Sto scaricando le foto che ho scattato (nei ritagli di tempo) durante Murabilia a Lucca. Condivido qui qualche appunto.


Scontate le fioriture di anemoni giapponesi e astri, la ricchezza dei giardini di settembre è stata rappresentata a Murabilia da mille altre piante più o meno rare e accessibili. Ho messo tra gli appunti Boehmeria silvestrii, parente non urticante dell’ortica e a questa del tutto somigliante. Solo un raffinato sognatore come Mario Mariani di Central Park poteva proporla come bellezza alternativa dei giardini… Mi sono segnata anche una stupenda Rosa chinensis ‘Yellow Mutabilis’ con fiori bianco crema e boccioli gialli. Proposta dal vivaio di Rieti Le rose di Piedimonte, si è aggiudicata il primo premio in uno dei concorsi. Ha vinto anche una medaglia d’argento su segnalazione dei visitatori l’orchidea Paphiopedilum bellatulum. Non saprei dire quanto bella e quanto inquietante nel suo abito a pois. Non me ne intendo di exibitions per orchidofili, ma a me non è piaciuta la mostra di orchidee all’orto botanico di Lucca: tutto troppo artificiale e l’impossibilità di vedere ogni orchidea nella sua specificità-


Ci sono ancora bulbose da estate che fioriscono, già cominciano a fiorire quelle autunnali e già si parla di mettere a dimora i bulbi di quelle primaverili. Un momento da cogliere tra piacere del presente e desiderio di futuro. Visti nel pieno della fioritura (stand Capecchi) Allium senescens a fiori violetti e A. congestum a fiori bianchi, Colchicum bivonae ‘Apollo’ (Floriana Bulbose), Acidanthera bicolor ‘Murielae’. “Si prega di annusare” l’invito di Raziel che ha mostrato in fiore questa iridacea etiope e ha offerto i suoi cormi pronti a vegetare. Peccato che qui e là sul suo banco comparisse una sgradevole scritta intimidatoria: “Bulbo toccato bulbo comprato” (tra parentesi, lasciateli davvero toccare al vivaista: i bulbi sono pieni di anticrittogamici, oltre al fatto che alcuni, come quelli di Hyppeastrum e le zampe di Eremurus, possono essere allergenici e fortemente urticanti).


Orto, orto e ancora orto. Il mio premio personale va a Ortobaleno, vaschetta con alloggiamento per vasi quadri lunghi da vivaio che contengono vasi con terra da orto. Ospitati negli appositi alloggiamenti, i vasi costituiscono un orto in miniatura, ma produttivo a tutti gli effetti. Le radici crescono, escono dal vaso piccolo, attraversano quello più lungo e vanno a “bere” nella soluzione di acqua e concime della vaschetta. Ho perso il nome del produttore, un ibridatore di fiori da reciso ligure trasferitosi all’epoca della pensione in Toscana, ma lo troverò per segnalarlo agli ortisti da casa e da balcone. Divertente a Murabilia la mostra di ortaggi “strani” allestita e alimentata dagli amatori, come le cipolle del tipo ‘Tropea’ coltivate da Sauro Ungaretti di S. Concordio (Lu): pesano ognuna 1,5 kg. Il problema a mio parere è che non basta accontentarsi che siano strani o rari: devono avere un significato anche botanico-orticolo; sicché, mancando indicazioni su nome varietale, provenienza, selezione ecc valgono assai meno gli stupendi e munuscoli pomodorini a grappolo che, più che ciliege, sembrano ribes.

Bisognerebbe poi parlare dei visitatori, ancora più numerosi dello scorso anno e, forse, meglio ridistribuiti nei due giorni e mezzo di manifestazione. Signore rapite davanti all’abilità degli artisti in mostra a riprodurre le piante e i fiori, mamme e papà coinvolti nei giochi per i bambini all’orto botanico, collezionisti competenti e persino pedanti nel loro amour fou, neofiti toscani che proprio la manifestazione guida nei primi passi di iniziazione ad un’arte. Se ne troverò il tempo, racconterò qualche episodio di questa umanità che ama le piante e che le cerca dove esse si mettono in mostra da protagoniste. Io non ho potuto fare a meno di fotografare i visitatori della foto qui in alto, i più ignari di giardinaggio, forse i più piccoli e felici, appesi e abbandonati contro i loro genitori di cui so solo, per caso, che lei è paesaggista. Quei due neonati se cresceranno educati a conoscere e godere il verde saranno utenti e protagonisti di un mondo migliore. Lo auguro a loro, e a me stessa.
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Tornando da Murabilia 2010
Postato in Attualità del verde, Piante e Fiori, tagged Acidanthera bicolor ‘Murielae’, Allium senescens, Boehmeria silvestrii, Colchicum bivonae ‘Apollo’, Murabilia, Paphiopedilum bellatulum, Rosa chinensis ‘Yellow Mutabilis’ il giorno martedì 7 settembre 2010 | 4 Commenti »
La zucca più pesante d’Italia
Postato in Attualità del verde, Civiltà della zucca, Piante e Fiori, Specie e varietà, Zucche Fan Club, tagged Murabilia, Stefano Cutrupi, zucca Atlantic Giant, zucche da record il giorno domenica 5 settembre 2010 | 2 Commenti »
Grossa, deliziosamente obesa. Un’ora fa è avvenuta la pesa delle zucche nell’ambito di Murabilia. Ecco qua: è un record italiano la zucca della varietà ‘Atlantic Giant’ da seme Cutrupi 887. Prima il coltivatore: Stefano Cutrupi da Radda in Chianti (Si) che aveva già vinto lo scorso anno con una zucca di 380 chili. E adesso il peso di questa creatura affascinante e obesa: 467 chili. E’ il record
italiano. Anche questo è Murabilia. Quanto sia costato in cure al suo coltivatore forse non lo immaginiamo. Pare che ad una zucca da record diano fastidio il vento, la troppa acqua, le crittogame, la mancanza di cibo nel terreno. Anche se non sarà buona da mangiare, un ortaggio da guardare con lo stupore che possa assumere simili dimensioni.
Murabilia e le scommesse ambiziose
Postato in Eventi e appuntamenti, Invito alla visita, Pensieri verdi, tagged Cittanova Floreale, Giardini d’autore, Horti venetiani, mostre di giardinaggio, Murabilia, Opuntia, Opuntia ficus-indica il giorno mercoledì 1 settembre 2010 | Lascia un commento »
Ho finito di spedire l’ultimo comunicato stampa che ho preparato per Murabilia, la mostra di giardinaggio che aprirà i battenti questo venerdì a mezzogiorno sulle mura di Lucca. Meglio che lo dica subito, che ci collaboro, così nessuno può insinuare deduzioni gratuite sulle considerazioni che mi accingo a fare, in tempo per la ripresa autunnale del convoglio che di settimana in settimana, tra settembre e ottobre, percorre la penisola con il suo carico di piante e di idee. Ed è appunto con Murabilia che si va a cominciare.
Chiunque frequenti questo ambiente è tentato di stilare classifiche delle manifestazioni di settore: lì c’è gente danarosa e attenta che dà soddisfazione ai vivaisti, là hanno il biglietto d’ingresso tanto caro che per una famiglia passarci la domenica è una follia, nei sancta sanctorum ormai non fanno più niente di culturale, a volte certe mostre di giardinaggio di paese si rivelano deliziosi salottini, e via discorrendo. E io, nonostante sia per lavoro che metto il naso in un gran numero di questi luoghi, o forse proprio per questo, indossando i panni del visitatore mi sono fatta un’idea di che cosa funziona e che cosa no perché le mostre di giardinaggio svolgano il ruolo, che a mio parere dovrebbero sempre avere, di promozione e crescita del mondo del verde in Italia e mai di promozione delle tasche di qualcuno o della fama di qualcun altro, come invece qui e là succede (anche con sussiegosi, quanto ridicoli, toni da “lei non sa chi sono io”).

Se nei giorni di Murabilia potessi sdoppiarmi e triplicarmi, sceglierei: - di seguire la tavola rotonda “Anche questa è biodiversità” sul tema della frutta con 4 relatori di nome, uno dei quali è Alessandro Roversi (sabato ore 15 spazio incontri) - di ascoltare la testimonianza di un cacciatore di piante contemporaneo e delle sue scoperte in Oriente (Bleddyn Wynn-Jones di Crûg Farm Plants, sabato ore 17,30 spazio incontri) - di non perdere la conferenza di Maurizio Usai “Mediterraneo tra giardino e paesaggio” (domenica ore 15 spazio incontri) - di frequentare il corso di pittura botanica tenuto da Silvana Rava all’orto botanico, ritraendo dal vero le piante dell’Orto - di fare la visita guidata alla collezione del genere Opuntia del Vivaio Valfredda e ai vivai espositori di succulente in compagnia dell’esperto Andrea Cattabriga (sabato ore 17 e domenica ore 11,30)
Mi è venuto a tiro questo pensiero scrivendo i numeri di Murabilia ad uso dei media. Per citarne solo alcuni: 259 espositori, 25 associazioni, 32 illustratori botanici di 4 continenti, 12 scrittori che presentano un’opera “verde” pubblicata nell’ultimo anno, mostre tematiche sul genere Opuntia, sulle varietà di plumeria, sui bonsai, su 11 piante alimentari, almeno 8 tra corsi e laboratori e altrettanti dibattiti, conferenze e seminari. Murabilia pensa in grande innanzi tutto perché ha un’alta considerazione di che cosa è il giardinaggio e chi sono coloro che lo praticano o lo potrebbero praticare, e di quanto la presenza di visitatori sensibili e culturalmente attivi serva a valorizzare le mura urbane cinquecentesche di Lucca e a vivificare l’Orto Botanico della città, accorpato nel “recinto” di questa bagarre tra tre baluardi e due tratti di mura. Murabilia vuole creare movimento e una base durevole e investe, con cautela e buon senso dati i tempi, perché questo succeda. Compone un mosaico con tanti tasselli, talvolta compie passi eclatanti come con la mostra e il concorso di illustrazione botanica che ha subito raggiunto interesse internazionale, talvolta aggiunge solo un tassello divertente e partecipativo ospitando il campionato delle zucche giganti o degli ortaggi dei visitatori, in ogni caso non si ferma ai risultati ottenuti, ed infatti, in questi dieci anni, ogni anno ha proposto qualcosa in più e ha continuato a creare aspettative nel suo pubblico. Che è costantemente in crescita.
Certo in Italia (ma non solo) oggi è difficile rilanciare sulle lunghe distanze. Vuoi perché c’è poco denaro da investire, vuoi perché, soprattutto, la vera crisi è a livello di volontà e creatività (ma siamo stufi di sentircelo dire e, se non la smettono, finirà che ci crediamo e ci adattiamo). Paradossalmente, l’unica manifestazione di settore che ogni 5 anni riesce a metterci capitali considerevoli è Euroflora e lo farà di nuovo il prossimo aprile, ma da molto tempo il giardinaggio non è più quello delle floralies, sul modello delle quali era stata creata mezzo secolo fa. Muove tanto denaro, tanta gente e poche o nulle idee, oltrettutto in una struttura tutto cemento a dir poco terribile per mostrare le piante e invogliare a parlarne. Dunque accontenta al massimo il “pubblico generico dei gerani” e non incide minimamente sulla crescita delle competenze giardinieristiche e delle passioni botaniche negli italiani.
Anche senza grossi investimenti, però, qualcosa in giro può ancora succedere (Murabilia ne è la prova) e comunque qualcosa, a diverse scale, si può fare. Penso all’atmosfera di redenzione di Cittanova Floreale in Calabria, di nuovo movimento floricolo sull’Adriatico con Giardini d’autore a Riccione (la prossima edizione il 18 e 19 settembre), di colloquialità serena e familiare a Milis in Sardegna. Penso alle nuove mostre che stanno nascendo in luoghi prestigiosi, con i migliori auspici quella nel giardino della magica Villa Pisani di Stra (Horti venetiani, 11-12 settembre), zoppicando parecchio per vizi di fondo quella all’orto botanico di Palermo (La zagara, 23-24 ottobre).
E insomma, con venerdì a Lucca la macchina delle mostre si mette in moto al meglio. Lascio qui il pensiero che, se amiamo piante e giardini, ognuno di noi dovrebbe contribuire a plasmare questi eventi che, nati come isole esclusive quasi vent’anni fa, devono invece entrare nel tessuto urbano, sociale e culturale di un luogo e da lì diventare patrimonio nazionale. Murabilia insegna che questo può succedere se c’è l’ambizione di dare il massimo. A margine faccio notare che l’ambizione di una manifestazione di giardinaggio è la stessa, in altra forma, che dovrebbe muovere e far crescere passione e competenze dei giardinieri italiani. Quelli che da venerdì a domenica saranno a Lucca e tutti gli altri.
Una foto una storia (dal 30 agosto 2009)
Postato in Piante e Fiori, Una foto una storia, tagged Murabilia, S. maximum, S. morganianum, S. rubrotinctum, S. spectabile, S. telephium, Sedum ‘Joyce Henderson’ il giorno domenica 30 agosto 2009 | 1 Commento »
La foto della testata del blog dal 30 agosto 2009
Sedum protagonisti a Murabilia

Tempo fa avevo accantonato una foto di Sedum x ‘Joyce Henderson’ con un’ape al lavoro sui fiori di questa che è una delle poche piante da giardino ancora in grado di offrire un buon bottino di nettare a fine stagione. L’avrei usata nel blog un po’ più avanti, al tempo in cui da me diventa matura l’uva fragola, si assaggiano le prime mele autunnali per commentare se sono abbastanza zuccherine e si raccolgono le zucche. Invece anticipo di qualche settimana, perché si avvicina un’imperdibile occasione per vedere i sedum protagonisti. Dieci o quindici anni fa erano tra le erbacee perenni più gettonate, anche in virtù della facilità di coltivazione in piena terra e in vaso e del fogliame succulento interessante, in molti casi sempreverde. Il catalogo Priola conta tuttora un centinaio tra specie, ibridi e varietà, ma l’impressione è che, sicuramente a torto, i sedum siano stati un po’ accantonati. Al massimo si vedono le piccole specie frugali come S. album, S. acre, S. sieboldii, S. spathulifolium magnificate come copertura dei tetti verdi, ma sono rare le occasioni per vederli valorizzati, anche per lo straordinario contributo che queste piante danno ai giardini senz’acqua.
Ed ecco che arriva Murabilia, a Lucca il prossimo fine settimana (4-6 settembre: se venite ci troveremo là) che li porterà al centro della scena, insieme alle felci (altre cenerentole dei giardini) e alle piante dark, cioé scure.
In breve, il genere Sedum, famiglia delle Crassulacee, comprende circa 600 specie succulente, di cui una trentina spontanee in Italia. Tra queste, importanti per i giardinieri perché sono state punto di partenza per varietà e ibridi molto interessanti a fioritura tardo estiva e autunnale, ci sono S. telephium e S. maximum. Alcune specie provenienti da regioni tropicali o subtropicali non hanno la stessa rusticità e, in coltura, trovano impiego come piante da appartamento di buon carattere, ovvero coltivabili anche dai meno esperti purché possano godere di molta luce. Io da anni ho nel vano scale due specie originarie del Messico, S. morganianum dai lunghi rami penduli di foglioline cilindriche succulente, grigio luminoso e S. rubrotinctum, che in inverno diventa rosso fuoco. Bagno le due
piante quando mi ricordo, in inverno quasi mai, le concimo se va bene due volte in stagione con un concime liquido, le rinvaso ogni due o tre anni e loro non si lamentano mai, anzi offrono materiale da riproduzione in abbondanza.
I sedum rappresentano una delle mie prime esperienze di coltivazione: era un pezzetto di Sedum spectabile regalatomi da una donna cui avevo, per gentilezza, fatto un complimento su quell’ampia corbeille settembrina vagamente rosea che decorava l’ingresso della sua cascina. Lei aveva staccato un fusticino laterale e me lo aveva offerto. La cosa strana è che, dopo aver traslocato in tre famiglie e due località diverse a causa di vicissitudini che non sto a raccontare, 25 anni dopo sono ritornata in possesso della stessa pianta. Da una decina di anni condivide un angolo con le graminacee e lotta per sopravvivere all’oziorrinco che, quando non ha più di meglio da offrire alla sua prole, va a deporre le uova tra le radici di questa succulenta, evidentemente appetita (e infatti la famiglia delle creassulacee è parente prossima delle sassifragacee, direi la famiglia che sfama l’oziorrinco più di tutte le altre). So che il mio sedum, ormai ampiamente superato per bellezza da molti ibridi e varietà di S. spectabile, non si perderà,
per non farmi ricredere sulla continuità di certe presenze nella mia vita. Perciò, oltre che a voler essere un invito a visitare Murabilia, questa testata del mio blog è un omaggio alla tenacia e alla fedeltà dei sedum e una dimostrazione di fiducia che non si smentiscano.
Mostre di giardinaggio autunnali: ieri Murabilia a Lucca
Postato in Attualità del verde, Eventi e appuntamenti, Persone, tagged Davide Picchi, Dino Pellizzaro, Lucca, Murabilia, orticoltura, peperoncini il giorno lunedì 10 settembre 2007 | Lascia un commento »
Non ho tempo ora di parlarne diffusamente, ma prometto di farlo al prossimo appuntamento. Ieri ero a Lucca in occasione di Murabilia, la mostra di giardinaggio che si svolge sulle mura da sette anni a inizio settembre e desta un notevolissimo interesse. Quest’anno il tema portante era doppio: “Variegature” e “Bambù”. Ho speso il mio tempo a guardare e imparare, per esempio da gente come Davide Picchi della Casina di Lorenzo che giocava in casa alla grande con le sue piante esotiche e dall’ormai francese Dino Pellizzaro con le sue meraviglie sommesse che bisogna guardarle con calma ad una ad una per capire che si tratta di piante mai viste. Quasi quasi sono stata più tempo ancora ad ascoltare l’intreccio di conversazioni tra espositori e pubblico. Musica per le orecchie. Un agronomo ricercatore pisano ha spedito la moglie a mettere banco con i peperoncini appena maturi, sui quali lavora da un decennio. La signora, puntualissima, li vendeva per fare semenza a un euro l’uno (ma a due euro le cinque o sei selezioni differenti della varietà ‘Habanero’, la più piccante in assoluto nella scala di Escoville) e soprattutto spiegava con entusiasmo e spirito di didatta. Ogni tanto al suo tavolo coperto di peperoncini gialli rossi verdi neri lunghi corti tondi conici larghi e stretti arrivava un visitatore con un sacchetto. E dentro un peperoncino da determinare o una storia da raccontare: “Questo me lo ha portato dal Surinam…”, “Questo è nato per chissà quale mutazione nel mio orto: per vent’anni sono stati sempre tutti uguali, adesso invece guardi qua…”. E, davanti allo stupore della signora per un peperoncino mai visto (persino da chi ha un marito che li ricerca e ne ha selezionato qualche centinaio), la bellezza del gesto: “Se le interessa glielo lascio, così lo può far seminare”. L’orticoltura va avanti anche grazie a questi passaparola, alle piccole generosità collaborative che legano il vivaista, il ricercatore scientifico, l’amatore appassionato. Bisognerebbe ricordare, anche quando non c’è Murabilia a Lucca, che nella storia dei viventi se non tutto, quasi tutto parte da un seme.





