Uno dice Versailles e non pensa anche Petit Trianon, come dovrebbe. Luigi XV fece costruire questa sorta di castelletto elegante tra il 1763 e il 1768 su progetto dell’architetto Jacques Ange Gabriel per regalarlo a Madame Pompadour, che invece ebbe il cattivo gusto di morire un anno prima di entrarne in possesso. Ne approfittò invece la generazione successiva. Nel 1774 fu il dono di nozze di Luigi XVI alla sua sposa austriaca Maria Antonietta, che amò moltissimo questo luogo di piacere e svago, giardino compreso. Il re doveva essere un grande romantico, mettiamola così: le consegnò la chiave ornando il nastro portachiavi con ben 530 diamanti! Non è che so a memoria tutte queste cose, pettegolezzi compresi; no, sono andata a rileggermi un po’ di storie in merito per poter dare la notizia che ora il Petit Trianon entra in restauro, in modo da diventare un museo più funzionale alla visita. I francesi in queste cose sono maestri, e non da ora (qualche volta, come per la Gare d’Orsay e il Beaubourg a Parigi, con il contributo di grandi architetti italiani). Chissà se nei lavori è previsto anche un intervento sul giardino. Entratane in possesso, Maria Antonietta fece subito costruire un giardino anglo-cinese e per guadagnare spazio ordinò a cuor leggero di distruggere le serre botaniche in cui Luigi XV aveva fatto pratica di piante. Peccato che la regina difettasse di una certa sensibilità, e d’altra parte il suggerimento dell’anedottica, che al popolo senza pane si potevano dare brioches, dice qualcosa in merito.
Sta di fatto che se c’è un ricco giardino attorno al Petit Trianon lo dobbiamo a lei. Tra il 1776 e il 1783 (ne mancavano non molti al suo transito sotto la ghigliottina), Maria Antonietta fece i capricci, volle un tempio dell’amore su un isolotto tra i canali, un teatro, un belvedere per far musica e, in omaggio ad una concezione tutto sommato nobilmente campagnola, chiese e ottenne la costruzione dell’Hameau, un villaggio tradizionale con mulino, fattoria e cose simili che soddisfacevano una moda bucolica del Settecento. Insomma, tutto per dire che bisogna cominciare a segnare nel carnet delle future visite quella, a restauri ultimati, del Petit Trianon. Che, salvo smentita, rimane comunque aperto anche se in restauro, tutti i giorni con orario 12-18,30, un’ora in meno d’inverno.
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Restauri da fare: le Petit Trianon
Postato in Attualità del verde, Giardini e Cultura, Giardini storici e Istituzioni botaniche, Invito alla visita, tagged giardino anglo-cinese, Hameau, Maria Antonietta, Petit Trianon, serre botaniche, Versailles il giorno martedì 31 luglio 2007 | Lascia un commento »


