A Paderna, per la prima volta, ho capito che il gap tra l’Italia e altre nazioni assai più addentro alle cose del verde si va assottigliando. Non oso pensare che si stia annullando: le culture hanno bisogno di stratificazione per potersi dire acquisite. Ma dopo dieci o undici anni in questo luogo, conoscendo l’amore con cui viene scelto tutto, dal cestaio del paese vicino al tessutaio casentinese sino all’istituto che recupera le vecchie varietà di frutta, posso dire che non guardo più con invidia a Courson, ai Croqueurs de pommes, al Chelsea, alle mostre provinciali tedesche. Penso che si va delineando con molta precisione una via italiana al giardinaggio che passa attraverso il recupero di abilità manuali, tecniche di artigianato e agricole, gusto per il bello, buoni sapori, valorizzazione di piccoli e piccolissimi territori, bisogno di conservare i segni della storia e della memoria, persino attraverso l’insegnamento della storia dell’arte in un liceo artistico milanese. Dove un professore di antropologia insegna “Grammatica dell’arte” ai ragazzi con un progetto singolare e geniale sulla biodiversità. Mimmo Cecere ha chiesto ai suoi allievi di interpretare con creatività una mela. Ha detto che ha buttato via senza pietà i primi risultati: “Non si creda: i ragazzi tendono all’omologazione, avevano fatto delle schifezze anonime”. Ma una volta chiarito come potevano interpretare il linguaggio dell’arte per esprimersi, hanno fatto cose a loro modo commoventi. Io credo in questo metodo che aiuta a crescere e provo gratitudine per chi è capace di attrezzare la società degli strumenti giusti. L’istituto in questione ha vinto uno dei premi, che pure potevano anche non esserci: diventano sempre meno necessari, a mano a mano che la gente impara a vedere, distinguere e fruire. Comunque questi sono i vincitori, diciamo che metterli in rete nel mio blog è il mio omaggio a chi, a suo modo, mi sta facendo passare l’invidia per gli altri Paesi d’Europa. Anche se le piante, persa la loro aura speciale e unica per gente come me, stanno diventando parte di un tutto che ancora non so qualificare, ma ritengo giusto.
- Premio per il migliore insieme di piante a Le Essenze di Lea di Spianate (Lu) per la collezione di salvie e per il lavoro di selezione e ibridazione, oltre che per il contributo alla conoscenza di un genere di piante che in autunno, sin dentro all’inverno, dà il meglio.
- Premio per la valorizzazione della tradizione all’Associazione Fattorie per tutti, associazione per la didattica rurale di San Giorgio Piacentino (Pc) per la costanza nel perseguire l’obiettivo di riportare l’olivo (come i dati del 1200 confermano) nelle terre emiliane, in particolare nell’areale piacentino.
-Premio per l’impegno nella ricerca e nella divulgazione al Liceo Artistico Correggio e Boccioni di Milano nella persona del professor Mimmo Cecere per il metodo con cui avvicina i giovani all’arte, alla liberazione della creatività e, attraverso questa, alla conoscenza della biodiversità.
- Premio per la continuità con il passato a Ombretta Zagatti di Masi Torello (Ferrara) per il gusto e l’aderenza alla realtà nel recupero di tecniche e gesti del passato che utilizzano un materiale povero come la cartapesta per un artigianato d’arte.
- Premio speciale del Castello di Paderna a Giuditta Iaccarino di Sorrento (Na) per l’arte che infonde al suo lavoro, con l’uncinetto che intesse con il filo la creatività solare e l’ironia mediterranee.











