La foto della testata dal 9 gennaio 2009
Gennaio e il calicanto
Mio marito ed io abbiamo trascorso il primo giorno dello scorso anno a Mandello, cittadina del lago di Como, sopra Lecco. E nel pomeriggio, con l’amica Marisa che lì ha casa e mamma, siamo andati a fare una passeggiata tra vicoli e viottoli. Ho esultato quando mi è capitato a tiro un calicanto (Chimonanthus praecox, famiglia delle calicantacee) tutto fiorito, individuato prima con l’olfatto che con lo sguardo oltre il muretto di pietra di una proprietà. Non so se sia la specie, introdotta dalla Cina nel 1766, o una varietà. In archivio ho foto di calicanti molto più gialli e con fiori più aperti, “gialle stelle marine” scriveva Vita Sackville-West. A detta dell’Hillier ci sono due sole varietà: ‘ Grandiflorus’ con fiori più grandi della specie tipica e di un giallo più carico e ‘Luteus’, più tardivo e con fiorellini giallo chiaro.
Per chi sta facendo propositi di tante nuove piante per il 2009 (magari a costo zero, dati i tempi), riporto l’autorevole consiglio di Vita Sackville-West su come riprodurre il calicanto: “Lasciate che alcuni rami maturino il loro frutto a forma di zucca e seminate il seme, una volta maturo, in un vaso o in una terrina da semina. Germinerà molto generosamente.”
Una nota tecnica, se piace. Ho elaborato la foto con Photoshop, filtro “Effetto pennellate” con le seguenti tarature: dimensioni pennello: 4; contrasto: 3; tipo pennello: molto sottile.
A farmi da colonna sonora il sassofono del norvegese Jan Garbarek alle prese con “In praise of dreams” del 2004, accompagnato alla viola da Kim Kashkashian (americana di origine armena e ora residente a Monaco di Baviera) e alla batteria da Manu Katché, francese di origine africana. Tra immagini di
corolle che sbocciano nel cuore dell’inverno e lo profumano e i suoni del mondo che sono i miei preferiti, un’atmosfera adorabile per affrontare l’anno e dimenticare, se possibile, tutti questi giorni sommersi dalla neve.



