Martedì al giardino Bardini, ieri a Palazzo Parisio

E’ pieno agosto e l’unico posto in cui penso si possa stare con vantaggio e piacere è la propria casa, se è in montagna, frequentata da amici e un po’ defilata dalle rotte vacanziere di massa, come è la mia. E tuttavia da qualche sera faccio uno strano esercizio: mi chiedo dove vorrei essere, se una bacchetta magica potesse trasferirmi a mio piacimento, niente code e autostrade e, dopo l’aperitivo o una soirée culturale, mi riportasse a casa. Martedì scorso avrei voluto trovarmi al giardino Bardini di Firenze all’ora del tramonto, a sorseggiare un pernod affacciata sulla città da quella ariosa terrazza panoramica. Ho visto il giardino arrivando a piedi da Boboli attraverso ripide stradine antiche che altrimenti non avrei mai scoperto, e mi è piaciuto molto. Ma vorrei rivederlo perché allora non era ancora terminato il restauro della villa, dove mi pare che adesso ci sia una mostra interessante, con le installazioni dell’artista Michele Dantini che indaga sul rapporto tra uomo e natura.
Ieri sera invece qualcuno mi ha nominato Malta e io ho desiderato di essere nel giardino di Palazzo Parisio a Naxxar. Certamente per il giardino, di cui parlerò una delle prossime volte, ma anche per la compagnia deliziosa della proprietaria Christiane Ramsey Scicluna e di sua figlia Justine e per quell’atmosfera sospesa tra colori e aromi esotici, affabilità, meringhe d’autore, scaloni marmorei, tensione di una scommessa e, dietro al muro, implacabile credo ad ogni ora, lo sparo di un cannone in direzione del mare. Quasi un simbolo tra ciò che dà in termini di pace e benessere un giardino e le battaglie contemporanee che stanno fuori dalle sue mura. Mentre aspetto di sapere dove mai vorrò essere stasera (dopo un giorno di pioggia  l’aria si è raffreddata: potrei forse desiderare una meta calda), da questa postazione giardinieristica affido alla rete un saluto per Christiane e per la sua famiglia, con preghiera che si godano loro per me un aperitivo nel dehors del Marquis’s Coffee, sotto la grande araucaria verso le 20,30 e con l’ultimo sole che accarezza le siepi del giardino all’italiana e le buganvillee ‘Rosenka’ sulla serra. Salut! Lunga vita ai giardini.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

2 thoughts on “Martedì al giardino Bardini, ieri a Palazzo Parisio

  1. E brava Mimma, mi hai fatto venire proprio nostalgia di quel bel giardino a Malta. Me lo sono studiato a lungo e poi fotografato, come ben sai, visto che ne è uscito un servizio corredato dal tuo bel racconto e pubblicato su Gardenia. Concordo pienamente nel riconoscere la deliziosa compagnia di Christiane e Justine e della loro gentile ospitalità. Ci siamo stati in momenti diversi ma ne abbiamo entrambi tratto piacevoli sensazioni, tanto da desiderare di riviverle con la fantasia. Chissà, forse un giorno ci ritroveremo a sorseggiare quell’aperitivo tutti insieme sotto quella araucaria.
    Daniele

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    1. Caro Daniele, oggi piove e diluvia e io penso al giardino mediterraneo di Palazzo Parisio come ad una meta paradisiaca. Sognare non fa male, se si è coscienti che è un sogno. Al momento. Prima o poi quell’aperitivo sotto l’araucaria ce lo facciamo o magari ci facciamo preparare le meringhe da madame Christiane, speciali per noi.

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