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In coda per un fiore

Le cose succedono con una velocità tale, che restano quasi tutte dentro, senza il tempo di tirarle fuori e dipanare la matassa di cui i fatti sono intessuti. Due settimane fa Francicorta in fiore in un’edizione un po’ dimessa, o forse è stato il clima inclemente a farmela apparire tale.
Ma ci sono sempre aspetti speciali, come l’accoglienza franciacortina, le loro deliziose bollicine, la mostra “Trasparenza: suggestioni di fiori e vetro” di un’artista dei fiori come Giusi Ferrari Cielo. Di lei non so se mi piace di più la creatività solare o il rigore delle scelte stilistiche in nome di un gusto contemporaneo pieno di riferimenti colti, ma mai incombenti e pedanti. Lo stesso fine settimana a Costozza di Longare, provincia di Vicenza, la diciassettesima edizione della mostra di giardinaggio nel giardino storico di Villa da Schio, e 
il maestro giardiniere Pagani che interloquisce con un nutrito crocchio di visitatori invece di pontificare come si usava sino a ieri. Cambiano le cose, signori. E non mi dispiace affatto. A Flor 12 a Torino lo scorso fine settimana code pazienti per avere diritto ad un mazzolino da passeggio con i fiori del mercato dei fiori di Torino. Dove ho scoperto che ci vanno a vendere un cinquantina di produttori locali e donne che non coltivano, ma raccolgono erbe e fiori nei boschi e fanno tesoro della capsella borsa di pastore ai bordi di strada. Che è piaciuta al presidente della Provincia di Torino Antonio 
Saitta, sicché l’operosa maestra di fiori Betti Calani si è ingegnata a regalargli un bouquet pieno di understatement: rose drammatiche e sbuffante borsa di pastore. Restano negli occhi cose così: un amministratore che se ne va per una elegante via centrale di Torino portando in mano con piacere un bouquet, quattro gallinelle in libera uscita a becchettare sotto l’insegna del jazz club subalpino, i bambini del laboratorio che imparano a mangiare pane e marmellata e a contare quante piante stanno mangiando (mio dio: sono dodici, ma loro non sanno che cosa sono le arachidi, non credono che lo zucchero è fatto di piante, se una marmellata è arancione anche assaggiandola non riescono ad andare oltre al fatto che deve essere per forza di albicocca o arancia). La mia primavera assomma novità, nuovi scorci e nuove piante nei fine settimana, e gli altri giorni il solito monitor di computer e la solita tastiera maledettamente consumt con le a che sono diventate un optional. Non ho tempo per fare il cambio di computer, ci vuole
ancora qualche settimana. Quassù il terremoto dell’Emilia è solo un impercettibile tremolio, sembra impossibile che due regioni più in là siano 17 i morti e infiniti i danni. Incurante di tutto, una sassifraga che un amico sventato tre anni fa ha rubato per me su una roccia prealpina ieri ha deciso di illuminarmi la giornata emettendo un abbozzo di scapo fiorale. Sta facendo a gara con Saxifraga vayredana in quanto a velocità
di formazione dei fiori. Di tutto, è questo che m’importa e mi fa capire perché la gente se ne stia buona buona in coda per due rose e uno statice da portare a casa. Le mie sassifraghe stasera sono per loro, per quelli che dormiranno nelle tende di una terra che trema.
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Una foto una storia (dal 30 maggio 2012)
Postato in Attualità del verde, Piante e Fiori, Una foto una storia, tagged antonio saitta, capsella, Flor 12, Franciacorta in fiore, Giusi Ferrari Cielo, mercato dei fiori, Saxifraga, Villa da Schio il giorno mercoledì 30 maggio 2012 | 3 Commenti »


