Ci sono dei momenti in cui ci si sente impotenti. Sono sempre più numerosi, e su più fronti. E chi si chiedeva perché ero diventata triste, adesso può dedurre uno dei motivi. Differenti sensibilità e visioni della vita hanno portato a morire lontano da casa sua una donna di 86 anni mai vinta. Dietro, però, aveva un cancro a soffiarle sul collo; quando la fine si avvicinava, nonostante lei fosse lucida e vigile, sono venuti i parenti dall’estero e, senza chiedere a chi le stava intorno e raccoglieva i suoi desideri, hanno deciso il trasporto in una struttura. E lì, non avendo motivo di vivere ancora, ha atteso solo una settimana che arrivasse la morte a prenderla, e oggi è arrivata. I vent’anni che abbiamo fatto da vicini di casa mi hanno insegnato ad accettare quel suo modo di reggere le briglie della realtà e ad apprezzare la sua formazione laica e internazionale, non cattolicamente codina e provinciale. Non capiva niente di piante, ma i fiori li comperava, tirando fuori le sue origini olandesi. Amava i colori forti, le rose perché erano i fiori eleganti della sua generazione e dei luoghi di mezza Europa che aveva frequentato con il marito. Oggi le lascio qui una rosa ‘Tchin Tchin’ perché il suo rosso le sarebbe piaciuto e quel riflesso arancione dei petali le avrebbe ricordato la casata degli Orange nel suo paese.
Rose rosse per Giovanna
giovedì 26 luglio 2012 di Mimma



Cara Signora Pallavicini,
unirmi al suo lutto mi sembra sminutivo e banale, per quanto possa dirle di essermi trovato in situazioni analoghe che mi permettono di intuire la sua tristezza e il vuoto che comunque la perdita di una persona che ci e’ stata vicina (al cuore), sempre causa.
L’unica consolazione e’ quella di considerare la fortuna di avere avuto nell’incrociare la nostra esistenza con quella di anime, magari anche diversissime da noi, che per un mese o una vita ci hanno permesso di confrontarci sentendo di aver a che fare con qualcuno a modo suo speciale.
Cento di questi Amici!
Giuseppe.
…