Un minuto fa mi è arrivata una notifica, l’ennesima, da facebook. Ero nell’attimo di pausa caffé, sicché sono andata a vedere. E mentre leggevo l’ultimo commento, al limite della diffamazione nei miei confronti (c’è tanto di nome e cognome due commenti più in alto, e non sono una pseudogiornalista), il commento è stato tolto. Ma è rimasto nella mia casella di posta elettronica a cui è stato notificato.
“Certe pseudo giornaliste prima di scrivere articoli del cavolo senza conoscere di cosa parlano dovrebbero prima andare di persona al vivaio che gelosamente attacca forse su incarico e spinta alla diffamazione di qualcuna che conosce la titolare del vivaio criticato così duramente e ne è nemica! La serietà professionale vorrebbe che le fonti si verifivcano tutte”
Se qualcuno si è sentito chiamato in causa da quello che ho scritto ieri, si vede che ho fatto centro. Ma mi offende a morte che non si sia capito il senso di quello che ho detto (qualcuno conosce l’analisi semiologica del testo?), né il motivo per cui tornerò alla svelta a guardare la mia sassifraga, creatura delle mie montagne che mi sorride con tanta serenità là sul davanzale.
PS mentre scrivevo è arrivata la seconda parte, chissà se verrà tolta:
“La serietà professionale vorrebbe che le fonti si verifichino tutte e se avesse prima di prendere in mano la penna per diffamare visitato e conosciuto personalmente la titolare avrebbe forse capito (ma non sono sicuro di ciò) è vero a volte le cose si fanno per bisogno, ma se al bisogno si unisce una grande passione anche se l’esperienza verrà che male c’è? il tempo darà ragione a chi lavora seriamente e da un anno duramente e di persona e non a chi da notizie altrui e col culo sulla sedia si definisce giornalista verde e appassionata di botanica! Vergogna!”



Ho 57 anni e da trenta , più o meno da quando mi sono sposata , coltivo il giardino, più di uno, il primo l’ho dovuto lasciare . A gennaio, dopo qualche anno che non lavoravo se non saltuariamente, ho ritrovato un lavoro fisso, faticoso, ,manuale, notturno, e tutto questo fa sì che sia molto meno presente in giardino e nell’orto. Poi c’è la siccità. Abbiamo dovuto rifare il pozzo e annaffiamo comunque con parsimonia, sarebbe bello avere il giardino tutto verde, ma è quasi impossibile e inoltre, forse mi capisci , “amorale”, mentre tutto intorno brucia. Sopravviviamo e lasciamo i giardini perfetti e di rappresentanza ad altri , perfetti e irreale, nella situazione attuale. Le lotte fra vivai mi sono estranee, come le lotte in generale, mi piace vivere in pace , nel senso più vasto e generale. Mi piaci , Mimma, ti ho seguito nelle varie riviste e credo che il tuo modo di affrontare la vita sia un pò di pancia, ma in fondo perché no?
@Lorenza
Lorenza, non è la prima volta che ci metti la tua serenità e te ne sono grata. Ognuno di noi ha la propria storia e la mia è costellata di lotta in nome di ideali che mi impediscono per civiltà di mandare a quel paese la gente, ma mi obbligano a non sottrarmi al senso critico. Tenendomi la pancia verrò più spesso a chiedere consiglio a te, sapendo che poi, alla fine, entrambe amiamo la pace (ma io, vedi, non penso per me che sia amor di pace far finta di non sapere). Un abbraccio, spero che da te piova un giorno intero…
che bello leggervi!! mi viene in mente Miss Marple… la ricordate?? tutto il macro cosmo come il micro cosmo di Saint Mary Mead… splendido!!!