I giardini, per quanto marginali nella grande battaglia del mondo

Mi rendo conto che in questi giorni di ponti festivi e visite ai cimiteri sono più teorica del solito. Ho fatto tre discorsetti in campo lungo, e ne butto lì allora un quarto, promettendo di tornare al tono dell’informazione partecipativa al prossimo giro. Ho letto in apertura del D di Repubblica dell’altra settimana una serie di frasi interessanti dello psicanalista junghiano americano James Hillman e ho strappato la pagina per riporla in un faldone di materiale per pensare.
A proposito della necessità di essere collaborativi tra umani e coscienti dei mali del nostro tempo per trovare la via di vivere meglio, dice Hillman: “Credo sia importante concentrarsi su un problema alla volta, magari cominciando ad affrontarne soltanto una piccola parte. Questo metodo vale per tutto: che siano gli anziani, l’inquinamento, i migranti, gli alberi. Bisogna scegliere un tema che ci tocca profondamente. E poi bisogna agire, fare qualcosa per cambiare. … Ognuno di noi potrebbe occuparsi di quello che considera davvero importante, per quanto marginale sia nella grande battaglia del mondo…. Non bisogna parlare troppo. Parlare è inutile. Bisogna lottare, invece. E dedicarsi totalmente ad una causa. Unirsi a quanti provano le tue stesse emozioni, che condividono le tue idee. E cercare di produrre un cambiamento. Anche piccolo. Il mondo invia ogni giorno dei messaggi, positivi o negativi. Il nostro compito è rispondere. Ogni giorno.”
Quando ho letto, ho sentito sfrigolare qualcosa che sta tra le mie orecchie. Intanto perché è un bel discorso da applicare al mondo dei giardini. Poi perché mi arrogo il diritto di credere che la mia categoria professionale sia tra le poche che possa lottare… parlando. Terzo perché condivido l’idea di aggregarsi con chi ha lo stesso approccio alla vita e lo stesso modo di sentire. Ho nominato da poco Michela Pasquali, forse per questo la prima cosa che mi viene in mente in linea con lo stare insieme per cambiare un po’ il mondo è guerrilla garden. Quarto perché è bella la sensazione di rispondere, ogni giorno nessuno escluso, alla vita che manda segnali. Non so voi, ma a me manda segnali sul fronte piante e giardini con una frequenza impressionante, al punto che io non riesco a tener dietro alla vita e alla mia voglia di risponderle.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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