L’anno internazionale della patata

Da due settimane occupo con mio marito i momenti liberi mettendo a dimora tuberi di patata in ogni angolo libero della mia terra. Spero in una stagione favorevole, perché quest’anno abbiamo acquistato per esperimento, dopo esserci associati al serissimo Consorzio della Quarantina (www.quarantina.it) parecchie patate ‘Quarantina genovese’, varietà appena risanata in Scozia e in più ho un sacchetto di ‘Ratte’, che qui si chiamano patate del burro perché sono ottime arrostite con burro e salvia se consumate immature, e inoltre gli avanzi delle patate ‘Desirée’ raccolte lo scorso anno e germogliate durante l’immagazzinamento. Nei sacchi di quarantine genovesi da 12,5 kg la semenza è perfetta: patatine tutte uguali, di 5 cm di diametro e con germogli vigorosi che stanno spuntando. Ogni patata affidata alla terra, dicevo l’altro giorno a mio marito, è una garanzia in più di avere cibo per l’inverno. Gli ho raccontato il cattivo raccolto di patate in Irlanda tra il 1845 e il 1849, che ha indotto un milione di irlandesi, per fame, ad andare a cercare fortuna in America, aprendo così una nuova era. Mio marito mi guardava: “Ma sei proprio sicura che basta non avere patate da mangiare per provocare l’epopea del Far West?”. Sì, se le patate sono l’unico cibo su cui fare affidamento (pare fosse l’unico alimento della dieta per un terzo della popolazione, insieme al latte) e la comparsa della peronospora te lo toglie. Io credo che oggi ci vorrebbe ancora meno di allora;  qualche avvisaglia di nuove carestie si sta affacciando, e non parlo di dare da mangiare al terzo e al quarto mondo, che con la penuria di cibo e le carestie combattono da sempre. Si dice che sino a qualche anno fa l’Occidente avesse riserve di grano per sfamare le popolazioni per tre anni e che adesso, cioé da quando il grano e il riso servono per produrre alternativa alla benzina, le riserve sono solo per tre mesi. Ci vuole niente perché salti un intero continente. Forse con questo spettro vagante sul nostro mondo, anche su quello attualmente pervaso dal benessere più consumistico e scialacquone, e paventando il peggio, l’Onu ha dichiarato il 2008 “Anno Internazionale della Patata” con la motivazione che è saggio “approfondire la comprensione del ruolo della patata nell’agricoltura mondiale e nella sicurezza alimentare globale e promuovere la ricerca e lo sviluppo di sistemi agricoli basati sulla patata come via per contribuire al raggiungimento degli obbiettivi di sviluppo del millennio.”

Advertisements

Pubblicato da

Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...