Attente alle amiche con la matita facile. Avevo confessato a Rita Ammassari che non ne potevo più dell’inverno e che, passati i giorni della merla, contavo sull’arrivo del sole e di un po’ di asciutto per cominciare i lavori all’aperto. D’altra parte nei giorni di passaggio tra gennaio e febbraio nel mio giardino arrivano sempre le prime fioriture di crochi, Iris danfordiae e Iris reticulata, piccole bulbose che invece quest’anno non hanno ancora avuto il coraggio di affacciare il germoglio fuori dalla terra. Al telefono non l’ho vista, ma sono quasi sicura che,
mentre mi lasciava parlare, con quel suo solito avanzo di matita morsicato che pare le sia indispensabile per un buon disegno Rita già scarabocchiava sul bordo di un pezzo di carta. Mi ha immaginata trionfante per il nuovo corso che ci attende in giardino e non altrove: fanno fede gli attrezzi del mestiere ai piedi della mia amica che mi osserva perplessa. Poi però il sole sperato non si è fatto vedere, anzi sono arrivate altra neve e altra pioggia. E così ha rettificato il tiro: se non possono farlo per il giardino ritrovato, le follette stagionate sanno esultare per molto altro. Per esempio, perché no, per lo spettacolo di un bravo ballerino che è anche una gioia per gli occhi con la sua bellezza. La morale è che ogni occasione è buona per perdere i vincoli gravitazionali imposti dalle leggi dell’universo e, ahinoi, dalla silhouette di ragazze con qualche annetto di troppo. Quanto meno, si fa un’ottima ginnastica aerobica, utile per prepararsi ai lavori in giardino. Speriamo presto.
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Vincoli gravitazionali
Postato in Alluce verde, Pensieri verdi, tagged follette stagionate, Iris danfordiae, Iris reticulata, Rita Ammassari, Roberto Bolle il giorno martedì 3 febbraio 2009 | 1 Commento »
Noi follette stagionate
Postato in Alluce verde, tagged Alda Merini, follette stagionate il giorno sabato 3 gennaio 2009 | 2 Commenti »
Che farci. La nostra tempra è quella di vecchie ragazze che non demordono, sempre alla ricerca di una lama di luce con la quale scaldare lo sguardo e fissare la vitamina A. E se qualche volta ci sfiora il dubbio che non sia più tempo di metterci in vetrina, figurarsi poi sul web, tiriamo fuori prontamente un vasto campionario di illustri giustificativi. Oggi per esempio ci siamo fermate alla lettera “A” di Alda Merini: “Ogni anno luce vale cento anni d’ombra“. Incitamento a tutte le follette stagionate che si vergognano di avere già vissuto, non sapendo quante esperienze nuove hanno ancora da vivere.



