennate asserzioni altrui, io, che credo nelle utopie con tutto il buonsenso di cui sono capace, continuo a pensare che internet è fatto per la condivisione. Il signore che in questo momento sta prelevando una foto o una notizia a casa mia, però, è pregato di farlo con rispetto del lavoro altrui, in memoria di quello che in un mondo diverso si chiamava diritto d’autore.






























Bellissimo. Un peccato essere rimasto bloccato dall’altra parte dell’Appennino…
anche a me dispiace non aver potuto intervenire!
Belle tutte le foto, ma quelle di Elena Guerrini, con tutto quel rosso, ti attirano e devo dire che mi sono fatta una bella e salutare risata guardando la n.6. Franca
…E’ stata una bellissima esperienza. Grazie ancora per averci dato l’opportunità di partecipare e poter condividere idee, pensieri ed immagini con moltissime persone. Si… anche con Bigazzi… anche se effettivamente sentirlo ancora parlare dà un nuovo senso al termine “accanimento terapeutico”
Nicola
… e l’espressione esterrefatta dei camaioresi davanti alle collane di bottiglie di Rizomi la dice lunga su quanto sia auspicabile e fertile la contaminazione tra mondi diversi
Non so come sia in Versilia, ma in certe zone dell’Adriatico le bottiglie si possono prendere direttamente dalla spiaggia…
Ciao, Mimma
è stata una scommessa ed è riuscita oltre le aspettative, mi fa piacere che anche i ragazzi di rizomi siano soddisfatti, al di la’ delle critiche di chi non riesce a concepire che esistano idee differenti dalle proprie (a volte l’età e la maleducazione ci mettono lo zampino).
Spero che il prossimo anno i ragazzi possano tornare ad esporre le proprie idee ed i progetti, portando quella ventata di freschezza ed originalità che SOLO loro riescono ad esprimere!