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Dopo qualche anno sono tornata a Villa Manin a Passariano (Ud) per la mostra di giardinaggio FlorealFest e ancora una volta mi sono chiesta: perché uno spazio magico come l’esedra deve essere assediato dalle auto in transito e parcheggiate, le transenne sono vistosamente giallo girasole in uno spazio grigio di rarefatta leggerezza, un palco da concerto di rockstar troneggia al centro dello spiazzo erboso? La Regione Friuli Venezia Giulia, che pure è autonoma anche nel portafoglio, non ha idea di come gestire un luogo simile?

Il Corpo Forestale dello Stato ai miei occhi è come il Corpo dei Vigili del Fuoco: formato da benemeriti e bonari personaggi al servizio dei cittadini e della salvaguardia del territorio. A Villa Manin ho avuto occasione di parlare con un agronomo (per altro con qualifica di operaio forestale, perché nell’organico non esistono quadri intermedi). Mi ha raccontato che a Peri, in provincia di Verona,  c’è l’unico laboratorio italiano per l’analisi delle sementi accreditato all’ISTA (International Seed Testing Association). Uno dei 28 laboratori accreditati che ci sono al mondo, e noi manco sappiamo che esista ancora il Corpo Forestale. Il mio gentile e colto interlocutore mi ha anche detto che in Messico ci sono ben 18 laboratori che fanno il lavoro che si svolge a Peri con penuria assoluta di personale. Poi ha dovuto allontanarsi perché c’erano bambini che aspettavano di fare esperienza con lui, così non ho potuto commentare. In Messico sono diciotto volte più evoluti che in Italia sul fronte boschi e foreste?

Sto alimentando da un paio di anni il mio interesse per i fagioli: in giro per casa ci sono due o tre cassette con 120 scatolette trasparenti e altrettante schede descrittive. Ma ancora non sapevo che l’azienda agraria universitaria “Servadei” dell’Università di Udine da anni ha una banca per il germoplasma autoctono vegetale regionale del Friuli e dei fagioli della Carnia sa tutto, o quasi. Li ho visti in mostra, i fagioli locali, e mi sono chiesta se esiste altrettanto in Toscana (conosco qualcosa dei fagioli toscani perché a Lucca c’è la ditta Gargini che li produce e commercializza), in Calabria (dove al mercato si trovano otto o dieci tipi di fagioli secchi, ognuno con il suo nome locale), in Piemonte o in Campania…

Sotto un arco dell’esedra domenica mattina ho presentato il libro del compostaggio appena uscito da Vallardi e, incredibile, ho trovato un pubblico attentissimo e con domande come un fiume in piena. Fantastico. È stata una delle volte in cui mi sono sentita utile. La credibilità guadagnata sul campo: “Ma lei lo fa, il compostaggio in giardino?”. “Certo, da vent’anni in tre modi diversi”. E avanti a raccontare, comprese le uova di biacco, grosse come quelle di gallina e con la consistenza del polistirolo, trovate un anno in fondo al cubo in muratura dal quale stavo estraendo il compost maturo. Ho visto qualche faccia animarsi di nuovo interesse. Mi ero persino portata il mio nuovo compostatore rotante, comperato su un sito inglese (www.primrose-italia.eu  che in questo periodo sta anche facendo un concorso e regala compostatori) per fare vedere quanto siano furbe le idee che nascono dall’empirismo inglese (rotante, dunque le sostanze sono sempre rimescolate e maturano prima, in più il vano interno è diviso a metà, sicché mentre una parte termina la maturazione si può cominciare a riempire l’altra parte). Un compostatore, tra l’altro, è andato ad una cooperativa sociale della provincia di Udine. Non a caso, si occupa di sviluppo sostenibile.

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La foto della testata del blog dal 1 ottobre 2010
Rosso d’autunno

Si gira pagina, è arrivato il mese del cambio di stagione. E, come sempre, a me che detesto il colore rosso, viene voglia di circondarmene perché è energetico e con la sua forza travolge le malinconie di chi, come me, considera l’inverno un insopportabile periodo di letargo. All’inverno ci arriveremo comunque, ma per ora che sia festa, gioia e dolcezza dei raccolti, luci calde di cui riempirsi ancora gli occhi. E allora per la testata scelgo una foto di mele ornamentali che arrossano, scattata lo scorso week end a Guastalla nello stand di Silvano Sonnoli, produttore lucchese di agrumi e frutti, che aveva appoggiato le sue piante ad un muro rosso di corso Garibaldi: uno sfondo ricco e pastoso che mi piace molto. Però ho perso l’appunto con il nome di questa varietà dalle minuscole e lucenti meline, dovrò chiederlo di nuovo al produttore a questo indirizzo mail. La testata è anche l’augurio che faccio a me stessa di trovare tempo a sufficienza per dedicare alle mele, nel blog, tante note di ottobre.
Intanto questo primo week end ottobrino è tutto un rincorrersi di manifestazioni e iniziative con la frutta di stagione in primo piano. La mia meta, come da almeno dieci anni a questa parte, è al castello medioevale di Paderna, poco fuori Piacenza in direzione Parma. La mostra si chiama “Frutti antichi” e sposa con rara finezza d’intenti e di modi lo spirito di un luogo suggestivo e ben vissuto. Notizie qui e anche qui. Anticipa di un giorno Orticolario a Cernobbio, sul lago di Como. Il sito di riferimento è questo: www.orticolario.it. Apertura del parco della Fondazione Minoprio a Vertemate (Co) per Frutti&Colori d’Autunno 2010, solo domenica, ma replica tutte le domeniche di ottobre. Il programma qui. In Friuli, nello splendido spazio antistante Villa Manin a Passariano, Codroipo (Ud), undicesima edizione di FlorealFest con una mostra di uve e lo svolgimento del tema “la vite, la vigna giardino del Friuli”. Le informazioni in merito sono nel sito di Villa Manin. Io tra i frutti ci metto anche le zucche che sono la mia passione. Questo fine settimana torneranno nella diciassettesima edizione della sagra a loro dedicata a Piozzo (Cn), info qui.

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