Etilene, tutto molto serio

“Adesso non ridere, per favore – dice chi mi ha chiamata al telefono per commentare l’edizione appena passata della mostra di Masino e desidera mettermi a parte di un piccolo fatto di cronaca con le piante. – Promettimi che non riderai, voglio chiederti se credi che sia possibile”. E io ascolto e trovo che c’è molta poesia e niente da ridere, solo un po’ di sano empirismo che magari può funzionare. E’ così che si apprendono i trucchi e i segreti del giardinaggio. Semmai sorrido di tenerezza a pensare che il presidente di un’industria che dà lavoro, con l’indotto, a mille persone, alle undici di sera scende le scale di casa, si fa luce con la torcia per attraversare un tratto di giardino sino alla serra e in mano regge un sacchetto di plastica con dentro qualche buccia e qualche seme di mela Annurca. “Non voglio assassinarle per asfissia – dice – ma mi intriga provare. Sono anni che ho lì alcune tillandsie, si moltiplicano e mai che fioriscano. Ieri a Masino mi hanno detto che un certo gas secreto dalle mele induce la fioritura, così dopo essermene mangiate un paio ho messo a disposizione gli avanzi per l’esperimento”. All’altro capo del filo c’è una persona seria che teme di essere presa per matta, io invece gli racconto che dovrebbe davvero funzionare, chissà mai perché non ci abbiamo pensato prima. So due o tre cose dell’etilene, e wikipedia mi racconta il resto. Trascrivo qui di seguito contando che non insorgano problemi di diritti d’autore. Anzi: prometto che, se fioriranno le tillandsie, aggiungerò di mio pungo su wikipedia quel che non è stato detto alla voce etilene, al capitolo “Ruolo biologico”.
“L’etene è un fitoormone, ovvero un ormone delle piante. Viene sintetizzato dalle piante a partire dall’amminoacido metionina, parzialmente stimolate dal fitoormone auxina. Come ormone, influisce sulla germinazione e sull’invecchiamento della pianta. Provoca la maturazione dei frutti, lo sviluppo dei germogli, la caduta delle foglie in autunno e la morte di parti della pianta. In quanto gas, si trova in tutti gli spazi intracellulari. ”
A colpirmi più di tutto, però, è un altro ruolo di questo gas, sempre spiegato da Wikipedia: “L’etene è essenziale anche nel ruolo di “segnale d’allarme” chimico-fisico in caso di infestazioni della pianta da parte di parassiti nonché di rotture o storture. Insieme ad altre sostanze quali l’acido salicilico, l’etene marchia la zona danneggiata e stimola la produzione di fitotossine. Essendo un gas, e quindi diffondendosi, l’etene “mette in allarme” stimolando reazioni a cascata anche le parti della pianta prossime e le piante vicine.”

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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