Dallo scorso fine settimana, il libro ‘Rose e lavoro’ presentato a Franciacorta in Fiore a Cazzago San Martino da uno degli autori, Cristiano Calvi. Storia delle rose che vendono i nostri fiorai, prodotte a 8.000 chilometri di distanza dal nostro Paese, in Kenia a 150 km da Nairobi attorno al lago Naivasha (www.cdca.it/spip.php?article238). Dietro boccioli perfetti di rosa non storie gentili e competenze botanico agronomiche, che sono in mano a multinazionali, ma storie di veleni e
inquinanti nell’ambiente, di sfruttamento, di danni alla salute della manodopera locale. Lavorano in 60.000 per un euro al giorno. A questi sono da aggiungere i 40.000 addetti alla floricoltura dell’Equador, i 94.000 della Colombia, i 25.000 dell’Etiopia. Ma insomma, bisognerà tornarci su prima che finisca il mese delle rose. Intanto si può leggere il libro, in vendita nei negozi del commercio equo e solidale a 10 euro, in appoggio alla sacrosanta campagna Fiori e Diritti.
Oggi, 19 maqgio, alle 14,30 avrei voluto essere a Brescia ad ascoltare un concerto nel giardino di via Odorici tenuto da giovanissimi violoncellisti bresciani “per sollecitare l’Amministrazione comunale e sensibilizzare i cittadini sull’urgenza di quegli interventi di messa in sicurezza e di riqualificazione che da mesi richiedono, nel giardino di via Odorici, gli abitanti del quartiere del Carmine”. Come mi piace, anche se è già avvenuto, parlare di chi chiama i ragazzi della scuola di musica a tenere un concertino sotto gli alberi che i cittadini hanno protetto dalla scure pubblica. A soccombere dovevano essere 38 grandi olmi, oltrettutto con il costo esorbitante di 1 milione e 600.000 euro. Oggi questi alberi “si presentano verdi e ridenti e rigogliosi” dice il comunicato stampa che ho ricevuto da Italia Nostra, che aggiunge: “da mesi però è sempre più inquietante il silenzio del Comune, che non sembra intenzionato ad intervenire nemmeno con le opere indispensabili a rendere agibile e godibile all’uso pubblico il prezioso boschetto del quartiere del Carmine”.
Questo sabato anche Grado, provincia di Gorizia, avrà la sua mostra di giardinaggio, “Fiori e profumi tra cielo e mare”. Le info sono qui. Da segnalare il convegno “Verde urbano con una gestione ecosostenibile per migliorare la qualità della vita”. I nomi dei relatori mi dicono che c’è l’intervento di tecnici e direttori del verde pubblico del Nord Est, dove il verde urbano sembra avere qualche diritto in più che altrove. Leggo che ci sarà anche Gildo Spagnolli, mitico ex direttore del verde pubblico di Bolzano: un’istituzione che bisognerebbe clonare.
Domenica 22 maggio a Bassano del Grappa nell’ambito della manifestazione Rose in Villa a
villa Giusti del Giardino verranno assegnate le “Cesoie d’oro” al migliore giardino tra i sedici che da un mese abbelliscono la città. Ho avuto l’onore di essere chiamata a partecipare alla giuria tecnica i primi giorni di allestimento in aprile, ma avrei potuto dire la mia anche come semplice visitatrice, in quanto tutti hanno potuto partecipare alla giuria popolare. Da un mese conservo il silenzio sul verdetto, e così faccio ancora adesso. Ne parlerò dopo la premiazione, se non altro per dire che ci sono tanti modi di costruire un giardino effimero e di interpretare il luogo che lo ospita. Se siete da quelle parti, andateci. La città è affascinante, alcune soluzioni di verde molto belle, il ponte degli alpini sul Brenta fa sempre sognare e poi da lì, affacciandosi, si vede in pieno rigoglio primaverile un bel giardino a terrazze disegnato da Pietro Porcinai, di cui lascio qui una foto.






