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Posts contrassegnato dai tag ‘mela Cul di Somaro’

il-sonno-delle-meleLa sede di Archeologia Arborea a San Lorenzo di Lerchi, presso Città di Castello (Pg). C’è una luce dolce, una luce invernale, nella stanza da letto dominata dal blu del copriletto, dal verde acqua delle cassette di plastica, dal giallo e rosso delle mele. E’ una delle camere della foresteria che Livio Dalla Ragione e sua figlia Isabella hanno allestito per amici e ospiti, spesso  braccia che sono corse in aiuto quando nel loro frutteto – museo – collezione c’era tanto da fare.

Livio non c’è più, Isabella da sola mantiene viva l’associazione nata nel 1989, che vuol dire aver cura quotidiana di quel luogo tanto amato e della memoria del padre. Invece Trem, il fotografo Emilio Tremolada, ricorda di aver scattato questa foto affascinante e bizzarra e me la manda, con mele ‘Annurca’, ‘Cerata’, ‘Cantianina’, ‘Rotolona’, ‘Pagliaccia’ per non parlare di altre varietà locali dai nomi irriverenti come ‘Cul di Somaro’. Un piccolo esercito di pomi nell’invasione pacifica di una linda camera da letto. Tutto così bello e vero che pare di sentire l’aroma che si sprigiona dai frutti, messi lì come per sfuggire all’inverno, o indurli al letargo prima del risveglio primaverile. A risvegliarsi invece saranno gli alberi che li hanno prodotti, molti dei quali adottati da chi crede che il recupero delle vecchie varietà locali sia la condizione indispensabile per avere ancora frutta domani. Oltre che per perpetuare la memoria della nostra terra.

Chi vuole collaborare e associarsi ad Archeologia Arborea può farlo visitando il sito  www.archeologiaarborea.org. Adottando un melo, dovrà impegnarsi a visitarlo almeno una volta all’anno e a raccogliere i suoi frutti, lasciandone sull’albero, secondo una vecchia tradizione umbra, uno per il sole, uno per la terra e uno per la pianta.  Archeologia arborea è anche tra i soci fondatori della Rete Semi Rurali, ma questo è un discorso che vale un altro post, così ne riparleremo. Intanto grazie a Trem per avermi dato la possibilità, con il suo fotogramma pieno di atmosfera, di parlarne. E di aver aggiunto note importanti con il commento che potete leggere qui di seguito.

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