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Posts contrassegnato dai tag ‘Villa Pisani’

Fortunato week end, sia dal punto di vista climatico (un bel sole limpido per gratificare la visita) sia paesaggistico, storico, non ultimo botanico. Villa Pisani a Stra e la sua manifestazione nel boschetto dirimpetto a quello del labirinto. Chiederò per le prossime edizioni l’obbligo di raccontare ai visitatori, con funzione propedeutica, chi erano i Pisani e che cosa si è fatto in quel giardino prima che anche a noi comuni mortali d’epoca tardo democratica venisse concesso l’accesso. E chiederò che dal prossimo anno diventi un “religioso appuntamento notturno al santuario” la cena che è stata offerta dall’organizzazione il venerdì sera davanti alle scuderie, con vista sull’immenso parterre, sullo specchio d’acqua che lo percorre e sulla facciata posteriore della villa, con la luce del giorno che a poco a poco se ne andava lasciandomi addosso un’emozione struggente. In un luogo così, e con la collaborazione della direzione del giardino, si può fare di più, ma non sto a dire quanto sia importante che qualcuno abbia avuto voglia di cominciare. Ho fatto anche un incontro curioso: ho visto in mostra le zucche “figlie” delle mie dello scorso anno, coltivate da un signore della Lucchesia che aveva avuto da me i semi.

Passare dalla storia degli ultimi trecento o quattrocento anni alla storia recente è stato un bel salto. Sulla strada di ritorno il sabato pomeriggio sono andata a vedere che cosa stava succedendo a Seveso alla prima edizione di Seveso in fiore, nel Bosco delle querce che ha preso il posto di un intero quartiere contaminato dalla diossina fuoriuscita dalla fabbrica dell’Icmesa. Io ricordo quel 10 luglio 1976 e mi fa un certo effetto vedere adesso che non ci sono più fabbriche, case e vie, ma al loro posto un immenso bosco di 44 ettari. E’ la natura che corre in aiuto all’uomo, stende un pietoso velo verde sugli errori, in una Brianza con una densità di popolazione e di attività industriali di certo tra le più alte d’Italia e d’Europa. E dentro al bosco che ha seppellito una brutta pagina di storia (alla mia generazione ha insegnato che cos’è l’ecologia) adesso si mettono in mostra le piante da giardino per chi pratica un giardinaggio di qualità. Hanno esposto vivaisti come Didier Berruyer, Dino Pellizzaro, Gerard Weiner, collezionisti come Maurizio Vecchia, istituzioni come la Scuola di Minoprio, tutti convinti della bontà dell’iniziativa dall’organizzatore, il collezionista Luciano Lanzani. Sia a Stra sia a Seveso ho visto le rose, le annuali e le acquatiche in piena forma, le prime fioriture delle perenni autunnali, non poche piante rare e inusuali. Io ho registrato l’araliacea Cussonia natalensis, albero sudafricano rustico dalle belle foglie stellate, un po’ simili a quelle degli aceri e del liquidambar. Appartiene ad un genere di 20 specie distribuite in Africa e Madagascar. Proposta da Pellizzaro, pare sia una pianta molto esigente circa il drenaggio, per il resto generosa e con una corteccia decorativa, che invecchiando diventa suberosa e si sfalda. Andando a cercare notizie su internet ho trovato che viene studiata per una sostanza con proprietà antiulcera contenuta nelle foglie. Chiamata rock cabbage tree, attende estimatori in Italia. Per vedere l’albero adulto, che raggiunge 10 m di altezza, una foto si trova in questo sito.

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La foto della testata del blog dal 9 settembre 2010
Villa Pisani di Stra e Horti Venetiani
Incapace di starmene con le mani in mano (come per altro ogni tanto vorrei), mi rifaccio di mesi di lavoro senza sosta e senza estate programmando in questi giorni la visita alle manifestazioni di giardinaggio autunnali qui e là in giro per l’Italia. Sicché sabato sarò a Villa Nazionale Pisani a Stra (Ve) per la prima edizione di Horti Venetiani. Un luogo bellissimo, Villa Pisani, di quelli in cui il genius loci parla una lingua raffinatissima che è musica e storia.
Ho deciso di dedicare la testata del blog almeno per un breve scorcio di settembre a questo luogo, fotografato qualche anno fa in una quieta domenica di inizio estate, non solo in previsione della manifestazione, ma anche per ricordare quanto è ampio e multiforme il patrimonio di arte e giardini di proprietà pubblica (cioé anche nostro) e quanto i grandi giardini potrebbero trarre vantaggio, in termini di promozione e valorizzazione, dalle manifestazioni di giardinaggio. Horti Venetiani si annuncia con un’ottantina di espositori nel boschetto del giardino all’inglese, con ingresso dal cancello del Belvedere. Oltre alla mostra mercato di piante,  antiquariato e artigianato da giardino della tradizione veneta, sono previsti allestimenti di composizioni floreali in stile Settecento, una mostra di pittura, laboratori di manualità, uno spettacolo per bambini nel folto del boschetto, lezioni di giardinaggio e la possibilità di visite guidate nei giardini della Riviera del Brenta. Soprattutto, un’occasione per visitare il grande giardino di Villa Nazionale Pisani, con il suo labirinto, le sue serre, i suoi viali e le sue statue, i suoi alberi, le sue atmosfere: a mio parere, uno dei giardini storici italiani più interessanti e uno di quelli attualmente più bisognosi del supporto di visitatori e gestori, dopo il fortunale che il 22 luglio scorso ha abbattuto alcuni dei suoi grandi alberi. Per saperne di più della mostra c’è questo sito, per conoscere meglio Villa Pisani qualche notizia qui.

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La foto della testata del blog dal 17 gennaio 2009
La dimensione ludica in giardino

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Ragionavo tra me e me sulle malinconie dell’inverno quando, come ora, da oltre un mese non si vedono la terra, i sentieri, le piante di taglia ridotta. E per differenza ho pensato alla dimensione ludica del giardino, come la intendiamo oggi e come era intesa nel passato. Bomarzo con i suoi mostri, i giardini cinquecenteschi romani con le loro macchine idrauliche, e così Versailles, il vulcano di Worlitz, il labirinto di Villa Pisani. E poi il giardino Barbarigo Pizzoni Ardemani: il mio pensiero conduce spesso a Valsanzibio, per me un po’ la summa di che cos’è un giardino. L’opera di restauro che Fabio Pizzoni Ardemani ha perseguito con tanta passione è servita anche a riportare in funzione i giochi d’acqua con cui scherzavano i signori d’antan, ingenuo divertimento  pur nel contesto rigoroso e ascetico di questo giardino. Lo scherzo d’acqua della foto investe la breve scalinata che conduce al piazzale della fontana dell’Estasi antistante la villa, altri sono dislocati lungo il Gran Viale. valsanzibio-giochi-dacquaAttendono  visitatori ancora capaci di comprendere che anche attraverso la dimensione ludica si realizzava il cammino salvifico con cui i Barbarigo ringraziarono di essere scampati alla peste del 1630.

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libro-valsanzibio-di-loris-fontanaDocumentandomi per scrivere di Valsanzibio, ho riletto una nota interessante a pagina 155 del libro di Loris Fontana (“Valsanzibio”, Bertoncello Artigrafiche, Cittadella 1990. Temo però sia esaurito).  Scrive l’ex sovrintendente di Venezia: “Vi era un mercato molto vivace di limoni che venivano venduti in tutta l’Europa del centro nord, e persino a Mosca. I Pisani di Stra con il ricavato della vendita dei limoni pagavano le spese per l’ordinaria manutenzione della villa e del giardino.”  Certo che gli scenari rispetto ai primi decenni del Settecento sono non poco cambiati. Restano i limoni per bellezza e non da reddito: a Marlia i vasi sono ancora duecento, a Villa Pisani sono meno numerosi ma più grandi e più vecchi. A Valsanzibio non credo di averne visti più, c’erano sul Gran Viale, e non mi mancano.

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