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Proseguo una carrellata molto personale sulle piante che ho visto all’ultima edizione delle Journées des Plantes di Courson.

- Alberi da frutto di Delbard. Sembra sempre di essere nel frutteto del Re Sole, la natura piegata ai voleri dell’uomo, “schiacciata” per stare contro muri e su terrazze minime. A me piacciono moltissimo queste piante potate a candelabro e a cordone e vorrei vederne in Italia (da poco li importa il vivaio di rose fiorentino Nicola Cavina). Delbard che li crea ha appena presentato una nuova linea di varietà adatte allo scopo.
- Astri a volontà nello stand del belga Meers Vaste Plantenkwekerij (www.meersvpk.be).
- Hemerocallis ben presentate. Come sanno i ragazzi del vivaio i Campi, se non sono fiorite (e non lo sono mai quando ci sono mostre di giardinaggio) le emerocallis sono difficili da presentare. Ci sono riusciti i belgi di Pepinières de la Thyle, che creano nuove varietà e hanno una della maggiori collezioni europee di ortensie e ellebori.
- Graminacee sul tetto. Un allestimento che non mi è piaciuto, quello della catena di 55 garden center Truffaut (il primo creato in Francia, nel 1964), ma mi è venuto voglia di fare clic per il trionfo di graminacee e perenni sul tetto della pergola.
- I liquidambar, tutti L. styraciflua, ma tutti di varietà diverse. Star di stagione, ho visto ricorrente solo la varietà inglese L. s. ‘Worplesdon’, a portamento piramidale, più resistente al freddo e alla pioggia, dimensioni relativamente contenute (12 m di altezza), crescita lenta, foglie più grandi e incise della specie tipica e con una colorazione più vistosa in autunno.
- Massonia pustulata inquietante bulbosa sudafricana che in inverno fiorisce emettendo un enorme piumino profumato bianco crema al centro delle due foglie incollate a terra. Vive all’asciutto, direi che da noi può stare solo in serra.
- Nepenthes x ventrata x alata. A volte colpiscono i dettagli più stupidi dal punto di vista botanico e giardinieristico. Nel banco di carnivore magnifiche e preziose di Nature et Paysage io mi sono lasciata attirare dalla levigata lucentezza di questa grande Nepenthes
- Nerine: non le vedo mai in giro, che peccato: sono così preziose quando scompaiono anche i fiori del primo autunno. A Courson c’erano tre o quattro varietà a fiori molto grandi in diverse tonalità rosa chiaro. Invece del nome varietale, però, avevano una sigla, forse sono nuove.
- Che sorpresa gli olivi parigini. Ma quando ho letto l’etichetta, un olivo si chiamava ‘Bella di Cerignola’, l’altro ‘Leccino’. Orgoglio a leggere che sono due magnifici esemplari (giovani, non monumentali sradicati da casa loro) coltivati dal vivaio Tiziana Facchini di Fano.
- Passiflora ‘Pink Passion’ bellezza a grandi fiori: solo 7 euro per una passiflora novità del 2010, proposta dal collezionista olandese Cor Laurens.
- Un trionfo di agapanti in numerose varietà azzurre e bianche. Poco autunnali, troppo mediterranei, ma così belli e ben presentati.
- I semi di 53 specie e varietà di passiflora. Una bustina per 3 euro, quattro bustine per 10. Ho frenato la voglia di provare a farle nascere.
- Da lontano si vedeva una nuvola di vegetazione azzurrognola: erano le mimose di Gérard Cavatore (www.mimosa-cavatore.com). So che le mostre di giardinaggio italiane lo corteggiano, chissà mai che una volta o l’altra arrivi da noi a presentare la sua magnifica collezione.

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