A volte penso che non ci sia più bisogno dei miei post per raccontare le piante e i fiori, i giardini d’Italia e ciò che avviene lungo lo stivale per conoscere, promuovere e fruire il verde ornamentale. Ho cominciato da pioniera, adesso sono in tanti a occuparsene. E allora succede che io abbia voglia di usare questo spazio mio e libero per dire ciò che in tanti non sanno o non saprebbero diversamente. Oggi a Moncalieri abbiamo salutato per l’ultima volta Piero Valenza, il marito competente e simpatico di Eufrasia Burzio (la prima vivaista a produrre tante viole del pensiero, sempre chiamate con il nome varietale). Piero è stato portato via da un tumore che lo ha fatto soffrire quattro anni. Era un bravo giardiniere e un vero appassionato di piante. Una volta, tanti anni fa, andai nel loro vivaio per un servizio e, alle domande sulle piante strane e speciali che stavo vedendo, Eufrasia mi disse che per avere risposta dovevo attendere l’arrivo di Piero, perché quelle erano le “sue” piante, la sua voglia di sperimentazione, la sua scommessa esotica. Un mondo tutto suo, un piacere privato e non vendibile. Vasi d’ogni genere e fatta occupavano metà di una serra, e non gliene importava che tutto quello spazio non rendesse nulla.
Quel giorno Eufrasia mi raccontò anche che si erano conosciuti che lei aveva 13 anni e lui 18 ed era un grande amore che continuava anche grazie all’interesse comune per le piante. Quarantasei anni dopo, oggi, lo ha accompagnato per l’ultima volta con una consolazione soltanto, credo: che un prete pieno di sobrietà e empatia lo ha ricordato come uomo dei fiori e dei giardini e ha consolato chi resta della perdita dicendo che la natura con le sue ragioni e la sua bellezza tende la mano per fare accettare il lutto, mentre lui nell’altra vita è andato a fare altri giardini.
Ricorderò l’uomo buono e appassionato come l’ ho fotografato l’ultima volta nel maggio 2009 a Masino. Se ne andava in giro nel suo stand spostando un grande vaso con dentro due inquietanti Amorphophallus rivieri fioriti. Si era lasciato fotografare in diverse pose con la sua pianta tra le braccia, un po’ orgoglioso e un po’ ironico. Oggi con lui se ne va un po’ del nuovo corso del giardinaggio, portato alla ribalta vent’anni fa dall’avvento delle mostre.
Ricordando Piero dei fiori
lunedì 4 febbraio 2013 di Mimma



Parole dettate dal cuore che arrivano al cuore.
Betti
Un omaggio a chi ci ha lasciati profumato come un fiore.
Grazie
grazie Mimma per la bella immagine di Piero… sicuramente il tuo ricordo gli avrebbe fatto tanto piacere. In serra alcune delle “sue piante” incominciano a dare segni di risveglio… sono certa che avra’ gia’ trovato il modo di coltivare e curare piante anche Lassu’.. Grazie
Purtroppo è un male comune. Mi dispiace che abbia sofferto. Ci si augura sempre di andarsene senza soffrire ma spesso il disegno divino è a noi oscuro.
Sara