Animali e giardino: una convivenza possibile?

La storia più o meno è questa. Giocando con ironico impegno alla signora di campagna, per un periodo ho allevato conigli, meravigliose creature candide della razza ‘Bianco della Nuova Zelanda’. Un inverno una femmina che aveva partorito da poche settimane pensò bene di morire per una malattia respiratoria, lasciandomi in eredità otto minuscoli coniglietti vestiti di bambagia, che fui costretta ad allevare e nutrire a  mano in casa, data la stagione. Uno alla volta seguirono la madre a causa dello stesso male. Tutti, esclusa una femmina: la chiamai Bianca e divenne il gatto di casa. Quell’estate mio marito ed io uscivamo in giardino per far colazione e la coniglietta, che nel frattempo si era abituata a stare fuori relativamente libera e rispettosa del mio regno, tutte le mattine arrivava veloce a sedersi sulla panca e consumava la colazione con noi e come noi: a biscotti e latte. Per quanto silenziosa come tutti i rappresentanti della sua specie, Bianca teneva conversazione a tavola con lo sguardo e quel ricordo ancora mi riempie di tenerezza. Da un mese c’è un gatto tigrato che compare in giardino e, senza miagolare, senza imporsi in alcun modo, e con lo stesso sguardo che aveva la mia coniglietta, mi osserva tranquillo, poi si accomoda su una poltrona per schiacciare un pisolino e prima di andarsene si serve della terra sotto le mie ortensie per la toilette, una volta qui e un’altra là. Cosa che mi manda in bestia; il ricordo di Bianca mi frena (che sia una sua reincarnazione?), altrimenti avrei già messo in atto la terapia suggerita da mio marito, che è più sbrigativo di me: respingerlo a forza di getti d’acqua, notoriamente per nulla gradita ai gatti. Invece sto qui a prendere tempo, quella creatura nel frattempo mette piede e io dovrò poi vedermela con un intruso poco o punto compatibile con il giardino e con gli uccelli che vengono sin quasi sotto casa a fare il bagno e a bere nella coppa che tengo piena d’acqua fresca per loro. Ogni volta che vedo comparire quel gatto mi pongo la domanda: come è possibile gestire insieme piante e animali senza che le une o gli altri abbiano la meglio? Bianca era  pulitissima, aveva una sua toilette sotto un faggio ‘Roseomarginata’ del giardino e non lasciava mai tracce organiche altrove; avevo dovuto comunque scendere a compromessi, lasciandole scavare tre tane profonde, che erano il suo rifugio quando si sentiva in pericolo.
Se devo scegliere, io non ho dubbi: sono per i vegetali. Molti proprietari di giardino, invece, rispondono il contrario. Ma raramente ho visto un giardino in ordine se c’è, per esempio, un cane che può circolare in libertà. A meno di considerare il giardino solo una stanza d’uso della casa e non, come piace a me, l’espressione organizzata del proprio interesse per le piante e per l’arte di farle convivere in armonia.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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