
Solo un appunto di primavera. Stamattina ho fatto colazione nel mio giardinetto dietro casa tra macchie di chionodoxe azzurre, anemoni nemorose bianche, foglioline dorate di aceri giapponesi e spiree. Con qualche fiore e un controluce mattutino di marzo io, in questa terra di montagna austera (e a volte respingente) sono la persona più ricca e fortunata del mondo.

Oggi pomeriggio, in giro per altro, sono passata a dire ciao a Franco Veimaro a Cossato, dall’altra parte del Biellese. E l’ho trovato nel suo campo, a controllare le ventimila rose nuove innestate lo scorso anno e a chiedersi come riuscire a fare tutto. Sicché ho considerato che forse è arrivato il tempo di cominciare a svelare le ipocrisie del vivaismo furbo italiano. Piccolo cabotaggio, ma che tristezza. Franco Veimaro è uno dei pochi (saranno cinque, non di più) che in Italia innestano e coltivano davvero rose; gli altri le commercializzano comperandole qui e là, solo venditori.

E da Biella stasera mi è arrivata una mail che annuncia per il 14 e 15 aprile la distribuzione di piccoli alberi a chiunque ne faccia richiesta (www.lionsbiellalaserra.org), in nome di un campagna internazionale del Lions lanciata perché nel 2012 venga piantato un milione di alberi, e ormai giunto al settimo milione.
Questa è la primavera. Spunta negli occhi, nella gente e nella cronaca. Ovunque, e anche qui.



[...] in nome di un campagna internazionale del Lions lanciata perché nel … permalink Condividi la [...]