La neve di Karl-Dietrich Buhler

L’altra sera la danza dei fiocchi di neve si è fatta veloce, io ho pensato che l’indomani mattina sarebbe stato tutto bianco e che mi sarebbe piaciuto uscire presto per andare a fare qualche foto. E allora mi sono tornate alla mente certe foto piene di luce di un libro del fotografo tedesco Karl-Dietrich Buhler (Paesaggi meditati, Tormena Editore, Genova 1993). Ho cercato il volume sui ripiani della mia libreria e l’ho sfogliato a letto prima di spegnere la luce, e il sonno è giunto più dolce del solito. Foto di paesaggi e di giardini con un respiro simile non se ne fanno più. Non solo perché è finita l’epoca dell’Hasselblad e del grande formato quadrato, ma perché forse non si fanno più fotografi di paesaggi e giardini che sappiano che cosa vanno a fotografare, che siano addentro alle tematiche e alle problematiche, sicché guardano e restituiscono agli altri la visione più ariosa, succosa, intensa di un luogo. Buhler, che quest’anno compie settant’anni, sta a Genova dal 1990, dopo essere stato in gioventù redattore ad Amburgo di una rivista di giardini, poi fotografo in Svezia dal 1976. Dovrò acquistare anche un altro suo libro, “The scandinavian garden” (Frances Lincoln, Londra 2000, 30 sterline) perché mi aspetto le luci del Nord che si assommano alle sue. Un bell’artista, che a me mette la serenità addosso. Ho visto che il 21 gennaio, tra due settimane, terrà (come pare faccia tutti gli anni), un corso di fotografia in 10 lezioni intitolato “Reportage di paesaggio, città, ambiente”, a Genova in piazza Scuole Pie, due volte la settimana (per prenotazioni e informazioni: tel. e fax 010-2472041, oppure: 010-2470715 ore ufficio, e-mail kdbuehler@libero.it). Non so che cosa darei per frequentarlo, invece di stare qui avvitata alla scrivania.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

One thought on “La neve di Karl-Dietrich Buhler

  1. Dal 1995, in occasione di una mostra di fotografia a Genova, ho seguito l’organizzazione dei corsi fotografici di Karl-Dietrich Bühler sul paesaggio, e poi sul reportage e sul ritratto. L’entusiasmo che le sue lezioni suscitano è un vero piacere. Il secondo corso (sul reportage e sul ritratto) è nato proprio dalle loro richieste di continuare la strada insieme nella conoscenza della fotografia e della natura.
    Un corso sta per iniziare il 12 gennaio, iscrivitevi! Ne vale la pena, è un vero maestro!

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