Un giretto in Valle d’Aosta qualche ora del pomeriggio, tanto per dire che è domenica e la realtà offre scenari un po’ più vasti del mio studio e dello schermo del computer. E la soave magia del paesaggio che si illumina con i toni evanescenti dei nuovi germogli e dei fiori è qualcosa che alleggerisce la vita e crea attese per i mesi che ci aspettano.
La scorsa domenica ho rincorso con lo sguardo i gialli dei fiori. Nei giardini sono ancora fiorite le forsizie, sono giustamente fioriti i tulipani di mezza stagione, sono già sbocciate le rose banksie, Rosa banksiae Lutea. Pergole, muri, alberi scalati da questa meravigliosa rosa si animano di colpo d’un giallo morbido speciale, persino in mezzo alle montagne della Valle d’Aosta, e d’altra parte la Bassa Valle gode fama di avere un microclima quasi mediterraneo (ci cresce per esempio l’origano!).





Fiori gialli nei prati, sulle scarpate, ai bordi di strada, ai margini dei boschi, macchie vistosissime di giallo dei ravizzoni nei campi e un po’ di ripasso di botanica, sennò un patrimonio di competenze alimentato per trent’anni ci vuole niente che scompaia, inghiottito dalla routine che rende pigri con il pensiero “tanto c’è internet”.
Bastano tre ore così in carrellata lenta, una dissolvenza incrociata ad ogni curva, un filtro soft che ammorbidisce la scena dei boschi e delle campagne, a portare via la settimana passata e a ben disporre per quella nuova.
Il prossimo fine settimana per me le piante saranno solo quelle da giardino del tradizionale appuntamento al castello di Masino. In quanto al fine settimana seguente, a Milano per Orticola, arrivano sin quassù, nel posto più defilato d’Italia, gli echi di malumori serpeggianti. Pare che il motivo principale sia dovuto ai nuovi ordinamenti comunali relativi al transito di mezzi a motore in città, di cui è stata data notizia agli espositori solo dieci giorni fa: impediranno a numerosi vivaisti l’accesso alla zona della mostra. Qualcuno ha già mandato la disdetta, altri stanno brontolando tanto rumorosamente da farsi sentire sino a qui. Questi sono brutti segni. Aspetto il dopo per fare il grillo parlante, anche se ho una mia idea di dove stiano andando le mostre di giardinaggio. Più o meno l’ho raccontata nel blog l’ottobre scorso tornando dalla mostra di Paderna che, a mio parere, è un osservatorio istruttivo, oltre che un modello di coerente serietà e di continuità.















scrivo dalla Valle D’Aosta, a proposito di Origani, il mio giardino si trova a 1000 metri sopra Aosta ed ho tutta una collezione di Origani!
Ciao Mimma,
ma è ravizzone o colza?
Buongiorno. Che bellissimi gialli! Complimenti.
Utile sarebbe dibattere sulle mostre di giardinaggio e sui vivaisti che devono probabilmente clonarsi in queste settimane.
Trovo personalmente Paderna uno degli eventi “verdi” più vero: sarà la bella ambientazione, saranno le renette rare della val di Non, sarà l’autunno che incombe, chissà.