Crisantemi di ricorrenza

Ieri io e mio marito siamo andati “a fiurì”, come si dice in questa valle di montagna, cioè a far fiorire le tombe dei morti. Come ogni anno la sera prima io ho tagliato tanti mazzi di bacche delle rose ‘Sea Foam’ che ricadono giù dal muro di pietra sotto il parcheggio. Quest’anno ha ancora parecchi mazzetti di fiori, sempre meno bianchi e sempre più rosei. Poi ho fatto incetta degli ultimi steli, ancora abbondanti, di Chrisanthemum parthenium, ho aggiunto qualche piccolo crisantemo bianco e mio marito ha portato a casa, tagliandoli nell’orto di un amico, altri crisantemi lilla e gialli. Ho ancora trovato boccioli della rosa ‘Iceberg’ e unito nel secchio qualche ramo di agrifoglio con le bacche e un po’ di tralci di edera. La sera abbiamo confezionato una ventina di mazzolini vaporosi e gentili: niente a che vedere con quei prepotenti crisantemi a palla, uno solo dei quali occupa lo spazio di un mio bouquet. E mentre ce ne stavamo in soggiorno armeggiando a togliere foglie, aggiungere bacche, legare steli e sistemare dettagli, il telegiornale RAI raccontava che in due giorni sono stati acquistati 200 milioni di crisantemi, un terzo della produzione complessiva in Italia di questo fiore. I cimiteri per me hanno uno strano fascino, ma in questo periodo sono osceno specchio dell’atteggiamento tutto italiano del voler ”apparire”, per di più in modo acritico, invece di “sentire”.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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