Secondo giorno di “Vestire il paesaggio” a Pistoia (vestireilpaesaggio.provincia.pistoia.it). Un giorno, per me, con Pietro Porcinai come filo conduttore. Stamattina con un gruppo di congressisti sono tornata alla Fattoria di Celle e ai suoi paesaggi di boschi, oliveti, radure, laghi, prati vestiti di land art. Non vedevo l’ora di arrivare ad un’opera di Beverly Pepper del 1992 che per me è la quintessenza dell’arte ambientale, somma di rispettosa progettazione sotto la guida del genius loci, interpretazione
lucida e senza slabbrature dello spazio, ricerca di fruibilità e armonia. Non per niente l’opera di questa artista newyorkese, nata nel 1922, si intitola: “Spazio teatro Celle: omaggio a Pietro Porcinai”. Stasera il nome del paesaggista fiorentino, al quale da poco è stata dedicata un’associazione per valorizzarne la memoria e il contributo paesaggistico, è ritornato a Collodi, nel parco di Pinocchio. Non solo perché fu proprio Porcinai a progettare il verde di quel luogo giocoso e poetico (www.pinocchio.it), ma perché, per la sesta volta, nella piazzetta dei mosaici è stato assegnato un premio a suo nome a chi “ha contribuito all’affermazione e all’approfondimento dell’architettura del paesaggio in Italia”. A vincerlo è stato Boscoincittà di Milano, segnalata l’opera complessiva di Giuliano Mauri
e di Ettore Paternò del Toscano. Per conoscere la figura del paesaggista che “nel corso della sua vita ha toccato molti nervi scoperti del paesaggio italiano” (la frase è di Luigi Latini, che stasera lo ha brevemente ricordato) c’è il sito pietroporcinai.it.
Paesaggi per Porcinai
venerdì 2 luglio 2010 di Mimma




grazie per la citazione…..è stato un piacere conoscerti