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Adamo, Eva, Boboli e San Valentino

Questa storia è una sorta di cortocircuito, come succede quando pensieri distanti finiscono insieme nel frullatore mentale. Ecco gli ingredienti. Un giorno ho pensato che fanno giusto trent’anni quest’anno dalla mia prima visita al giardino di Boboli. Era di marzo o aprile e con Nadia, giovane amica botanica, ci siamo messe in viaggio apposta, alzandoci all’alba e ritornando da Firenze a notte fonda. Fu una bella giornata tra piante, arte e storia, per questo ne ho memoria come se fossero passati tre anni e non trenta. Un altro giorno mi sono detta che in passato non mi era mai capitato, quanto meno con la stessa frequenza di questo periodo, di “spiare” le giovani coppie per cogliere se sono felici, ben assortite e in grado di affrontare con serenità questi nostri tempi incerti e destabilizzanti che non favoriscono di certo i legami solidali. Un altro giorno, una settimana fa, alla conferenza stampa per la presentazione dei nuovi giardini che aderiscono al network di Grandi Giardini Italiani (www.grandigiardini.it) ho avuto il piacere di discorrere con il nuovo direttore di Boboli, l’affabile storico dell’arte Alessandro Cecchi. Prima ancora, lo scorso autunno, slalomando tra impegni di lavoro a Firenze ho fatto un’incursione di un paio di ore nel giardino, tanto per vedere che cosa era cambiato dall’ultima volta. Per quanto possa sembrare il contrario, anche in un giardino storico nulla è immutabile: il tempo, la manutenzione, il restauro, l’evoluzione della vegetazione modificano moltissimo l’aspetto d’insieme. Senza contare che anche noi come visitatori cambiamo e ciò che poteva esserci sfuggito ieri potrebbe essere fondamentale domani per leggere il luogo e di quello conservare indelebile memoria. L’ultimo dei pensieri finiti nel frullatore è di oggi, constatando sul calendario che sabato prossimo ricorrerà San Valentino, festa degli innamorati. E così il mix di Boboli più coppie più suggestioni dell’ultima visita più San Valentino mi hanno evocato il gruppo marmoreo di Adamo ed Eva
collocato nella grotta di Annalena
all’omonimo ingresso lungo via Romana. Quando si entra a Boboli da lì lo si vede già da lontano, incorniciato da due colonne e con l’architrave della grotta sormontata da due leoni di guardia. Come è bello quel gesto di Adamo che circonda con il braccio sinistro la compagna e con la mano sembra proteggere la testa di lei, un po’ piegata sulla sua spalla dove trovano appoggio anche le mani della donna. E’ una scena di complicità piena di armonia. Belli, giovani, naturalmente eleganti, con un vago spleen (forse sono appena stati cacciati dal paradiso e Adamo protegge il capo di Eva dagli strali divini?), così li ha pensati nel 1616 lo scultore fiorentino Michelangelo Naccherino (1550-1622), allievo del Giambologna e attivo soprattutto a Napoli. Questa non è ricordata come l’opera più importante, ma nella sua storia artistica il tema fu ricorrente e all’epoca diede avvio anche ad una serie di sculture di altri, alcune andate all’asta di recente con la classificazione di artefatti “alla maniera di Michelangelo Naccherino”. Ai miei occhi di semplice fruitrice e non di storica dell’arte, più di tanti maliziosi amorini disseminati

Il gruppo scultoreo di Adamo ed Eva del Naccherino fu posizionato dove si trova ora nel 1817, dopo la sistemazione della grotta e il curioso abbellimento delle pareti interne con concrezioni spugnose, conchiglie e ciottoli colorati.
in ogni dove Adamo ed Eva della grotta di Annalena sono fascinosissimo simbolo dell’amore, della gioventù, del senso di essere coppia nella carne e nella mente, insomma sintesi di ciò che si festeggia nel giorno di San Valentino. Giorno che, mi permetto di suggerire a chi è giovane ma non solo, sarebbe di buon auspicio trascorrere a Boboli, con la scusa di rendere omaggio alla prima coppia della storia e allargando l’omaggio all’intero patrimonio di bellezza e arte che Boboli racchiude. Oltrettutto con la complicità del MiBAC, il
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che proprio per questa festa prevede un solo biglietto d’ingresso per ogni coppia con lo slogan azzeccato “Innamorati dell’arte”. Qualche informazione in merito a questo indirizzo


