Ho appena ricevuto questo comunicato stampa, arrivato in una settimana sul filo dell’orto. Mi sembra giusto metterlo subito in rete perché nel fine settimana chi è a Milano possa andare a vedere.
Dal 14 al 19 aprile a Milano nella Fabbrica della Sostenibilità, all’interno della kermesse Posti di Vista – Green Block 2010 promossa da FdVLab, Ottagono e Comune di Milano, “L’orto un giardino che si mangia” nella cornice del Fuori Salone di Milano che affianca con iniziative e progetti il Salone del Mobile. All’evento dedicato alla sostenibilità, all’efficienza energetica, al verde urbano partecipa Giardini d’Autore, la mostra mercato di giardinaggio che due volte all’anno, in primavera e in autunno, porta a Riccione i migliori vivaisti italiani. Con un progetto che presenta un modo insolito di concepire il giardino in ambito urbano. L’orto è oggi espressione di tradizione e innovazione che si fondono in uno spazio da sempre incontro fra uomo e natura. Un progetto che sposa appieno la filosofia di questa kermesse che FdVLab (Associazione Laboratori Fabbrica del Vapore) ha costruito per supportare lo sviluppo e l’approfondimento della cultura contemporanea: dalle arti visive alle arti performative, dal design all’architettura, dalla fotografia alla moda e, non ultimo, all’interazione tra queste discipline, nuove tecnologie e altre culture.

Sinergie. La mostra di giardinaggio Giardini d'Autore di Riccione e il Vivaio Fratelli Gramaglia di Collegno (To) partecipano al Fuori Salone di Milano alla Fabbrica del Vapore. L'orto urbano realizzato per questa occasione spunta da vecchie cassette che contenevano munizioni. Un bel segnale. Lo spazio resterà visibile in Via Procaccini 4 a Milano fino a lunedi 19 aprile. Mentre le fioriere allestite a Riccione saranno visibili per tutta la stagione estiva.
Un concetto che Giardini d’Autore ha sposato appieno regalando, dopo l’edizione primaverile che si è tenuta il 20-21 marzo scorsi, in collaborazione con Geat spa, al Comune, “Un Giardino d’Autore per Riccione”: tre spazi verdi permanenti in Viale Ceccarini come tributo alla città che ospita l’evento. “Il giardino dei Folletti”, realizzato dal vivaio Eta Beta su progettazione della paesaggista Silvia Ghirelli. Ricorda un giardino primordiale dove trovano spazio Equisetum hiemale, Dicksonia antarctica, piante acquatiche e giochi d’acqua. Una parete fiorita che arreda il sottopasso di Viale Ceccarini, denominato P’assaggio d’Arte e sottolinea come, attraverso il verde, sia possibile “arredare” un non-luogo della città. E quindi “L’orto un giardino che si mangia”, uno spazio che accoglie diverse varietà di piante orticole, mentre durante l’estate ospiterà una vasta collezione di peperoncini provenienti da tutto il mondo. Progetto realizzato dal Vivaio Fratelli Gramaglia di Collegno, specializzato nella produzione di piante da orto e aromatiche, con una collezione di ben 730 varietà differenti di peperoncino, fiore all’occhiello dell’azienda agricola nata nel 1896.




Mimma sono arrivato navigando in rete al tuo blog, che ho trovato molto interessante e mi accorgo di essere tra i tuoi blog che leggi, grazie non sai quanto mi ha fatto piacere! Un’autentica sorpresa. Bella questa iniziativa dell’orto il giardino che si mangia e di nuovo complimenti per il blog