Superando ogni più rosea previsione e con la complicità del bel tempo, a Livorno Harborea – festa delle piante e dei giardini d’Oltremare ha chiuso ieri sera i battenti faticando, nel buio incipiente, ad allontanare gli ultimi visitatori. Molte migliaia di persone hanno accettato pazientemente, nel pomeriggio della domenica, di dover attendere in coda per pagare il biglietto all’ingresso del parco di Villa Mimbelli e poter visitare la mostra mercato, chiedere consiglio a vivaisti di qualità giunti da tutta Italia, acquistare piante da giardino e da collezione, partecipare alle lezioni di arte floreale e al “caffé letterario” in puro stile livornese, con ospiti di levatura nazionale.
La soddisfazione è stata generale, al punto che, nell’entusiasmo a caldo, già si è parlato di far diventare Harborea un appuntamento annuale della città.
Ma sono stati i contatti umani a dare di più ancora delle piante. Gente che non conosceva questo mondo che a me è familiare, altra gente che aveva con le piante un legame privilegiato ma isolato, altri che invece le frequentano ogni giorno per lavoro e che hanno apprezzato un luogo nuovo e rapporti nuovi nella mappa dell’Italia delle piante e dei giardini. Come è bello tutto questo. Sapere che per qualcuno è stato piacevole accettare di fare 30 metri di coda per poter avere diritto ad accedere ad un mondo diverso. Gente che ha dovuto stare in piedi ad ascoltare i dialoghi sotto la tenda del caffé letterario, perché i posti a sedere erano tutti esauriti. Chi ha detto che nelle mostre mercato di giardinaggio non funzionano le conferenze? Invece a Livorno, ieri sera, Silvia che tirava le fila ha dovuto alzarsi e dire che ufficialmente la manifestazione aveva chiuso. Tutti che ascoltavano Giuseppe Barbera parlare di alberi, di letteratura, di rapporti nostri con le piante. Come sono state ascoltate con una attenzione quasi commovente tutte le conferenze: Baudin e Napoleone, le palme, le piante protagoniste e le comprimarie (un taglio interessante di Rossella Sleiter , giornalistra del Venerdì di Repubblica), il giardino islamico… E sotto la tenda del garden club di Livorno hanno dovuto a malincuore mandare via signore che volevano partecipare ai corsi di composizione floreale, perchè non c’erano posti nè fiori sufficienti per tutti.
Se continuo a frequentare le mostre di giardinaggio e a lavorarci è perché rappresentano la misura di quanto ci sia ancora da fare e raccontano in che modo ci si deve muovere perchè il mondo dei giardini e della botanica diventi patrimonio di tutti. Da oggi Livorno si è guadagnata il diritto di essere annoverata nella mappa dell’Italia delle mostre di giardinaggio che contano.
Un posto nuovo nella mappa
lunedì 17 ottobre 2011 di Mimma
Pubblicato in Attualità del verde, Giardini e Cultura, Pensieri verdi | Contrassegnato da tag Giuseppe Barbera, Harborea, Rossella Sleiter | 3 commenti
3 Risposte
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In libreria da fine agosto 2012
Se non avete mai fatto il compostaggio, se lo avete fatto e non vi è venuto come speravate, se non avete mai sentito nominare il bokashi, se ci sono cose che per un giardiniere basta avere un po’ di coscienza per risolverle (senza neppure bisogno di sbandierare filosofie sostenibili), se nel portafoglio avete ancora qualche spicciolo spendibile in un libro utile, questo vi potrebbe servire. In libreria a euro 7,90 come nono titolo della collana Passione Verde Vallardi: “Il compostaggio in giardino. Produrre benefico humus e risolvere più di un problema”.Categorie
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Un giorno dello scorso febbraio un amico mi manda una mail, con il tono preoccupato di chi vuole proteggermi: “Ricorda che non sempre è giusto agitare come bandiera il proprio desiderio di democrazia dal basso e sbattersi per realizzare le proprie utopie. Fai attenzione: tu con i tuoi credo eticamente corretti puoi ritrovarti senza saperlo a realizzare i businness di altri più concreti di te. Vai a vedere questi siti.” E mi manda un elenco di indirizzi, dai quali deduco che in rete il mio nome circola soprattutto insieme alle cose del mio blog, e spesso a sproposito. Per dire: c’è chi si è impossessato a gennaio dell’elenco delle mostre di giardinaggio che ho preparato, ma non si è accorto che è in continuo perfezionamento, dunque la versione che usa è superatissima. La figura ce la faccio io perché hanno scritto che è roba mia (però non mi hanno linkata). Oppure c’è chi ruba il “chi sono” del mio blog (non una biografia né un curriculum, solo una nota a uso e consumo del mondo a parte del blog) per la biografia in appoggio ad un libro che ho scritto e di cui non c’è motivo che io vada fiera: poco più che la compilazione di un repertorio di piante ben documentato, insomma onesta pagnotta. C’è anche di peggio: un editore piccino così nel 2007 annuncia un libro sulle collezioni botaniche in Italia e io risulto la principale fornitrice di foto. Mai successo: avevamo parlato di questo progetto, ma proprio durante chiacchiere informali io lo avevo smontato sul nascere perchè la tesi che in Italia esistono “persone che si sono dedicate a questa passione e coltivano nel proprio giardino o vivaio, come in un museo privato, un’unica specie nel maggior numero possibile di varietà” è impensabile, essendo merce rarissima in Italia l’amour fou botanico dell’Inghilterra ottocentesca. C’è anche chi ha preso di peso un intero post del mio blog e, per farlo stare di misura nel proprio sito, lo ha tagliuzzato facendogli perdere il senso e la sintassi. Comunque. Nonostante qualche danno che mi può derivare dalle furbizie o dalle poco assennate asserzioni altrui, io, che credo nelle utopie con tutto il buonsenso di cui sono capace, continuo a pensare che internet è fatto per la condivisione. Il signore che in questo momento sta prelevando una foto o una notizia a casa mia, però, è pregato di farlo con rispetto del lavoro altrui, in memoria di quello che in un mondo diverso si chiamava diritto d’autore.





complimenti ad Harborea e a tutti i suoi organizzatori!
simonetta
Cara Mimma, mi pare di lamentarmi troppo, ma quest’estate mi ha proprio dato (quasi) il colpo di grazia . Le zanzare !!! ci hanno tormentato e la siccità ha ucciso tante piante . Potevo annaffiare poco perché sembra che si sia abbassata la falda , avevamo pochissima disponibilità d’acqua nel pozzo . Sono tantissimi anni che vivo in campagna , una trentina, io e mio marito ci siamo in qualche modo abituati , ma ci si rende conto che fare orto e giardino diventa una cosa da benestanti , e che è difficile permettersi di predisporre difese di fronte ad un clima che propone sempre più fenomeni estremi. Mi è passata perfino la voglia di andare alle mostre . Comprare piante per farle morire ? Per fortuna che fai queste resoconti che fanno venir voglia di ricominciare .ASpetto domani, perché pare che pioverà, finalmente . E pensare che in Sicilia sono sott’acqua .
Lunedì 17 ore 10.00, il parco di villa Mimbelli era un cantiere: persone, camion, scatoloni, pancàli, cartelloni a terra, esattamente come era stato il giovedì pomeriggio precedente. Gli stati d’animo erano diversi però. Alla installazione era a fior di pelle l’ansia ed il timore di riuscire a presentare alla città quel sogno che il Garden club aveva progettato ed idealizzato da tanto tempo, alla fine, era evidente la gioia di esserci riusciti, velata però dal senso di tristezza di una festa che finisce. Harborea è stata tante cose: la mostra mercato delle piante e dei giardini d’oltremare, è stata una esplorazione nelle novità florovivaistiche, è stata salotto di incontri con professionisti della cultura verde, è stata spunto per la riscoperta di un parco cittadino un po’ relegato a comprimario, è stata la possibilità di avvicinare tante persone all’emozione della natura, è stata per noi organizzatrici la possibilità di stringere rapporti più profondi, è stata la misura di quanto un gruppo unito sia in grado di realizzare, è stata insomma una magia che ha stregato tutti quanti.
E’ per questo che attraverso questo breve saluto vogliamo ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato in ogni modo possibile, ognuno a seconda della propria professionalità, possibilità e capacità. Ringraziamo la città di Livorno che curiosa si è affacciata ad Harborea e ne ha percorso i viali con una attenzione ed un rispetto che solo di fronte alla bellezza della natura si può avere.
Se ci sarà data la possibilità, Harborea tornerà il prossimo anno, portando con sé altre novità e speriamo altre emozioni.
Silvia Menicagli
Grazie Mimma, sei stata un faro nella nebbia…