Una considerazione partendo dalle mie betulle

L’altra sera i miei invitati a cena, invece di scontati cioccolatini, mi hanno portato in regalo una meravigliosa Betula jacquemontii alta oltre 4 metri e a tre tronchi.  Sapevano della mia intenzione di collezionare betulle lungo una riva scoscesa in fondo alla mia proprietà. Possiedo per esempio Betula nana, un arbustino a foglie piccolissime e tonde, e B. pendula ‘Karaca’ , cultivar ungherese della comune betulla spontanea in Italia, ma a portamento arbustivo piangente e e foglie finemente laciniate d’un verde chiaro strano. Dallo scorso inverno è già a dimora anche B. pendula ‘Royal Frost’, che ha le foglie di un drammatico porpora nero. Ebbene, dico io, lo spazio da me è limitato e, dopo quelle che ho elencato, di betulle ce ne staranno al massimo altre quattro o cinque, a meno che io non decida di darmi ai bonsai (non li amo molto fuori dal loro contesto orientale). In tanti grandi giardini, invece, le collezioni potrebbero  tendere all’infinito e in più dare lustro al luogo e fungere da richiamo per i visitatori, anche e forse soprattutto stranieri. E lasciamo perdere per il momento la giusta rivendicazione delle collezioni nazionali appoggiate dallo Stato, come hanno in Francia e in Inghilterra da parecchio tempo. Non so quanto ci vorrà ancora perché il nostro ministro dei Beni Culturali si accorga che anche una collezione di piante rappresenta un bene e una risorsa nel patrimonio nazionale. Avendo difficoltà a raggiungere Rutelli, lo dico a voi, ma che peccato non poter cercare di convincere lui a sposare l’idea.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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