È morto ieri l’altro a 84 anni Giannino Marzotto, proprietario di Villa Trissino Marzotto. L’ho conosciuto in qualche occasione di visita personale o di festa del giardino, una volta sono stata anche nella sua casa “privata”, un appartamento quasi frugale ricavato in un angolo di una grande cascina ai margini del nucleo urbano. E la simpatia istintiva mi sembra trasparisse da tutto, dall’originalità, dall’affabilità nel voler sapere chi erano i suoi interlocutori e in che cosa potevano interlocuire con lui, dal non fregarsene niente del titolo di conte né della vita alto borghese. Si era animato tra gli alberi del suo parco e ai piedi della “Villa Bruciata”, poi aprendo le porte del garage in cui conservava cimeli delle sue corse sportive, infine sedendosi in salotto aveva evocato il piacere supremo del cibo scelto, cucinato e gustato con stile. Se io ho saputo della sua morte è solo perché decine e decine di persone sono venute nel mio blog a cercare notizie
sulla persona e sulla sua villa-castello. Proverò a ricordarlo mentre, voltando la schiena a quella struggente “villa bruciata” e appoggiandosi alla balaustrata che si affaccia sulla peschiera sottostante mi chiedeva: “Secondo lei, questo è un parco interessante dal punto di vista botanico?”. Penso ancora ciò che in quell’occasione gli risposi: non abbastanza per considerarlo un orto botanico, ma abbastanza per viverlo come indispensabile controvoce alle architetture. Il massimo esempio è nel connubbio forte della villa bruciata lasciata alle intemperie, con un tetto di edera a proteggere la memoria settecentesca del luogo.
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Ricordando Giannino Marzotto
Postato in Attualità del verde, Persone, tagged Giannino Marzotto, villa Trissino Marzotto il giorno mercoledì 18 luglio 2012 | Lascia un commento »
Una foto una storia (dal 19 giugno 2011)
Postato in Giardini storici e Istituzioni botaniche, Invito alla visita, tagged lavanda, Marinali, statue del Marinali, villa Trissino Marzotto il giorno domenica 19 giugno 2011 | Lascia un commento »
La foto della testata del blog dal 19 giugno 2011
La pescaia e la lavanda
Dopo oltre tre settimane di maltempo, stanotte si è alzato il vento di fhoen che ha spazzato le nuvole (e, nella sua violenza, spezzato molti rami delle mie ortensie). E allora oggi, per quanto giorno di festa, si dà aria alla casa, si fanno i bucati arretrati che nei giorni scorsi non sarebbero asciugati, si rastrellano le foglie che ingombrano il boccone di prato dietro casa. E, per quanto presa dalla dimensione domestica di una domenica di sole interlocutoria, inseguivo il filo dei miei pensieri di piante e giardini quando mi sono ricordata di una scena soave, vissuta qualche anno fa a Villa Trissino Marzotto a Trissino (Vi) in un giorno di giugno come ora. La danza delle statue del Marinali che mi piacciono tanto, la trasparenza dell’acqua nella pescaia ottagonale, il violetto delle lavande in fiore: una
scena di leggerezza degna del barocco più capriccioso e colto, nobile e godereccio. Lascio qui una foto sperando che sia di stimolo per qualcuno ad andarci di persona nel corso dell’estate e aggiungo un appunto per chi vuole visitare il parco informato. Il sito della villa è www.villatrissinomarzotto.it, io ne ho parlato qui nel blog anni fa a questo indirizzo.
Dove vorrei essere stasera: tra le statue del Marinali
Postato in Giardini e Cultura, Giardini storici e Istituzioni botaniche, tagged Orazio Marinali, Villa Peyron al Bosco di Fontelucente, villa Trento da Schio, villa Trissino Marzotto il giorno lunedì 27 agosto 2007 | Lascia un commento »
Ci ho preso gusto, mi sembra un esercizio per non perdere i contatti con i luoghi che amo sino a quando me ne starò qui a casa, cioè ancora non più di qualche giorno, ovvero sino a quando si sarà compiuto l’ultimo rientro di massa dalle vacanze. Tutti i pomeriggi, come adesso, mi chiedo: dove vorrei essere stasera? Sarà che sono sensibilissima al fascino dei giardini all’ora del tramonto, a quelle luci leggere e calde che disegnano i contorni di siepi, petali, acciottolati, statue e balaustre. Sta di fatto che oggi, per esempio, vorrei ritrovarmi sul fare della sera in uno dei giardini veneti con tutte quelle statue del Marinali, che so, villa Trissino Marzotto oppure villa Trento da Schio a Costozza di Longare. Credo ne sarebbe felice il proprietario di quest’ultima e mi offrirebbe volentieri un bicchiere del vino che produce e conserva nella cantina in grotta. A proposito di statue del Marinali. Oltre a quelle in Veneto (un’enormità: Orazio Marinali doveva avere una bottega che pullulava di collaboratori) ce ne sono alcune a Villa Peyron al Bosco di Fontelucente. Che cosa ci fanno a Fiesole? Hanno rimpiazzato altre statue andate distrutte durante l’ultima guerra. Certo è che quando nel cortile di Villa Peyron mi sono voltata e ho notato una signora che mi guardava fissa dall’alto ho pensato: “Ohibò, sembra sorella di quelle che vedo nei giardini veneti!” ma zitta zitta, per precauzione prima di fare la solita figura dell’incompetente che vuol dire la sua, ho evitato di farne parola. Salvo sentire raccontare un momento dopo dal mio accompagnatore che quella statua proveniva dalla Riviera del Brenta ed era opera del Marinali. Non vi dico come mi sono sentita acuta e addentro alla materia. Non ve lo dico ora, forse però la prossima volta. Tanto perché sia aggancio per parlare di questo curioso giardino fiesolano.















