Tutto vero, niente di inventato o elaborato con improbabili manipolazioni con photoshop. Vorrei che queste mele, che ho fotografato lo scorso anno ad una mostra pomologica, fossero una lezione in più per i creativi ragazzi dell’istituto Boccioni di Milano, che di mele artistiche ne hanno “inventate” oltre cento (ne ho parlato poco tempo fa nel post Mele… scolastiche). La natura usa anche le armi della fantasia e della bizzarria per esprimere la biodiversità. Dalla casualità di una mela che vuole assomigliare ad una pera, o da una mela allegramente a righe, un giorno può farsi strada il principio che vestirsi a righe è vantaggioso o che la forma allungata è più conveniente. La mia cultura naturalistica, comunque, dice che in natura c’è sempre un perché, dunque quella che a noi sembra fantasia e basta ha una ragione molto meno fantasiosa di quanto ci piacerebbe. Per esempio, le righe possono essere un errore nella differenziazione dei tessuti nei frutti ai primi stadi di formazione, dovuto ad un agente esterno o ad una cattiva informazione genetica. In quest’ultimo caso bisognerebbe sapere che cosa fanno gli uomini quando dicono di coltivare frutteti industriali. Non a caso queste sono tutte mele contemporanee. Ma per una volta proviamo a credere che questi frutti siano solo espressione di biocreatività e non di manipolazione.
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Biocreatività & mele
Postato in Pensieri verdi, Piante e Fiori, tagged biodiversità, mele il giorno martedì 16 novembre 2010 | 1 Commento »
Mele… scolastiche
Postato in Attualità del verde, Eventi e appuntamenti, tagged biodiversità, mele, mele di Frankestein, Mimmo Cecere il giorno mercoledì 3 novembre 2010 | 2 Commenti »
Domani sera, giovedì 4 novembre, alle ore 18 in una delle scuole italiane che la riforma Gelmini non è ancora riuscita ad appiattire verrà inaugurata una mostra che a mio parere dice molto di quanto si può fare (professori e burocrazie permettendo) per attualizzare la scuola e coinvolgere i ragazzi. L’istituto in questione si chiama Liceo Artistico Boccioni di Milano (piazzale Arduino 4, tel 02-48019249), la mostra ha per titolo “MelaMostro. Il frutto proibito in natura e nell’arte” e rimarrà aperta sino al 13 novembre prossimo. Se ne parlo è perché lo scorso anno a “Frutti antichi” di Paderna ho avuto modo di apprezzare un assaggio in anteprima: erano presentate alcune delle 90 “mele di Frankestein” realizzate dagli studenti con stupenda verve creativa. E d’altra parte conosco il professore che cura questa manifestazione, Mimmo Cecere, docente di Discipline Pittoriche, ricercatore e antropologo e il suo fattivo entusiasmo nel promuovere la cultura e l’arte anche in mezzo ad infinite difficoltà. Io andrò a vedere l’esposizione attratta innanzi tutto dall’interdisciplinarietà (mostra pomologica, mostra di illustrazioni e quadri antichi, la mela nella pubblicità, nei loghi, sulla copertina dei libri, istallazioni site specific ispirate dalle mele o con esse realizzate).
Dice l’invito che ho ricevuto: “MelaMostro è un’esposizione a tema dedicata al frutto più comune e, al tempo stesso, più ricco di simbologia. Come si può dedurre, è incentrata sul binomio Arte-Natura, Mito e Storia, Realtà e Fantasia, Biodiversità e Creatività. La maggior parte dei frutti esposti provengono da piccolissimi frutteti e da alcuni centri di sviluppo della frutticoltura; rappresentano una piccola campionatura di antiche varietà (circa 2000) un tempo presenti nel nostro Paese e oggi del tutto scomparse dai banchi della frutta dei mercati e dei supermercati… Ad esse si contrappongono le “mele di Frankenstein”. Piccole opere generate dalla biodiversità creativa degli studenti, mimando la biodiversità della natura; manufatti artistici realizzati con materiali di recupero; oggetti ludici e ibridazioni; forme fantastiche e, al tempo stesso, metafore inquietanti di un tempo che sta modificando la nostra percezione della natura.” Magari queste mele…scolastiche dilagassero fuori dalle scuole per aiutarci a riflettere.
Potete contattare il professor Cecere a questa mail; il fotografo Dario Fumagalli che mi ha amichevolmente concesso di usare le sue foto per illustrare il post è invece contattabile a questa mail.
Il futuro delle aree protette
Postato in Attualità del verde, Pensieri verdi, tagged biodiversità, economie locali, parchi nazionali, territorio naturale il giorno martedì 2 novembre 2010 | 1 Commento »
Ricevo tramite facebook l’invito, a Roma alla Camera dei Deputati, ad un convegno sul futuro delle aree protette.
Il 9 novembre alla Camera dei deputati, nella sala della Mercede (via della Mercede 55) si terrà alle 15 il convegno dal tema “Parchi: patrimonio e risorsa d’Italia” al quale parteciperanno il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, i rappresentanti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato, i presidenti dei parchi nazionali e i rappresentanti delle maggiori associazioni ambientaliste. Introdurrà l’incontro il presidente di Federparchi-Europarc Italia, Giampiero Sammuri. Sarà presentato l’operato dei parchi italiani che svolgono quotidianamente un’importante ruolo di salvaguardia e tutela del territorio naturale e della biodiversità oltre che di promotori delle economie locali. Si parlerà anche del paventato taglio del 50% dei fondi destinati ai parchi approvato con la legge finanziaria.
Provo a chiamarlo spaesamento, non avendo né tempo né voglia di approfondire che cosa altro potrebbe essere il mio stupore. Mi sembrava di aver capito, dall’emergenza rifiuti campani e dalla battaglia contro la riapertura della discarica di Terzigno degli ultimi giorni, che la politica attuale non va d’accordo con il futuro delle aree protette e non ne vuole sapere di conservare i fondi necessari per la gestione e la promozione di territori che dovrebbero rappresentare i fiori all’occhiello della natura e dei paesaggi italiani. Forse il Parco del Vesuvio fa a sé. Invece di “Rimuovi dai miei eventi”, su facebook ho appena letto, freudianamente, “Rimuovi dai miei pensieri”.
Trem e il sonno delle mele
Postato in Occhio fotografico, Persone, tagged Archeologia Arborea, biodiversità, Emilio Tremolada, Isabella Dalla Ragione, mela Annurca, mela Cantianina, mela Cerata, mela Cul di Somaro, mela Pagliaccia, mela Rotolona il giorno giovedì 22 gennaio 2009 | 1 Commento »
La sede di Archeologia Arborea a San Lorenzo di Lerchi, presso Città di Castello (Pg). C’è una luce dolce, una luce invernale, nella stanza da letto dominata dal blu del copriletto, dal verde acqua delle cassette di plastica, dal giallo e rosso delle mele. E’ una delle camere della foresteria che Livio Dalla Ragione e sua figlia Isabella hanno allestito per amici e ospiti, spesso braccia che sono corse in aiuto quando nel loro frutteto – museo – collezione c’era tanto da fare.
Livio non c’è più, Isabella da sola mantiene viva l’associazione nata nel 1989, che vuol dire aver cura quotidiana di quel luogo tanto amato e della memoria del padre. Invece Trem, il fotografo Emilio Tremolada, ricorda di aver scattato questa foto affascinante e bizzarra e me la manda, con mele ‘Annurca’, ‘Cerata’, ‘Cantianina’, ‘Rotolona’, ‘Pagliaccia’ per non parlare di altre varietà locali dai nomi irriverenti come ‘Cul di Somaro’. Un piccolo esercito di pomi nell’invasione pacifica di una linda camera da letto. Tutto così bello e vero che pare di sentire l’aroma che si sprigiona dai frutti, messi lì come per sfuggire all’inverno, o indurli al letargo prima del risveglio primaverile. A risvegliarsi invece saranno gli alberi che li hanno prodotti, molti dei quali adottati da chi crede che il recupero delle vecchie varietà locali sia la condizione indispensabile per avere ancora frutta domani. Oltre che per perpetuare la memoria della nostra terra.
Chi vuole collaborare e associarsi ad Archeologia Arborea può farlo visitando il sito www.archeologiaarborea.org. Adottando un melo, dovrà impegnarsi a visitarlo almeno una volta all’anno e a raccogliere i suoi frutti, lasciandone sull’albero, secondo una vecchia tradizione umbra, uno per il sole, uno per la terra e uno per la pianta. Archeologia arborea è anche tra i soci fondatori della Rete Semi Rurali, ma questo è un discorso che vale un altro post, così ne riparleremo. Intanto grazie a Trem per avermi dato la possibilità, con il suo fotogramma pieno di atmosfera, di parlarne. E di aver aggiunto note importanti con il commento che potete leggere qui di seguito.
Cose appena imparate sulle patate
Postato in Attualità del verde, Piante e Fiori, Verde e Società, tagged biodiversità, Carapulcra, patata Lumpers, patata Yam, selezione positiva, Solanum ajanhuiri, Solanum curtilobum, Solanum goniocalyx, Solanum juzepczukii, Solanum phureja, Solanum stenotomum, Solanum tuberosum, specie coltivate di patata il giorno mercoledì 29 ottobre 2008 | Lascia un commento »
- Le specie coltivate di patata sono sette, tutte abbastanza simili per la vegetazione, ma diverse (causa anche la selezione) nei tuberi. Oltre a Solanum tuberosum, sono Solanum stenotomum, Solanum phureja, Solanum curtilobum, Solanum goniocalyx, Solanum ajanhuiri e Solanum juzepczukii.
- Patate, saggezza contadina e biodiversità. Trascritto da un cartello in mostra: “Nel 1492 gli Inca che vivevano sugli altipiani andini coltivavano più di 3.000 varietà di patate. La biodiversità era sinonimo di successo: se un anno in una zona qualcosa andava male, c’era sempre una varietà che poteva salvarli. Gli Inca svilupparono una patata diversa per i diversi tipi di ambiente, l’esatto contrario di quello che si fa oggi (una sola patata per tutti gli ambienti).”
- Il Centro Internacional de la Papa o, in italiano, Centro Internazionale della Patata (CIP) di Lima ha tra i suoi impegni quello nobile e gravoso di selezionare varietà coltivabili anche in luoghi estremi dal punto di vista ambientale per poter sfamare le popolazioni più povere. Sta insegnando tra l’altro ai contadini di Kenia, Uganda, Etiopia, Perù e India il modo di accantonare le patate da semina da un anno all’altro. Il metodo, chiamato “della selezione positiva” mi sembra consista essenzialmente nell’imparare a riconoscere i tuberi più adatti per dimensioni, vigore e salubrità, ma quando lo sguardo è ottenebrato dalla fame e dall’assenza di esperienza orticola non deve essere così facile…
Patate, un’esposizione da ricordare
Postato in Attualità del verde, Eventi e appuntamenti, Persone, Piante e Fiori, Verde e Società, tagged Anno Internazionale della Patata, biodiversità, Consorzio della Quarantina, Festival della Scienza, parco Antola, Solanum tuberosum, Terra Madre, varietà di patata il giorno mercoledì 29 ottobre 2008 | Lascia un commento »
Nell’epoca del potere mediatico che informa di sé qualsiasi cosa e fa apparire oro anche la vile latta, suona strano che qualcuno operi sul territorio senza servirsi del tam tam dei mezzi di comunicazione per far apparire più importante e di maggior successo ciò che realizza. Anche quando sa di realizzare qualcosa di eloquente e importante dal punto di vista formativo, in questo che è stato dichiarato dalla FAO “anno della patata”. Con molta determinazione, pochi mezzi, mesi di organizzazione e un piccolo drappello di consociati e amici, il Consorzio della Quarantina, associazione per la terra e la cultura rurale, ha chiesto ospitalità alla sede scientifica del Parco dell’Antola a Torriglia, nell’Alta Val Trebbia, entroterra di Genova, per allestire una magnifica mostra di patate dal mondo: una “mostra pomologica” come d’autunno se ne vedono ormai qui e là in Italia per raccontare di mele carle e annurche e di pere volpine recuperate dall’oblio, ma questa volta con un incredibile armamentario di patate d’ogni dove. Patate bianche gialle rosa blu verdi viola tonde lunghe bitorzolute a virgola native peruviane inglesi tedesche olandesi francesi italiane irlandesi vecchie di ottomila anni, dell’Ottocento o create quest’anno, in tutto quasi 700 (settecento) varietà per dire come funziona la biodiversità e quanto sia ricca e lunga la storia della convivenza di Solanum tuberosum con l’alimentazione dell’uomo. 




















