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La foto della testata del blog dal 13 maggio 2011
Nuovi giardini per la città: dalla Franciacorta un esempio da seguire
Sto per partire per Cazzago San Martino, in provincia di Brescia, per la nuova edizione di Franciacorta in fiore. E facendo mente locale, commentando tra me e me che è già passato un anno, ho ricordato di avere un debito di informazione nei confronti di coloro che amano le piante, praticano il paesaggismo, credono nel diritto dei cittadini di disporre di verde urbano e nel dovere del recupero di aree degradate e marginali. Lo scorso anno l’organizzazione di Franciacorta in fiore decise di non indire più il tradizionale piccolo concorso interno alla mostra di giardinaggio per la realizzazione di qualche giardinetto effimero – tre giorni la loro vita, come la manifestazione -  ma di individuare in città spazi incolti, aree che a vario titolo avrebbero tratto vantaggio da un allestimento verde. Stabile, però, pensato per durare nel tempo, tanto è vero che si era pensato di aggiungere un premio a distanza di un anno al giardino che meglio avesse resistito alle condizioni non proprio ideali di scampoli di spazi urbani residuali. Credo che saranno gli abitanti stessi di Cazzago San Martino in questi giorni ad esprimere le loro preferenze e a dire quale modello si sia fatto più apprezzare dalla gente. E io, sempre rapita da certe iniziative che indicano una strada percorribile per migliorare le nostre città e promuovere il verde, oggi dico la mia e premio idealmente un giardino che lo scorso anno non ha avuto premi di sorta. Così la testata del blog in questi giorni sarà un omaggio ad una soluzione suggestiva e a mio parere magnificamente raccordata con il paesaggio di campi appena oltre la ferrovia che affianca per un tratto una strada di scorrimento verso il centro e il comune di Cazzago San Martino. Si chiama “Il giardino in città” ed è stato pensato dal gruppo di progettazione di Franco Sodo, Ombretta Fortuna e Vittoria Tamaini. Hanno raccontato così la loro idea di valorizzazione del margine della massicciata ferroviaria: “Ogni giorno, i nuovi pionieri si vedono avanzare sulla strada, nelle loro auto, verso la ferrovia, lungo i marciapiedi, nella campagna da arare. I passi ben piantati nella terra di Franciacorta e lo sguardo volto verso nuovi orizzonti ed avventure. Come le piante usate nel nostro progetto, che si guadagnano da sole la sopravvivenza giorno dopo giorno. Colonizzando ora, per svilupparsi tra le rocce ed oltre il tempo. Le essenze impiegate nel progetto sono state scelte per la loro capacità di adattamento alle condizioni fitoclimatiche della zona di Cazzago S. Martino. Insediate in piccola taglia nell’area individuata, saranno in pieno sviluppo entro un anno. Successivamente si propagheranno colonizzando il luogo d’intervento. La pacciamatura scelta, costituita da scaglie di pietra di Credaro, consente di tenere la manutenzione a livelli minimi. Allo stesso modo, l’impianto proposto, costituirà uno sfondo naturale per l’insediamento di altre specie arboree spontanee, che potranno crescere tra le pietre, senza essere asportate”.

Ho anche un secondo premio, al giardino di Nicola Bruschetta e Federico Varesi in una lunga aiuola alberata esistente. Un’idea semplice e graficamente efficace per dare personalità ad un luogo già verde, ma anonimo: paletti di cemento che ricordano quelli delle vigne di Franciacorta, dipinti di un vivido violetto, alcune erbacee perenni ben dislocate e infine, detto con le parole dei progettisti, “un percorso sinuoso in granulato che attraversa l’area, a volte scavato nel terreno a volte sopraelevato usando una lamiera di acciaio per i bordi a vista (tecnica dello sculping)”.

E ho anche un terzo premio, che coincide con quello stabilito dalla giuria lo scorso anno. Il progetto di Donata Orlando e Laura Arcelli brilla per semplicità e raffinatezza. Un fazzoletto di prato spelacchiato ai margini di una grande rotatoria di ingresso alla cittadina ha così accolto un quadrato di erbacee perenni scelte con cura perché l’effetto, discreto al momento dell’impianto, diventasse eccellente da metà estate per l’esuberante rigoglio di Stipa, Sedum e Salvia.

Nota: ho visto tre volte nell’arco dell’anno questi allestimenti. Le foto si riferiscono ai giorni 16 maggio 2010 e 10 settembre 2010. Oggi torno a vederli e a cercare conferma delle mie preferenze. Se venite anche voi, commenteremo insieme che sì, a piccoli passi e pur in tempi di ristrettezze economiche, si può fare qualcosa. Basta che ci sia chi lo vuole e si adopera. Informazioni sulla mostra nel sito www.franciacortainfiore.it

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Appunti dallo scorso fine settimana a Cazzago San Martino, provincia di Brescia. La pioggia impietosa e il bagno di fango collettivo del venerdì e Libereso Guglielmi tutto bagnato ma imperterrito in giro con le giurie: 84 anni di divertimento e curiosità. Libereso, ancora lui, ad aprire un sabato mattina di magnifico sole raccontando scorci della propria storia e il suo libriccino di ricette in una bellissima cornice di Hosta, Haconecloa e polli da collezione. Se è un fenomeno, lo sono altrettanto gli intervenuti che hanno riempito la deliziosa piazzetta antica e i bambini che alla fine hanno posto domande. “Perché hai fatto il giardiniere invece del pittore? “ gli chiede uno. Risposta: “Se posso faccio tutti e due perché quando stavo in Inghilterra ho capito che i grandi botanici sono stati anche disegnatori”.

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Suggestive composizioni floreali-scultura di Giusi Ferrari Cielo ispirate dalle opere di grandi pittori e i suoi laboratori sempre pieni; anche di distinti signori che, bontà divina, hanno smesso di fregiarsi del titolo assurdo di sesso forte per occuparsi con piacere di queste cose. I duecento banchi di fiori, piante, artigianato, promozione dei territori, alimentazione dislocati in aree tematiche lungo un ben articolato percorso urbano da giardino a giardino. Dal cancello di Palazzo Bettoni per terminare a Palazzo Guarneri pestando uno spesso tappeto di paglia, visto che quello erboso era stato inghiottito dal fango.
La luminosa e profumata rosa ‘Claire Renaissance’  introdotta da Pulsen nel 1995, proposta dal vivaio Mondo Rose per abbellire i vigneti di Franciacorta e vincitrice del concorso riservato ai vivai di rose. “Non c’è più bisogno di segnalare con un cespuglio di rose l’arrivo di un attacco di oidio alla vigna – dice Arnaud Duquennoy – ma è bello ricordare che si faceva così.” La scheda nel sito del vivaio. Insieme a questa varietà ha proposto  la sorella ‘Isabel Renaissance’, rosso vellutato: in effetti potrebbe essere utile, in quanto leggermente sensibile all’oidio.

Giusi-Ferrari-Cielo-Punto-e-lineaRosa-Claire-Renaissance-Pulsen
I fiumi di persone che si mescolano ai figuranti del “Palio della Rosa di Franciacorta” vestiti in abito rinascimentale, i ragazzi delle scuole che fanno una gara di falconeria senza falconi, ma di cultura naturalistica, i sette paesaggisti invitati che espongono altrettante idee di orto-giardino. Ha vinto  l’allestimento dei paesaggisti Francesco Sodo, Ombretta Fortuna, Andrea Faccio di Milano.
Una biblioteca comunale sempre aperta e ben frequentata che fa molto onore a questi bresciani franciacortini: libri in prestito, in esposizione e in vendita (anche quelli usati dei cittadini), animazione per i bambini, dipendenti comunali  molto motivate che portano da casa cestini di ciliegie da offrire, allestiscono nel giardino antistante lo spazio per la presentazione di libri e per il pranzo etnico della domenica, ospite una delegazione del Senegal. Che, all’ora dell’aperitivo, attenta e interessata può ascoltare la relazione di Alberto Marvelli e Andrea Cattabriga su conservazione della natura e collezionismo di cactacee (presentavano il libro “Melocactus” edito dall’associazione Cactus & Co), perché i relatori decidono di loro iniziativa di tradurre anche in francese. Il sabato sul far libro-alchimie-segreti-e-meraviglie-di-Vitaliano-BiondiAndrea-Cattabriga-e-Alberto-Marvellidella sera, invece, Vitaliano Biondi ha presentato il libro “Alchimie, misteri e meraviglie. Viaggio curioso per città, campagne, paesi e acetaie del reggiano”. Una conversazione dottissima su Reggio Emilia, la sua storia, i suoi personaggi notturni e stregoneschi è terminata a sorpresa con una torta al cioccolato: decisione presa al momento dall’assessore Barbara Sechi, regista accorta di tutta la manifestazione, per poterla proporre condita con una goccia di aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia, come aveva suggerito il relatore.
Questa è l’Italia in cui è un piacere riconoscersi: attiva, produttiva, responsabile, colta, solidale, che si incontra nel fine settimana per fare festa senza dimenticare nulla, ma con in più le piante.

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Sembra che tutto, nel giardinaggio nazionale, succeda in questo fine settimana di maggio ma io, che sarò alla mostra “Franciacorta in Fiore” a Cazzago San Martino, in provincia di Brescia, vi invito a questa manifestazione voluta dal Comune, organizzata senza risparmio di energie dalla proloco e supportata dalla rete di grandi ville di questo territorio. Infatti ogni cinque anni, a rotazione, i proprietari più illuminati mettono a disposizione i loro giardini sicché, cambiando sede, muta lo scenario e intanto si promuove il notevole patrimonio locale di giardini storici privati, altrimenti non visitabili. Quest’anno comincia un nuovo ciclo e le ville, invece che una, sono ben due, divise solo da una viuzza antica: Villa Bettoni-Cazzago  e Villa Guarneri, entrambe d’impianto settecentesco. Si entra in una, si visita l’esposizione all’interno del giardino, si esce da un cancellino lungo il muro di recinzione e, attraversata la stradina, per l’occasione chiusa al normale via vai urbano, si entra nell’altro giardino per proseguire la visita. Attorno, a perdita d’occhio, i vigneti della Franciacorta, una delle zone italiane più vocate alla viticoltura e divenuta giustamente famosa per  “le bollicine”, come chiamano qui gli ottimi spumanti franciacortini. la-chiesa-di-santa-Giulia-Cazzago-San-MartinoAll’ingresso del percorso, anzi, c’è un piccolo vigneto antico rimasto inglobato nel centro abitato di Cazzago, insieme alla chiesa di santa Giulia che è un sito cluniacense. Ma ciò che so di questo territorio, che casualmente frequento da qualche anno perché in una frazione ha sede il vivaio Valfredda, è che la gente è attiva e motivata, pensa e produce, per ambizione tiene in ordine ciò che possiede, sa trovare un equilibrio tra il far soldi come piace ai lombardi (ah, quale motore i dané!) ma anche godersi la vita, mantenere vive le tradizioni agricole del territorio, accogliere con generosità chi viene da fuori per fare festa, mostrarsi e mostrare. Sicché mi aspetto molto, anche che il tempo sia più clemente dello scorso anno: in visita la domenica, ho preso tutta la pioggia di questo mondo, per quanto ci fossero portici e luoghi di riparo. Sicchè, avendo già scontato abbastanza le bizzarrie dei cambiamenti climatici, spero che questa manifestazione venga graziata e il bel tempo aumenti la gioia dell’evento.
Tra tutte le iniziative in programma, che trovate sul sito della manifestazione, io sono incuriosita dagli allestimenti curati da paesaggisti sul tema dell’orto giardino (tormentone di quest’anno, voglio proprio vedere che cosa viene fuori). Mi interessa poi la mostra sui progetti dell’agronomo Costanzo Guarnieri (1899-1977) nato e vissuto in una delle due ville in cui si svolge “Franciacorta in fiore” e tra i fondatori della scuola di Minoprio, il Centro Lombardo per l’Incremento della Floro-Orto-Frutticoltura che è rimasto tra i pochi in Italia a sfornare giardinieri veri e consapevoli. Poi mi piace l’idea della biblioteca comunale che partecipa con presentazione di libri, incontri con autori (uno sarà Libereso Guglielmi), aperitivi letterari, naturalmente sul tema piante e giardini, sfruttando il fatto che questo fine settimana in Lombardia le biblioteche pubbliche fanno l’open day. Come ormai avviene nelle migliori rassegne di giardinaggio nazionali che ambiscono non a fare cassetta ma a promuovere le peculiarità del territorio in cui si svolgono, Franciacorta in fiore è prodiga di informazioni su come trascorrere un fine settimana tra rose e fiori, paesaggi, storia, buoni piatti, ottimi vini. Chi vuole raccogliere l’invito, mi troverà alla mostra, magari anche lungo uno degli itinerari enogastronomici messi a punto per l’occasione. Non di soli fiori si vive…

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