Sul declino dell’Italia

Non c’è rimasto più molto su cui puntare, in questa nazione così bella, così piena di storia e d’arte e così avvitata su se stessa a causa di burocrazie, costo della vita, precarietà del lavoro e dei salari, incapacità di guardare oltre il naso. Ma sul turismo intelligente, sulle risorse economiche che possono derivare dall’esibizione accorta del nostro patrimonio d’arte, sino a ieri avrei ancora scommesso. Invece sfoglio il numero di febbraio di The English Garden e la pubblicità di un tour operator da 28 anni specializzato in viaggi di giardini (www.rosstours.co.uk) mi suona come campanello di allarme. Per il 2008 propone di tutto, in un mare di paesi: Inghilterra, Francia, Giappone, Cina, Scandinavia, Russia, Canada, Stati Uniti, Isole Norfolk, Vietnam, Nuova Zelanda, l’outback australiano, l’Australia Occidentale, la Tasmania. Non uno straccio di week end in Italia, che so io: i giardini del lago Maggiore o della Riviera del Brenta, la Firenze medicea. Questo è grave, per me significa che stiamo uscendo dai circuiti turistici sicuri e garantiti. A volte la penso anch’io come quel tour operator: meglio cercare l’avventura in un Vietnam umidiccio e infestato dalle zanzare o rassicurarsi nella limpida, fredda precisione dei Paesi Scandinavi, che non sapere mai se il tuo treno arriverà a destinazione in tempo utile, se per pranzare e dormire fuori dovrai accedere ad un mutuo, ammesso di riuscire ad avere un servizio recettivo decente e una banca che non ruba sugli interessi. Piuttosto che stare qui ad osservare lo spettacolo mortificante dei senatori della Repubblica Italiana che sputano e insultano, tanto per dire un episodio recente che bisognerebbe dimenticare alla svelta. Se solo si potesse. E guai a insistere attorno a questi temi e con questi toni, sennò si diventa stupidi qualunquisti e i giardini diventano un rifugio contro la stupidità propria e altrui. Invece sono altro.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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