Da molti anni, due volte all’anno, propongo diversi temi per le pagine del verde del magazine semestrale MR Characters e l’amministratore della Marina Rinaldi, l’appassionatissimo di giardinaggio signor Guido Rami, sceglie personalmente l’argomento per quel numero. Da tempo parlo su un numero di piante e fiori e sull’altro di un giardino voluto e/o governato da una donna (il magazine, essendo house organ di un’azienda di abbigliamento femminile, è rivolto all’altra metà del cielo). Ieri ho inviato le proposte per l’argomento giardini del prossimo numero che verrà pubblicato e, rileggendo velocemente per ovviare ad eventuali refusi, mi sono scoperta a pensare che lo stile telegrafico talvolta è più interessante di un racconto perché stimola la curiosità. Ecco i miei tre argomenti in stile flash, in attesa di conoscere la loro scelta, che dovrò trasformare in racconto.
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Qualche giardino in sintesi
Postato in Giardini storici e Istituzioni botaniche, tagged Villa Arvedi, Villa Boccanegra, Villa Grabau, Villa Novare Bertani, Villa Olivi Bonvisi, Villa Reale di Marlia il giorno martedì 9 settembre 2008 | Lascia un commento »
A proposito di far rendere un grande giardino: Villa Pisani
Postato in Giardini storici e Istituzioni botaniche, Libri Oggetti Prodotti, Pensieri verdi, tagged limoni, Valsanzibio, Villa Pisani, Villa Reale di Marlia il giorno martedì 27 novembre 2007 | Lascia un commento »
Documentandomi per scrivere di Valsanzibio, ho riletto una nota interessante a pagina 155 del libro di Loris Fontana (“Valsanzibio”, Bertoncello Artigrafiche, Cittadella 1990. Temo però sia esaurito). Scrive l’ex sovrintendente di Venezia: “Vi era un mercato molto vivace di limoni che venivano venduti in tutta l’Europa del centro nord, e persino a Mosca. I Pisani di Stra con il ricavato della vendita dei limoni pagavano le spese per l’ordinaria manutenzione della villa e del giardino.” Certo che gli scenari rispetto ai primi decenni del Settecento sono non poco cambiati. Restano i limoni per bellezza e non da reddito: a Marlia i vasi sono ancora duecento, a Villa Pisani sono meno numerosi ma più grandi e più vecchi. A Valsanzibio non credo di averne visti più, c’erano sul Gran Viale, e non mi mancano.
Un futuro per Marlia
Postato in Giardini storici e Istituzioni botaniche, Invito alla visita, Persone, tagged Boboli, Giardino Spagnolo della Villa Reale di Marlia, Letizia e Camilla Pecci-Blunt, Villa Reale di Marlia il giorno martedì 27 novembre 2007 | Lascia un commento »
All’inizio del pomeriggio ho ricevuto una telefonata ben informata: pare che la Villa Reale di Marlia sia in vendita, dopo la morte l’estate scorsa di Letizia e Camilla Pecci-Blunt. Chi ha ereditato la proprietà sembra interessato a disfarsene alla svelta perché la villa con il suo giardino è un impegno che non restituisce denaro. Marlia non si presta ad essere una impresa: è solo un regno di bellezza che chiede continuità e qualche soldo speso ogni anno. Così viene venduta e magari, come investimento che non si deprezza nel tempo, trova tra i possibili acquirenti aziende immobiliari e banche. Anche straniere.
Ma sì, è così che vanno le cose. In un servizio che ho scritto qualche anno fa dicevo: “Marlia ha l’incanto dei progetti di largo respiro che riservano una magia diversa dietro ad ogni angolo e l’intensità dei luoghi in cui, anche se non se ne sa niente di arte dei giardini, si coglie lieve e fruibile la stratificazione della storia e l’abilità nella conservazione da parte dei giardinieri. Sono 19 ettari di terreno a meno di 10 km a nord di Lucca sulla strada per l’Abetone, dove in epoca longobarda ebbero la casa di villeggiatura i duchi di Tuscia, sin dal Rinascimento gli arcivescovi di Lucca, nel periodo barocco ricche famiglie lucchesi, nell’Ottocento regnanti e nobili di diversa nazionalità e infine, dal secondo decennio del Novecento, i conti Pecci-Blunt”.
Negli anni Cinquanta c’erano ancora 35 giardinieri, molti dei quali abitavano nelle case dentro al giardino e allevavano figli che a loro volta avrebbero fatto i giardinieri a Marlia. Di generazione in generazione venivano tramandati segreti, modi di lavoro, raffinatezze stilistiche, ritmi con le lune e con il calendario, tic professionali. Si producevano sul posto ad ogni stagione 8.000 piantine di annuali, si riproducevano i limoni, si legavano i tassi di quel portentoso teatro di verzura che ha quattrocento anni, si piantavano dalie per rallegrare la padrona di casa, lantane bianche e gialle, hibiscus, ageratum e coleus per colorare i giorni di vacanza degli ospiti illustri, si facevano i trattamenti agli euonimi del giardino spagnolo, che io adoro: a mio parere il Giardino Spagnolo della Villa Reale di Marlia è uno degli spazi meglio scanditi nella storia dei giardini. Poi i giardinieri sono rimasti quattro e hanno proseguito come potevano. Ma è gente onesta e ambiziosa, che si aspetta un “bravo” se ciò che ha fatto piace. Uno di questi, Piero, all’epoca in cui lo incontrai io lavorava a Marlia da 49 anni e aveva il volto che si illuminava, quando raccontava che Letizia Pecci-Blunt, soggiornando a Marlia d’estate, lo chiamava ancora Pierino come mezzo secolo prima: “Pierino, dammi la mano che andiamo a vedere i fiori”. Di certo quei quattro sopravvissuti di un battaglione decimato nella guerra per la redditività di questi tempi lavorano il triplo che nei giardini di Stato, ammesso che a Boboli, per citarne uno, ci siano ancora giardinieri interni. La volta in cui, nell’ambito di una serie di servizi sui grandi giardini visti con gli occhi di chi ci lavora dentro, mi sono interessata per parlare con i giardinieri di Boboli, è stato un dramma. Ho perso due intere mattinate al telefono a rincorrere qualcuno che mi dicesse, in una delle tre sovrintendenze fiorentine interpellate, e che si rimbalzavano mansioni e doveri: “Sono io il responsabile dei giardinieri”. Invece fu una farsa e io rinunciai, anche perché una donna delle pulizie, venuta a rispondere al telefono (a mezzogiorno in punto in una delle sovrintendenze non c’era più nessuno) mi disse di mettermi il cuore in pace: “Io attraverso Boboli quasi ogni giorno ma di giardinieri non ne vedo da anni. Qualche volta ci vedo gli operai di una ditta esterna dove lavora anche mio marito. Ma non sono giardinieri, mi capisce?, sono operai per fare i lavori pesanti, per la sicurezza perché se cade un albero sulla testa di un visitatore è un guaio…”
Io spero che Marlia resti in mani private e con una gestione illuminata. Almeno in ricordo dei Pecci-Blunt che se ne fecero carico, nel 1918 alla morte di un disgraziatissimo figlio di principe, per evitare lo smembramento, la vendita dei mobili e degli alberi del giardino (come legna da ardere, naturalmente). Serviva denaro per pagare i suoi debiti di gioco, e i Pecci-Blunt investirono sulla redenzione.
Stime turistiche
Postato in Attualità del verde, Giardini storici e Istituzioni botaniche, Invito alla visita, tagged Villa Grabau, Villa Oliva Buonvisi, Villa Reale di Marlia il giorno martedì 31 luglio 2007 | Lascia un commento »
Arrivano le prime stime sul flusso di stranieri in Italia durante questa estate. Salgono del 15 per cento i visitatori, reggono bene le percentuali di americani nonostante il dollaro debole sconsigli le traversate per diporto verso il Vecchio Continente e si affaccia un nuovo popolo di estimatori del Belpaese. Sorpresa: dobbiamo abituarci ad accontentare i gusti di russi, cinesi e indiani, i visitatori che nel 2007 consentono di mantenere alte le percentuali del nostro turismo. E se, oltre che a offrire pacchetti tutto compreso di mare, montagne, terme, musei, buoni cibi, shopping modaiolo negli outlets, offrissimo anche giardini? Ce ne sono tanti e belli anche al mare (come insegna la nuova iniziativa della Regione Liguria “Un mare di giardini”), ce ne sono ancora di più nelle città d’arte come Firenze e Roma. Poi ce ne sono alcuni un po’ fuori rotta ma non troppo che, con le parole chiave giuste, farebbero venire l’appetito a chiunque, arrivando da un’altra civiltà, volesse davvero vedere come è fatta la nostra. A caso: i giardini di Villa Oliva Buonvisi, Villa Grabau e Villa Reale di Marlia: si vedono in un giorno tutti e tre, si va a piedi da uno all’altro, come intermezzo magari salendo all’ora di pranzo a una certa trattoria lì nei pressi che offre una sapida cucina lucchese e finendo con un aperitivo dalle parti del Giardino Spagnolo di Marlia. Cito questo perché io vorrei per me un fine giornata del genere: vino bianco gelato, nell’aria una musica barocca appena percettibile e quella prospettiva d’inizio Novecento che mi piace tanto. Ma i tour operators se preferiscono possono progettare di concludere la visita e una calda giornata di agosto con un martini dalle parti della limonaia di Villa Grabau o con un analcolico sotto il loggiato cinquecentesco di Villa Oliva.





