
Stasera mi sono ricavata due ore di tempo per fare un po’ il punto sulle zucche. Quest’anno un vero rebus. Il fatto è che mi sono tirata dietro un incredibile numero di ortolani zuccologi, che adesso cominciano a chiedermi conto. Io l’avevo detto: può nascere di tutto. Quelle che dovevano essere – secondo la scritta sulla bustina e i miei desideri di coltivazione – Cucurbita pepo ‘Cream of the crop’, lo scorso anno a me erano venute su ben diverse, zucche grigie eccellenti a forma di grandi cuori pesanti, sicuramente ibridi di Cucurbita maxima: tutt’altra cosa. I loro semi adesso fanno le bizze: nell’orto di Maddalena è rimasta precisa la forma, ma il colore è tra l’arancione e il rosa, mentre nell’orto di Erminia hanno mantenuto il colore, ma la forma è un po’ differente e soprattutto è costoluta.

In bilico tra il divertente e l’inquietante, da me la prima zucca dell’anno è nata su una liana arrampicata su per un muro di pietra; quando l’ho scoperta ho riso, perché io non avrei mai piantato una zucca a clava, piegata come un boomerang e con una buccia marmorizzata bianca e verde. Vado da Maddalena per fotografare ciò che ha ottenuto e lei mi fa: “Chissà se mi sai dire da quali semi è nata questa zucca? Io non sono riuscita a capirlo”. Guardo ed è la stessa zucca a clava nata da me.

Da Maddalena però c’è una magnifica zucca ‘One to many’ che peserà 30 chili, un ‘Patisson panaché’ o disco volante variegato che corre producendo con allegra esuberanza una zucchetta piatta bianca e verde ad ogni nodo.

Da Leonardo e Manuela non s’è capito da che cosa sia venuta fuori una zucchetta arancione a pera di medie dimensioni, precocissima e prolifica oltre ogni dire: una pianta ha fatto 22 o 23 zucche, diciamo sul chilo e mezzo ciascuna, ed è ancora tutta verde e pronta a farne altre. Ma la loro zucca ‘Marina di Chioggia’ e la ‘Violina’ rispondono perfettamente agli standard. Io invece non mi raccapezzo con le zucche bianche: una ‘Eden White’ ha fatto vegetazione per metri e metri, invece di buttarsi giù dal muro di tre metri si è sporta in orizzontale verso un melo e l’ha colonizzato tutto, decidendo, ormai avanti in stagione, di esibirsi finalmente con una zucca candida e piuttosto anonima che dondola nel vuoto. 
Ho un vero campionario di variazioni sul tema delle zucche banana, quelle di una pianta forse rispondono parzialmente alla varietà ‘Georgia Candy Roaster’ che doveva essere in origine nei campi di Piozzo dove la zucca genitrice è stata coltivata. Tra le prime a formarsi ci sono state tre zucche cilindriche bianche, non saprei dire figlie di chi e derivanti da chi. Però sono belle, terrò di certo i semi. Perciò siete avvisati: se non siete delusi dai risultati di quest’anno, siamo quasi pronti a ripartire con
nuovi esperimenti. Maddalena oggi mi ha raccontato che lo scorso anno ha tirato via i semi da uno zucchino diventato enorme e maturo e quest’anno ne ha seminati quattro: nessuno ha avuto il ruolo di zucchino da tavola, ogni pianta ha dato una zucchetta differente per colore, dimensione e forma. E Maddalena, con l’entusiasmo e il candore di chi scopre un mondo, ha detto:”Secondo te, è questa la biodiversità?”.



