Una pagella anche ai giardini

Nicolas Sarkozy, presidente della Repubblica Francese, se n’è appena uscito con un’idea che mi piace parecchio: la pagella trimestrale ai suoi ministri. La ministra della Cultura Christine Albanel verrà giudicata anche in base al numero di visitatori dei musei gratuiti e in base alla quota di mercato che avranno i film francesi. Ho pensato subito agli appalti vergognosamente gestiti al giardino della Reggia di Venaria Reale e al costo lo scorso autunno della festa con 5.000 persone invitate per l’inaugurazione dei restauri interni della Reggia. Cose da finire la carriera in ancor giovane età, se esistessero per i politici nostrani i voti severi delle pagelle di Stato, non solo quelli gratificanti delle urne. L’idea di monsieur le président è piaciuta anche a Franco Bassanini, noto politico esperto di burocrazie: “Mi sembra un atto di rottura dalla grande forza evocativa. E’ come dire: tutti, nessuno escluso, devono rispondere delle proprie performances, dal portantino di un ospedale al ministro della Sanità”.
Talvolta la mente gioca brutti scherzi. Perché, leggendo l’intervista di Bassanini a La Repubblica, le mie sinapsi hanno fatto contatto e hanno tradotto: dai giardinieri di Villa Hanbury al sovrintendente fiorentino che ha in carico il verde di Boboli (vorrei sapere di quale Sovrintendenza, per cominciare); dal bigliettaio del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera al direttore di Villa Lante a Bagnaia, dall’addetto alla torre centrale nel labirinto di Villa Pisani a Strà al responsabile del parco di Miramare a Trieste e al custode del Giardino inglese alla Reggia di Caserta. Poi ci vorrebbe una classe di merito (anche nella busta paga), per chi ha collaborato ad alzare il voto nella pagella del ministro. Io alcuni da medaglia, pagati con denaro pubblico per badare ai giardini di Stato, credo di conoscerli. Ma sono così pochi che a citarli metterei in imbarazzo tutti gli altri. Peccato cominciare l’anno sapendo che il nostro Bassanini offre consulenza in una commissione francese voluta da Sarkozy, invece che aiutare il proprio Paese a restituire dignità ad un formidabile patrimonio di giardini storici che “ai francesi ancora gli girano”, e vai con Paolo Conte, che noi in chisto paese do sole ci cantiamo sopra.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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