Il carosello pugliese

E’ un caso se so che cos’è il carosello pugliese: un ortaggio locale simile al cetriolo. Lo so perché un tempo frequentavo per lavoro i cataloghi di sementi orticole e ne sceglievo per la vendita per corrispondenza di un grande garden center. Però non ero mai riuscita ad avere la semente, neppure la volta in cui, in una fiera professionale di settore, ho parlato con l’addetto di Emanuele Larosa, produttore pugliese di sementi: non aveva portato le bustine riempite, ne aveva solo di vuote per fare vetrina.

Vuole il caso, unica volta in un anno, che l’altro giorno io vada dal calzolaio e lì ci sia un signore simpatico in età da pensione che sta facendo perdere tempo al giovane calzolaio parlandogli del suo orto e di amenità simili. L’altro sembrava molto interessato e ogni tanto interveniva con la propria esperienza. “Non hai mai provato a fare così? Vedrai che risultati!”. Io avevo parecchia fretta, ero in ritardo sulla mia tabella di marcia, ma ascoltavo quella musica insperata per le mie orecchie, in un contesto urbano che mi è sempre più estraneo perché distante dai miei amori, dalla terra, dal sentimento della natura. Insomma,  ad un certo punto il baffuto ortolano amatoriale allunga una bustina al calzolaio. “Ah – intervengo io a quel punto – semi di carosello! Ma dove li avete presi, qui in Piemonte, i caroselli pugliesi?”  Apriti cielo: ma come fa a sapere che sono caroselli? Dove li ha visti? Li ha mai mangiati? Per farla breve, sono venuta via con metà della bustina, senza il nome varietale, ma che importa: semino nell’orto e poi vediamo se si riesce a stabilire la varietà. Perché, al contrario di tanti luoghi immemori che hanno sepolto le selezioni orticole dei loro avi, in Puglia la selezione dei caroselli continua. Ho visto, sul sito di Larosa (www.larosaemanuele.com), che ne ha cinque in catalogo: ‘Mezzo lungo di Polignano’; ‘Spuredda Leccese’; ‘Scopatizzo Barese’; ‘Tondo di Mandura’; ‘Tondo di Fasano o Cianciuffo’. Tutti della specie Cucumis adzhur secondo questo sementiere, invece per il CNR è Cucumis melo subsp. melo conv. adzhur, antiche selezioni del melone da consumare immature perché di sapore più delicato e più digeribili del cetriolo. Aggiungo che oltre a parecchie varietà di Cucumis sativus, il cetriolo, Larosa ha anche un paio di altre varietà di Cucumis flexuosus, chiamato tortarello, ‘Verde Barese’ e ‘Bianco Barese’. In ogni caso ai caroselli si stanno interessando i genetisti: con la biologia molecolare hanno trovato in questo melone ancestrale un gene di resistenza ad una grave malattia dei meloni, la fusariosi da Fusarium oxysporum f. sp. melonis. Adesso però scendo nell’orto a seminarli, sennò chissà  se i frutti saranno da raccogliere prima che faccia inverno.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

6 thoughts on “Il carosello pugliese

  1. Buon giorno sig.ra Pallavicini
    questa mattina facendo una ricera su internet del Cucumis flexuosus per quanto riguarda l’importazione di questa varietà ho visto per caso un blog dove compariva il nome di mio padre il Sig. Larosa Emanuele e per curiosità non ho esitato ad aprirlo.
    Mi sono resa conto effettivamente che lei conosce abbastanza bene queste varietà, ma se non ho capito male, forse non le ha mai mangiate. Beh, posso assicurarle che sono tutte ottime sia mangiate singolarmente, che in insalata.
    Con l’occasione le porgo distinti saluti.
    Mariella Larosa

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  2. …da anni come Mimma inseguo i cetrioli caroselli, che io ho sempre conosciuto con il nome dialettale “meloncelle” …sono arrivata perfino a farmeli mandare tramite corriere dalla mia cara zietta che abita a Lecce! Ora che ho la possibilità di coltivare il mio orticello sono andata a comperare delle piantine di insalata , pomodori , fagiolini, lamponi terra e vasi e vai di pollice orticolo…ma i cetrioli li ho dimenticati !!!!! Sono ritornata al vivaio e ho scelto due piantine di cetrioli innestati …poi vengo a casa e nel trapianto guardo meglio la targhetta …cosaaaaaaaaaaa CETRIOLO CAROSELLO????? …vuoi vedere che…..aspetta guardo in internet se è proprio quello che penso io ….oddio mi sta venendo da piangere dall’emozione : avrò due piantine di meloncelle tutte mie , finalmente riuscirò a farle assaggiare anche ai miei bambini . Ancora non ci credo non vedo l’ora che sia domattina per svegliare mia mamma con questa notizia stratosferica 🙂 chi non le ha mai assaggiate non può capire , è il sapore della mia terra delle mie radici !!!!

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    1. Ciao, guarda che solo localmente si usa il nome che tu proponi e che probabilmente è una corruzione di carosello. Persino la Regione Puglia e wikipedia usano “carosello”. Vai a vedere per esempio qui: it.wikipedia.org/wiki/Carosello_%28gastronomia%29.

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