


Abbiamo commentato in tanti che è innegabile: con questa edizione, l’ottava della versione autunnale, la mostra di Masino ha risollevato la testa dopo anni appannati e strafottenti, nei quali l’unico dato certo era il desiderio di rivendicare il proprio primato. E se ancora molto deve fare questa manifestazione capostipite di tutte le altre per scremare gli espositori puramente commerciali e affrontare il troppo carente controllo botanico, tuttavia sembra aver ripristinato l’atmosfera di santuario, un santuario, se non delle piante, di certo dei doni e delle grazie dell’autunno piemontese. Complice il bel tempo e la voglia dei molti visitatori di farne tesoro, anche se sempre di più Masino, come le altre mostre mercato di giardinaggio, tara l’affluenza sulle condizioni climatiche e di domenica incassa molto e poco ridistribuisce agli espositori. E insom

ma, lascio qui un mucchietto di segnali colti in poche ore di visita. L’ascesa delle acquatiche: quattro o cinque espositori; tra le bacche, l’evanescenza di quelle di Sorbus ‘Joseph Rock’ (vivaio Millefoglie); il cesto di rose color indian summer davanti allo stand Barni; le dodici varietà di patate della Valsusa ben esposte, raccontate e in vendita (varrebbe la pena di essere NO TAV anche solo per conservare questo patrimonio); Aster spathulifolium dalle grandi foglie pelose (vivaio Leonelli); l’unico stand allestito come una vetrina, con le graminacee, un banco parlante e poltrone anni Sessanta (vivaio Strano ma verde); i peperoncini ‘Habanero’ di 5 colori, i ‘Buth Jalokia’ e gli ‘Scorpion Red’, ovvero la gamma più piccante in assoluto, a movimentare lo stand della Casina di Lorenzo; gli oggetti fatti a mano e un po’ naif per abbellire l’orto di Le ceramiche fiabesche. Più un paio di incontri belli: quello con il vivaista di rose Paolo Pozzo radioso con Lisa, la sua bimba di due mesi, in braccio e quello con il silenzioso e affettuoso barbagianni (Tyto alba) a spasso con la sua proprietaria. Guarda un po’: c’è voluta una mostra di giardinaggio perché io potessi accarezzare il piumaggio luminoso e morbido di un rapace notturno.
Masino d’autunno
mercoledì 24 ottobre 2012 di Mimma
Pubblicato in Attualità del verde, Eventi e appuntamenti, Pensieri verdi, Persone | Contrassegnato da tag Aster spathulifolium, barbagianni, Mostra di Masino, patate della Valsusa, peperoncini Habanero, Sorbus ‘Joseph Rock’ | 1 commento
Una Risposta
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In libreria da fine agosto 2012
Se non avete mai fatto il compostaggio, se lo avete fatto e non vi è venuto come speravate, se non avete mai sentito nominare il bokashi, se ci sono cose che per un giardiniere basta avere un po’ di coscienza per risolverle (senza neppure bisogno di sbandierare filosofie sostenibili), se nel portafoglio avete ancora qualche spicciolo spendibile in un libro utile, questo vi potrebbe servire. In libreria a euro 7,90 come nono titolo della collana Passione Verde Vallardi: “Il compostaggio in giardino. Produrre benefico humus e risolvere più di un problema”.Categorie
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Un giorno dello scorso febbraio un amico mi manda una mail, con il tono preoccupato di chi vuole proteggermi: “Ricorda che non sempre è giusto agitare come bandiera il proprio desiderio di democrazia dal basso e sbattersi per realizzare le proprie utopie. Fai attenzione: tu con i tuoi credo eticamente corretti puoi ritrovarti senza saperlo a realizzare i businness di altri più concreti di te. Vai a vedere questi siti.” E mi manda un elenco di indirizzi, dai quali deduco che in rete il mio nome circola soprattutto insieme alle cose del mio blog, e spesso a sproposito. Per dire: c’è chi si è impossessato a gennaio dell’elenco delle mostre di giardinaggio che ho preparato, ma non si è accorto che è in continuo perfezionamento, dunque la versione che usa è superatissima. La figura ce la faccio io perché hanno scritto che è roba mia (però non mi hanno linkata). Oppure c’è chi ruba il “chi sono” del mio blog (non una biografia né un curriculum, solo una nota a uso e consumo del mondo a parte del blog) per la biografia in appoggio ad un libro che ho scritto e di cui non c’è motivo che io vada fiera: poco più che la compilazione di un repertorio di piante ben documentato, insomma onesta pagnotta. C’è anche di peggio: un editore piccino così nel 2007 annuncia un libro sulle collezioni botaniche in Italia e io risulto la principale fornitrice di foto. Mai successo: avevamo parlato di questo progetto, ma proprio durante chiacchiere informali io lo avevo smontato sul nascere perchè la tesi che in Italia esistono “persone che si sono dedicate a questa passione e coltivano nel proprio giardino o vivaio, come in un museo privato, un’unica specie nel maggior numero possibile di varietà” è impensabile, essendo merce rarissima in Italia l’amour fou botanico dell’Inghilterra ottocentesca. C’è anche chi ha preso di peso un intero post del mio blog e, per farlo stare di misura nel proprio sito, lo ha tagliuzzato facendogli perdere il senso e la sintassi. Comunque. Nonostante qualche danno che mi può derivare dalle furbizie o dalle poco assennate asserzioni altrui, io, che credo nelle utopie con tutto il buonsenso di cui sono capace, continuo a pensare che internet è fatto per la condivisione. Il signore che in questo momento sta prelevando una foto o una notizia a casa mia, però, è pregato di farlo con rispetto del lavoro altrui, in memoria di quello che in un mondo diverso si chiamava diritto d’autore.






Sono libera dalla pizzeria solo il mercoledì e sono riuscita solo a fare una corsa (letterale) a Firenze un sabato per una mostra piccola al “giardino dell’orticoltura”, dove c’erano solo pochi banchi di vivaisti giovani e un pò informati, ma chiacchierarci è così piacevole! Il resto era puro commercio, ma il clima , intorno alle piante, è sempre più umano che in qualunque mercato. Per ora ringrazio che mi sia riuscito far questo, da quando lavoro in pizzeria la mia vita sembra fatta di cotone, si restringe sempre di più! Ma ieri fra le dalie ho colto le fragole! Tempo matto!