Il giardino FAI Della Porta Bozzolo

Primo giorno di primavera, e una gran voglia di giardini. L’anno scorso si vede che avevo le idee più chiare, perché al primo pensiero. “E’ primavera, oggi vado a fare un giro in un giardino risorto”, ho imboccato senza pensarci troppo la via del giardino di Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno, pochi chilometri da Varese. Un’idea vincente per inaugurare la primavera. C’erano i ciliegi fioriti, con loro qualche macchia di bulbose, i vecchi alberi da frutto non ancora carichi di foglie avevano l’aspetto lieve  che ci vuole per un giardino singolare come questo, con quattro ripiani disegnati da una scalinata e balaustrate barocche, il viale del giardino segreto di fronte all’ingresso della casa, un grande prato terminale in pendenza chiamato l’esedra e su in cima, a coronare il tutto, in asse perfetto con il cancello d’ingresso della proprietà e la scalinata, un viale di cipressi che si inerpica sulla montagna. Un gioco a rincorrersi tra la pietra grigio chiara e l’erba tenera di un brillantissimo verde. La misura primaverile di tutto questo ha qualcosa di magico. Come le stanze riaperte dopo l’inverno al primo sole tiepido, come le stalle, i granai e le cantine di un passato in cui la villa fu anche azienda agricola, come il poderoso torchio per l’uva. Potrebbe essere una gita obbligatoria per i ragazzi delle scuole elementari, almeno dell’Alta Lombardia, una lezione sul territorio che riguarda diverse discipline.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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