Cella Monte, piccolo paese che ama le piante

cella-monte-targa-entente-floraleMi viene il dubbio che le cose migliori dell’Italia dei giardini succedano in provincia. Avvengono senza battere la grancassa, per un piacere quasi segreto e in controtendenza con i diktat delle mode. Un esempio, tanto per farmi capire: Cella Monte, paesino del Piemonte, tra le colline di vigneti del Monferrato. Non riesce a raggiungere 600 abitanti, ma lo scorso anno ha vinto il secondo premio come paese più fiorito d’Europa, dico d’Europa, non della provincia di Alessandria o del Nord Italia. Sono stata a Cella Monte nei giorni di giugno in cui si svolge la manifestazione e i ragazzi della pro loco mi hanno mostrato con orgoglio la targa dell’Entente Florale murata all’inizio della strada principale. Il Comune mette a disposizione le piante e i fiori stagionali, la gente addobba e allestisce, chi bene, chi male, ma accettando critiche e commenti e meditando di dare di più l’anno seguente. Il tema di quest’anno era il sogno. Alcune ragazzine dodicenni, o forse più giovani ancora, hanno chiesto l’uso di un angolo della strada e hanno cella-monte-letto-con-petunie-e-scendiletto-di-foglieincorniciato di fiori le icone cella-monte-giardino-ragazzinedell’adolescenza, certi idoli bellocci e acerbi che si chiamano per esempio Scamarcio. Su tutto campeggiava la scritta “Questi sì che sono sogni!”. Petunie e tagete c’entravano poco o niente con manifesti e ritagli di giornale, ma intanto le ragazzine ci hanno provato e sembravano molto soddisfatte dei risultati.
Mettersi alla prova è sempre e comunque un buon modo di avvicinarsi al mondo delle piante, di crescere e di far crescere la comunità cui si appartiene. Il presente messaggio vale come ringraziamento ai comuni italiani che organizzano concorsi di balconi fioriti e come invito ai signori sindaci che non ci hanno mai pensato, ma che del messaggio hanno capito il senso.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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