Allarme api

Guardo l’arnia appoggiata su un ripiano della mia terra scoscesa e dall’alto osservo il via vai furioso delle api bottinatrici. C’è il tiglio del viale d’ingresso di casa pieno di fiori, e attorno ci sono castagni ovunque, in questo periodo tutti bianchi di fiori. E c’è un tempaccio che non pare neppure giugno, così le api escono all’impazzata nelle ore di tregua tra una pioggia e l’altra per andare a fare il loro lavoro. Le guardo dall’alto con riconoscenza: onorano ancora la mia casa, mentre le famiglie che abitavano le venti arnie di mio marito sono morte tutte, come nel resto del mondo: 55 miliardi di api scomparse in Italia, quasi altrettante in Grecia, non ci sono più api in India, Canada, Nuova Zelanda. C’è chi dice che è colpa dei diserbanti, chi delle onde elettromagnetiche, chi degli OGM e chi del riscaldamento globale. Non so che dire, se non che attualmente a casa mia le api sono ancora forti e combattive e stanno riempiendo, nonostante il cattivo tempo, il secondo melario. Benché di questi tempi io sia piuttosto impegnata, per ringraziarle dell’onore che mi fanno leggerò il libro appena uscito di Sylvie Coyaud “La scomparsa delle api” (Mondadori, 15 euro). Non sarà una lettura “pesante”: conosco la penna brillante di questa divulgatrice scientifica.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

One thought on “Allarme api

  1. Il libro di Sylvie Coyaud (che ora mi pare scriva per il settimanale D di Repubblica) sembra sia diventato un cult-book in pochi mesi.
    Alla base c’è la profezia di Einstein che disse che a cinque anni di scomparsa delle api, sarebbe scomparso anche il genere umano.
    Non faccio fatica a crederci.

    Mi piace

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