Grossa, deliziosamente obesa. Un’ora fa è avvenuta la pesa delle zucche nell’ambito di Murabilia. Ecco qua: è un record italiano la zucca della varietà ‘Atlantic Giant’ da seme Cutrupi 887. Prima il coltivatore: Stefano Cutrupi da Radda in Chianti (Si) che aveva già vinto lo scorso anno con una zucca di 380 chili. E adesso il peso di questa creatura affascinante e obesa: 467 chili. E’ il record
italiano. Anche questo è Murabilia. Quanto sia costato in cure al suo coltivatore forse non lo immaginiamo. Pare che ad una zucca da record diano fastidio il vento, la troppa acqua, le crittogame, la mancanza di cibo nel terreno. Anche se non sarà buona da mangiare, un ortaggio da guardare con lo stupore che possa assumere simili dimensioni.
Archivio per la categoria ‘Specie e varietà’
La zucca più pesante d’Italia
Postato in Attualità del verde, Civiltà della zucca, Piante e Fiori, Specie e varietà, Zucche Fan Club, tagged Murabilia, Stefano Cutrupi, zucca Atlantic Giant, zucche da record il giorno domenica 5 settembre 2010 | 2 Commenti »
Una foto una storia (dal 20 dicembre 2009)
Postato in Civiltà della zucca, Specie e varietà, Una foto una storia, Zucche Fan Club, tagged Buon Natale, zucca Fagtoong Sri Muang il giorno domenica 20 dicembre 2009 | 1 Commento »
La foto della testata del blog dal 20 dicembre 2009
Buon Natale a mio modo

Non ho mai avuto un buon rapporto con le feste comandate, probabilmente proprio perché sono comandate. Sicché mi devo continuamente giustificare con chi, invece, trova rassicurazione nei topoi, per primo il Natale. Ma qualche sera fa ho apprezzato un’idea di mio marito in merito. Osservandomi mentre privavo dei semi una zucca della varietà tailandese ‘Fagtoong Sri Muang’ (squisita, ma non scalpitino gli amici zuccologi: ne riparliamo a gennaio) lui ha detto: “Non si sa mai come realizzare la capanna di Betlemme nel presepe: guarda se non sarebbe perfetta una mezza zucca così”.
Gli ho promesso che avrei fotografato il suo allestimento, se solo fosse riuscito a trovare le statuine del presepe senza doverle acquistare. Ed ecco la nostra idea di Natale, mediazione tra la festa comandata e gli amori personali. Con tutti gli auguri del caso.
Tante zucche con fantasia
Postato in Specie e varietà, Zucche Fan Club, tagged Cucurbita maxima, Cucurbita pepo, Patisson panaché, zucca ‘Eden White’, zucca ‘Georgia Candy Roaster’, zucca ‘Marina di Chioggia’, zucca ‘One to many’, zucca ‘Violina’ il giorno giovedì 27 agosto 2009 | 1 Commento »

Stasera mi sono ricavata due ore di tempo per fare un po’ il punto sulle zucche. Quest’anno un vero rebus. Il fatto è che mi sono tirata dietro un incredibile numero di ortolani zuccologi, che adesso cominciano a chiedermi conto. Io l’avevo detto: può nascere di tutto. Quelle che dovevano essere – secondo la scritta sulla bustina e i miei desideri di coltivazione – Cucurbita pepo ‘Cream of the crop’, lo scorso anno a me erano venute su ben diverse, zucche grigie eccellenti a forma di grandi cuori pesanti, sicuramente ibridi di Cucurbita maxima: tutt’altra cosa. I loro semi adesso fanno le bizze: nell’orto di Maddalena è rimasta precisa la forma, ma il colore è tra l’arancione e il rosa, mentre nell’orto di Erminia hanno mantenuto il colore, ma la forma è un po’ differente e soprattutto è costoluta.

In bilico tra il divertente e l’inquietante, da me la prima zucca dell’anno è nata su una liana arrampicata su per un muro di pietra; quando l’ho scoperta ho riso, perché io non avrei mai piantato una zucca a clava, piegata come un boomerang e con una buccia marmorizzata bianca e verde. Vado da Maddalena per fotografare ciò che ha ottenuto e lei mi fa: “Chissà se mi sai dire da quali semi è nata questa zucca? Io non sono riuscita a capirlo”. Guardo ed è la stessa zucca a clava nata da me.

Da Maddalena però c’è una magnifica zucca ‘One to many’ che peserà 30 chili, un ‘Patisson panaché’ o disco volante variegato che corre producendo con allegra esuberanza una zucchetta piatta bianca e verde ad ogni nodo.

Da Leonardo e Manuela non s’è capito da che cosa sia venuta fuori una zucchetta arancione a pera di medie dimensioni, precocissima e prolifica oltre ogni dire: una pianta ha fatto 22 o 23 zucche, diciamo sul chilo e mezzo ciascuna, ed è ancora tutta verde e pronta a farne altre. Ma la loro zucca ‘Marina di Chioggia’ e la ‘Violina’ rispondono perfettamente agli standard. Io invece non mi raccapezzo con le zucche bianche: una ‘Eden White’ ha fatto vegetazione per metri e metri, invece di buttarsi giù dal muro di tre metri si è sporta in orizzontale verso un melo e l’ha colonizzato tutto, decidendo, ormai avanti in stagione, di esibirsi finalmente con una zucca candida e piuttosto anonima che dondola nel vuoto. 
Ho un vero campionario di variazioni sul tema delle zucche banana, quelle di una pianta forse rispondono parzialmente alla varietà ‘Georgia Candy Roaster’ che doveva essere in origine nei campi di Piozzo dove la zucca genitrice è stata coltivata. Tra le prime a formarsi ci sono state tre zucche cilindriche bianche, non saprei dire figlie di chi e derivanti da chi. Però sono belle, terrò di certo i semi. Perciò siete avvisati: se non siete delusi dai risultati di quest’anno, siamo quasi pronti a ripartire con
nuovi esperimenti. Maddalena oggi mi ha raccontato che lo scorso anno ha tirato via i semi da uno zucchino diventato enorme e maturo e quest’anno ne ha seminati quattro: nessuno ha avuto il ruolo di zucchino da tavola, ogni pianta ha dato una zucchetta differente per colore, dimensione e forma. E Maddalena, con l’entusiasmo e il candore di chi scopre un mondo, ha detto:”Secondo te, è questa la biodiversità?”.
Sette note solo un po’ musicali
Postato in Attualità del verde, Civiltà della zucca, Eventi e appuntamenti, Invito alla visita, Libri Oggetti Prodotti, Persone, Piante e Fiori, Specie e varietà, tagged Antonio Zanon, Bellezza, Bermuda open house and gardens, Cascina Bollate, ellebori, Jardin de l’Imaginaire a Terrasson, Landesgartenschau Botanica, libri patate, Piozzo, pomodori Pachino, Susanna Magistretti, Susanna Tavallini, zucca da semi, zucche il giorno sabato 28 febbraio 2009 | 1 Commento »
- Turismo e giardini. La scorsa settimana sono andata alla BIT, Borsa Italiana del Turismo: per chi è avido di notizie, spazi, idee è un pozzo al quale attingere. Tavola imbandita un po’ in tutti gli stand, come se in Italia parlare di viaggi, luoghi e genti dovesse essere filtrato necessariamente dal cibo, ma quasi niente sui giardini. “Avete qualcosa che illustri la vostra offerta di giardini, parchi, orti botanici?”. Tutti perplessi, nei padiglioni italiani soprattutto. Qualcosa sul Lago Maggiore e Villa Taranto, qualcosa sulla Provincia di Latina e Ninfa e quasi niente altro. Nello stand della Puglia c’era un’infilata di foto con una radice incredibilmente somigliante a L’urlo di Munch. Faccio la fila per chiedere che albero sia, perché l’onore di quella infilata di foto lungo un lato cieco dello stand. Risposta: “Boh, perché era bello”. Ci riprovo: “Ma che albero è, dove si trova?”. Laconico: “Mah, è un vecchio olivo di Bari, niente di che”. Uniche notizie certe: in Madagascar tira una pessima aria politica, chi può lascia anche il proprio giardino e le importanti attività legate alla produzione di piante e se ne va, almeno momentaneamente, sino a quando anche la Farnesina dirà che non è più pericoloso andarci da turisti. Buone notizie invece dalle Bermude; in maggio, in occasione dei 400 anni dalla scoperta di queste isole centroamericane, tutte le signore con villa parteciperanno al Bermuda Open House and Gardens, consentendo ai turisti la visita del loro lussureggianti giardini (www.bermudatourism.it/pg_eventi.php). Pare ce ne siano molti e siano bellissimi. In Alta Austria a Bad Shallerbach invece dal 23 aprile all’11 ottobre ci sarà la Landesgartenschau “Botanica”, mostra di giardinaggio allestita nel parco dell’Eurothermenresort. Non ne ho mai viste in Austria, conosco però quelle tedesche: ognuna è tanto ben fatta e interessante come tutte le mostre di giardinaggio italiane messe insieme. Per informazioni www.botanica.at. Solito neo dei paesi di lingua tedesca: fanno le cose per loro e chi non li capisce sono fatti suoi o chiede aiuto a internet. Poi, parlando con una gentile addetta dello stand dell’Ungheria ho scoperto che c’è una zona a sud ovest di questa nazione, all’estremo confine occidentale della Pannonia con la Slovenia, dove in ottobre le zucche sono oggetto di feste e sagre. Speciale quella della cittadina di Oriszentpéter, sempre di sabato, quest’anno il 10 ottobre. La zona confina anche con l’austriaca Stiria, patria della zucca da semi con cui si fa un olio alimentare dalle mille virtù. Leggo che ci vogliono meno di quattro ore d’auto da Trieste, non troppo. Insomma mi basterebbe un giro nei giardini delle Bermuda in primavera, un tour in Austria d’estate per avere conferma di come si fanno le mostre di giardinaggio e un salto in Ungheria d’autunno al tempo delle zucche per ritenermi soddisfatta per le prossime tre stagioni.
- Giardini e turismo. Da vent’anni anni conosco Gian Luca Simonini di Garden Tour e la sua profonda conoscenza della storia dei giardini e del paesaggismo. Mi ha mandato la brochure con le sue proposte di viaggio per quest’anno, meno numerose del solito e più domestiche, ma molto interessanti. 21-22 marzo “Le camelie del Lago d’Orta e del Lago Maggiore”; 14-20 aprile”Giardini di sultani, giardini coloniali, giardini di oggi” in Marocco; 12-17 giugno “Giardini, villaggi, foreste e castelli del Medioevo” nel Perigord; 10-11 luglio “Giardini alpini, praterie di vetta, il Monte Bianco” in Valle d’Aosta. Info alla segreteria di Modena, tel 059-223344 e email mara@puntotouringmodena.com. Frequento normalmente la meta piemontese e quella valdostana, perciò se dovessi scegliere farei il viaggio nel Perigord soprattutto per andare a vedere il Jardin de l’Imaginaire a Terrasson della paesaggista Kathryn Gustafson. Se vi accontentate di un viaggio virtuale, cliccate qui e anche qui.
- Ellebori protagonisti. Susanna Tavallini del vivaio La Montà affronta marzo con le porte aperte in vivaio, ripetendo iniziativa e ospitalità tutti i fine settimana sino a metà del mese, mentre i suoi ellebori sono uno spettacolo. Da vedere per innamorarsi di questi fiori e portarsi a casa anche il catalogo, frutto del suo lavoro di compilazione durante l’inverno, relativo anche alle peonie. La potete contattare al n. 0163 87212 o per mail susanna.tavallini@alice.it. Se cliccate qui vedrete come raggiungerla in Via Vittorio Veneto 8, Frazione Sant’Eusebio di Roasio (Vc). Ah, vorrei ricordare che VC è la sigla di Vercelli (Piemonte), e non Vicenza (Veneto): il numero del Venerdì di Repubblica dell’altra settimana (pag 71) ha dirottato i visitatori a 300 km di distanza dal vivaio, povera Susanna….
- Pomodori, bombi, spreco e ormoni. Appreso domenica scorsa ascoltando Linea Verde in tv mentre cucinavo. I pomodori di Pachino vengono raccolti verdi e duri altrimenti arrivano non più commestibili sul mercato e circa l’8-9 % finisce buttato via: sono i pomodorini più piccoli in cima al grappolo, che non ce la faranno mai a maturare. Inoltre quando la temperatura è inferiore a 16 °C non volano i bombi che provvedono all’impollinazione, così si procede con “ormonature” sostitutive dell’impollinazione. Non mi capiterà più nemmeno per caso di acquistare pomodori in inverno.
- Libri, patate e vino. E’ in vendita in queste settimane per 330 euro un libro antiquario che, se solo avessi denaro che mi cresce in tasca, mi piacerebbe regalare a Massimo Angelini del Consorzio della Patata Quarantina, conoscendone la competenza e la passione in materia. Il libro si intitola “Lettera intorno alle patate de Sig. Antonio Zanon corretta in più luoghi ed illustrata con note dal Dottor N.N.” stampato a Roma presso Paolo Giunchi nel 1785. E’ una seconda edizione, dice lo Studio Bibliografico Cordero che mi ha mandato il bollettino con le proposte di febbraio (www.corderobooks.com). La prima edizione “Della coltivazione e dell’uso delle patate e d’altre piante commestibili” era del 1767. Pare che l’opera sia fondamentale per capire quanto si arrovellassero i nostri predecessori sull’opportunità di introdurre in coltura la patata per l’alimentazione umana, sino ad allora considerata foraggio. L’autore, friulano, visse tra il 1696 e il 1770; da innovatore, era favorevole alla patata nella dieta umana, e promosse la coltura del gelso e la bachicoltura. Soprattutto, ed è il settore dell’agricoltura friulana che nel tempo ha resistito meglio, si adoperò per migliorare la viticoltura. E bravo Zanon: non ci è riuscito con le patate, ma se adesso beviamo cabernet sauvignon, refosco dal peduncolo rosso e schioppettino forse gli dobbiamo qualcosa.
- Libri, zucche e power point. Ricevo da Piozzo, paese di 1.000 abitanti in provincia di Cuneo, un libro a colori di 80 pagine poco impegnativo ma istruttivo, che ha dietro una storia a mio parere esemplare. Il titolo “Le zucche di Piozzo in cucina” è un po’ fuorviante, perché ci sono sì tante ricette con il più umile e il più allegro degli ortaggi, ma anche tante notizie su quante sono le specie, quante le varietà, quali proprietà hanno, quali coltivare e cucinare e come. Tutto in poche pagine giocando di agilità invece di tante parole, un vantaggio per chi soffre di allergia per la parola scritta. Bello ed economico: costa solo 5 euro (suppongo più spese postali), da richiedere alla mail che si trova nel sito www.prolocopiozzo.it. Dimenticavo di dire la cosa forse più importante, e cioè che a Piozzo ogni anno a inizio ottobre si svolge la sagra della zucca, con oltre 400 varietà coltivate dagli stessi abitanti. Nel tempo ne è venuto fuori un aggiornatissimo database delle varietà di zucche di tutto il mondo; i soci della Proloco lo stanno confezionando in un power point di notevole interesse, che ho avuto il piacere di visionare in anteprima. Se poi sarà divulgato non lo so, chiedete sempre al sito. Tra parentesi: un sito fresco che fa pensare ad un paese di gente vivace e collaborativa; se avete un attimo di tempo fateci un giro anche per vedere come, pur nell’austero e individualista Piemonte, ci siano paesi che uniscono le forze con una nobile finalità: “valorizzare il patrimonio storico-artistico, la natura e l’ambiente, le tradizioni ed i prodotti eno-gastronomici del territorio, nel segno della bellezza e della qualità”. Hanno nominato la Bellezza, credono nella cooperazione, fanno festa con le zucche. Per oggi sono contenta.
- Considerazioni personali sul giardiniere pigro. Susanna Magistretti il prossimo sabato e il seguente (7 e 14 marzo) terrà a cascina Bollate (info@cascinabollate.org e tel. 338 5315101), nella sede del vivaio all’interno del carcere di Bollate (Mi) un interessante corso di giardinaggio in due mattinate (ore 10,30-12,30) sul tema “Il giardiniere pigro: invece di lavorare contro, lavorare con la natura.” Penso che se adesso non mi alzo e non vado fuori a sistemare qualcosa prima che si faccia primavera, rischio il caos anche se il mio giardino è gestito in collaborazione con la natura e sulla sua provvidenziale generosità fa affidamento. Tutto per non impigrirmi né di sabato né mai, va bene, vado.






























