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Le-autorità-(Mercedes-Bresso-in-secondo-piano)in-attesa-che-a-Flor-09-finisca-il-temporaleChe avete capito? In questa sede, se possibile, evito di parlare di politica. Ma Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, da oggi è ufficialmente dei nostri in campo, vanga alla mano, avendo superato brillantemente, e con molto divertimento, il battesimo delle piantagioni. Per nulla intimorita dal temporale scrosciante, ha calato sugli occhi il cappellino per ripararsi e ha dato l’avvio alla piantagione degli alberi e degli arbusti che andranno a compensare l’impatto ambientale dovuto alla mostra di giardinaggio Flor 09. Che, rispetto a tante attività umane, di impatto negativo sull’ambiente ne ha proprio poco, ma abbastanza da sollecitare, nelle istituzioni sensibili alle sorti del mondo in cui viviamo, la piantagione di un certo numero di alberi. Messa a posto la coscienza Mercedes-Bresso-intenta-alla-piantagioneMercedes-Bresso-soddisfatta a fine-la-piantagione-al-Parco-del-Valentinocollettiva (anche con uso di sacchetti biodegradabili e la stampa del catalogo su carta riciclata), la mostra ha preso l’avvio. Bel pomeriggio nel dopo pioggia, un po’ umido, ma pieno di cose da vedere. Però stasera sono stanca morta, perciò ne riparliamo domani.

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Secondo motivo per venire a Flor09 (To) al Parco del Valentino di Torino tra venerdì pomeriggio 9 ottobre a domenica 11 ottobre. Un  paio di numeri che dicono per tutti gli altri. 400 varietà di zucche, quasi l’intera gamma varietale esistente al mondo, costituiranno lo scenario di una mostra con tutti i crismi dell’unicità. La zucca è stata presa a simbolo di Flor 09. E’ infatti sinonimo di allegria, basso consumo energetico per la produzione, alta resa anche nei terreni poveri, universalità (non c’è popolo della terra che non abbia una sua zucca e non c’è alimento dolce o salato che non si possa preparare con la sua polpa). 75 i volontari di Volo 2006 che si daranno il turno all’interno della manifestazione, soprattutto con il compito di vegliare perché si raggiunga, anche con il comportamento virtuoso di chi lavora alla buona riuscita della manifestazione e di chi la visita, l’obiettivo a tutti gli effetti dell’impatto zero. Sarà questo, alla fine, il dato più importante.
Di questa nuova mostra di giardinaggio personalmente apprezzo più di tutto l’inedito incontro delle piante con la gente di buona volontà. In tutte le direzioni: con chi si offre volontario per essere supporto operativo là dove le cose accadono (Volo 2006 è il gruppo che ha affiancato l’organizzazione ufficiale delle olimpiadi invernali nel 2006), con chi deve fare uno sforzo per imparare le regole della sostenibilità (non ci saranno sacchetti di plastica per trasportare le piante, per esempio), con chi vuole guardare e vivere la città con altri occhi e altro spirito per scoprire quanto le piante siano necessarie per il benessere e per la vivibilità urbana. A questo penserà l’evento nell’evento Giardiningiro, 20 giardini temporanei nel quartiere multietnico di San Salvario: uno stimolo per gente attenta al mondo contemporaneo. La stessa che, tra piante nel parco del Valentino, giardini nel quartiere che si raggiunge attraversando un ampio corso e molto altro all’interno del Palazzo Esposizioni con Uniamo le energie, due passi più in là di Flor 09, avrà un fine settimana da ricordare.

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Si chiama ‘Piatlin’ ed è considerata la mela da mensa più buona d’Italia da esperti che l’hanno valutata secondo parametri di aroma, consistenza, qualità organolettiche, conservabilità ecc. E’ una mela invernale tipica della Valle dell’Elvo, la più occidentale del  Biellese, in Piemonte. Di pezzatura ridotta, con la buccia rugginosa, ruvida e un po’ bitorzoluta, promette davvero poco. Ma sotto la pelle ha una polpa croccante e serbevole sino al periodo di Pasqua, meravigliosamente dolce, con un aroma delicato di mandorla. Considerata ormai un ricordo da chi l’aveva assaggiata da bambino perché gli alberi innestati dai contadini del passato sembravano tutti morti, è stata invece recuperata circa 15 anni fa e oggi è fuori pericolo di estinzione e promette con la sua bontà di farsi conoscere in tutta Italia. La prova è che diversi espositori di frutta, anche non piemontesi, la propongono a Flor09.

Si chiama ‘Piatlin’ ed è considerata la mela da mensa più buona d’Italia da esperti che l’hanno valutata secondo parametri di aroma, consistenza, qualità organolettiche, conservabilità ecc. E’ una mela invernale tipica della Valle dell’Elvo, la più occidentale del Biellese, in Piemonte. Di pezzatura ridotta, con la buccia rugginosa, ruvida e un po’ bitorzoluta, promette davvero poco. Ma sotto la pelle ha una polpa croccante e serbevole sino al periodo di Pasqua, meravigliosamente dolce, con un aroma delicato di mandorla. Considerata ormai un ricordo da chi l’aveva assaggiata da bambino perché gli alberi innestati dai contadini del passato sembravano tutti morti, è stata invece recuperata circa 15 anni fa e oggi è fuori pericolo di estinzione e promette con la sua bontà di farsi conoscere in tutta Italia. La prova è che diversi espositori di frutta, anche non piemontesi, la propongono a Flor09.

Primo motivo per venire a Flor09 al Parco del Valentino di Torino tra venerdì pomeriggio 9 ottobre a domenica 11 ottobre.  In pieno fermento organizzativo, a  Flor 09 si sta lavorando alla preparazione della mostra pomologica, ovvero all’esposizione di frutta che comprende campioni soprattutto di mele e pere tradizionali provenienti da tutta Italia, ma anche agrumi, olive, frutti minori quali giuggiole e sorbe. I campioni in esposizione – saranno svariate centinaia – racconteranno ai visitatori di Flor 09 la ricchezza delle varietà di frutta selezionate nei secoli passati sul territorio nazionale e la presenza sin dal Settecento di varietà francesi, tedesche e inglesi che denotano nei secoli passati una vivace circolazione in Europa delle eccellenze frutticole. Ogni collettore ha fatto avere i suoi campioni di frutta, che viene esposta insieme a quella degli altri, le mele Ruggine con le mele Ruggine, le pere autunnali con le pere autunnali. Due ragazzi di buona volontà, Luca e Veronica, stanno preparando i cartellini sui quali, quando possibile, è segnalata anche la zona di tipicità o il luogo di rinvenimento di una varietà autoctona. La frutticoltura è un ramo interessante delle scienze della terra ma, per quanto io ne sappia, ha un vivacissimo riscontro tra professionisti e amatori solo in zone tradizionalmente attive in tal senso, come l’Emilia Romagna e il Trentino. Altrove, come succederà a Torino al Parco del Valentino nel prossimo fine settimana, ad attivare la passione può essere una mostra pomologica che racconta quanto hanno lavorato in termini di selezione i nostri predecessori e quanto ancora è importante per il futuro della terra il patrimonio acquisito alla memoria storica e orticola nazionale. Ritornare a piantare i “frutti antichi” ha un valore nella direzione di Virgilio: “Carpent tua poma nepotes” (Bucoliche, IX, 50). Possano essere i nostri nipoti a raccogliere le mele piantate da noi per trasmettere valori insieme a sapori.

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La foto della testata del blog dal 2 ottobre 2009
Zucche tra biodiversità e gioco
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E adesso tutto quel vortice di semi elargiti in primavera si è trasformato, come la carrozza di Cenerentola allo scoccare della mezzanotte, in zucche. Peccato non aver tempo per seguire ad una ad una le storie di chi ha affidato alla terra i semi prodotti dalle mie zucche dello scorso anno. Anzi, se qualcuno in giro per l’Italia mi legge e ha qualcosa da dire, per favore si faccia avanti, questa è la stagione per commentare. In orticoltura si cresce anche così, con il passaparola, con le esperienze condivise.
Dei miei raccolti, abbondanti ma a mio parere abbastanza deludenti circa la conservazione dei caratteri varietali, parlerò un’altra volta. Qui invece volevo ricordare gli appuntamenti che gli zuccologi non devono mancare nei prossimi dieci giorni. A Piozzo, in provincia di Cuneo, questo fine settimana c’è per la sedicesima volta una grande sagra dedicata alle cocurbitacee. Rispetto alle località italiane – sempre più numerose – che fanno festa allo stesso modo, Piozzo ha in più dalla sua la scientificità con cui ogni varietà viene catalogata e messa in mostra. Sono quasi 400 zucche con nome e cognome, ovvero quasi l’intera gamma delle varietà esistenti sul mercato. La pro loco di Piozzo fa arrivare i semi da tutto il mondo, si prende la briga di farli nascere in grandi campi alle porte del paese e in autunno raccoglie i frutti e li usa per far festa senza dimenticare l’importanza dell’aspetto orticolo. In orticoltura si cresce anche così, catalogando con cura, osservando le differenze di comportamento delle varietà.
Il prossimo fine settimana le zucche torneranno protagoniste nella mostra di giardinaggio Flor 09 al parco del Valentino di Torino, ma avrò modo di riparlarne nei prossimi giorni.
In quanto alla foto della testata, l’ho scattata nel 2007 ad un’altra importante mostra autunnale, quella di Paderna (PC), che si svolge questo fine settimana. Ci andrò stasera; ritroverò le catene di aglio piacentino, le patate quarantine, i vini del territorio, le mele mantovane, i fiori, le bacche, i bastoni da passeggio intagliati, le ceste di vimine e le anatre di erbe da zucche-ricchezza e allegria autunnalefosso. E le zucche, tante zucche, messe lì a fare colore e allegria, simbolo di abbondanza prima del letargo, stimolo alla creatività e ad un pensiero: l’infinita capacità della natura di riproporsi, declinando ogni possibile versione anche di un frutto povero come la zucca.

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- Nostalgia del bel tempo che fu. Sto leggendo la guida dell’orto botanico di Lucca (Maria Pacini Fazzi Editore) e ho trovato che nel 1820 la sovrana Maria Luisa di Borbone assegnò un terreno per l’orto botanico perché l’insegnamento della botanica “è dell’indole di quelle che non può esercitarsi col solo raziocinio ma abbisogna degli oggetti fisici, ed ostensibili che la natura presenta per esserne istruiti”. In un’epoca tutta virtuale come la nostra, magari anche con le lauree conseguite a distanza, mi piace sapere che ci fu un’epoca e più di un luogo, compresa Lucca, in cui si fecero orti botanici per imparare a conoscere le piante toccandole con mano. Ah, caro Linneo e cari tutti voi vecchi botanici e vecchi sovrani, come mi mancate.

pera-Williams-rosso- Un anno di pere e calabroni. Il 2009 si consacra come anno di raccolti eccezionali di pere. Le previsioni ufficiali (fonte Prognosfruit Conference 2009) dicono che in Europa se ne raccoglieranno entro questo mese 2,52 milioni di tonnellate, con un aumento del sedici per cento rispetto lo scorso anno. In quanto a me, tenevo d’occhio le tre pere Williams rosso di un albero piantato due anni fa, ma è bastato non esserci nei giorni in cui maturavano per consegnarle ai calabroni. Sono riuscita ad assaggiarne una sola: buonissima, chissà come hanno banchettato di gusto quegli orribili mostri che in questi giorni si sono trasferiti sul fico del Portogallo del cortile. Dove ad attenderli hanno trovato sei trappole Trip Trap, che funzionano. Mio marito stasera ha svuotato una delle bottiglie: dentro c’era una sessantina di quelle bestiacce, morte stecchite perché, una volta entrate, non sono più riuscite a uscire.

aiuola-fiorita-al-parco-Valentino-di-Torino- Colori per settembre al Parco del Valentino. Ho messo insieme la mia passione per i coleus in questa stagione, perché annunciano il bello dell’autunno con i loro colori, e l’avvicinarsi della mostra di giardinaggio Flor 09 al Parco del Valentino di Torino. Così sono andata in archivio e ho recuperato una bella immagine di una bordura mista estivo-autunnale realizzata proprio al parco del Valentino, con i coleus a dividere la scena con cosmos, cleome, tagetes e Pennisetum glaucum ‘Purple Majesty’ (graminacea annuale stupenda: 15 semi a 6,10 euro da Baumaux). Tutto per dire che in questo periodo ci possono ancora essere tanti fiori, ad averli previsti in primavera. E che si può preparare una trasferta torinese il 9-11 ottobre prossimo per una mostra di giardinaggio che si annuncia parecchio interessante. Al punto che devo rimandare di parlarne ad un’altra volta.

- Concime per ragazze. Mi telefona il maestro giardiniere Carlo Pagani e si attarda a raccontarmi le sue avventure di giardiniere caduto – suo malgrado o quasi – nelle maglie dei media italiani contemporanei. Racconta che a Milano la scorsa settimana è stato presentato il palinsesto di Sky per la nuova stagione e lui con la sua nuova trasmissione sui giardini ha dovuto esserci. E’ ormai sera, possiamo attardarci a chiacchierare e a ridere. Commenta l’ambiente, i divi e i divetti, le trovate dell’organizzazione per fare spettacolo. “Sai – dice mentre lo sento con il fiatone nell’orto a tirar su zucche e dentro al telefono arriva l’eco della moglie Paola che lo chiama e lo rimprovera di essere ancora lì mentre fa buio – sai, c’erano delle ragazzone, diciamo delle veline, dimensioni che ti dico io. Una mi ha sorriso, aveva la faccia gentile e io non sapevo che cosa dirle, mi imbarazzano le ragazze così. E allora le ho detto, lì per lì senza uscire dal mio ruolo: <Scusa, ma con che cosa ti hanno concimata?>. Tu pensi che posso averla offesa?”

semi-di-spinaci- Seminare spinaci. Io questo fine settimana non potrò farlo perché sarò in giro per mostre e giardini, chi invece starà a casa si ricordi di seminare gli spinaci, la valerianella e le insalate invernali sotto il tunnel. E’ il momento giusto, con la luna giusta, con la temperatura giusta. Basta ricordarsi in settimana di bagnare ogni mattina perché se la terra si asciuga c’è il rischio che gli spinaci non nascano proprio. Io lo farò lunedì mattina, alzandomi un po’ prima per non perdere il momento favorevole.

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