I costi di un chilo di mele

Di tanto in tanto l’amico saluzzese Domenico Montevecchi telefona per farmi il resoconto dello stato del suo grande e ambiziosissimo giardino di Villa Bricherasio. L’altro giorno chiama e, con la sua parlata fortemente piemontese, mi apostrofa perché da mesi non mi faccio vedere né sentire, mentre la sua penisola di graminacee è diventata spettacolare, il pompelmo gigante nato da seme ha deciso di dare la scalata agli alberi circostanti ma non ha in cantiere neppure un frutto, e tutto è al massimo, esclusi i pomodori nell’orto che quest’anno sono pochi e insipidi per via del clima freddo e bagnato.

Non sa che io i pomodori li ho già tolti di mezzo dall’orto, così almeno ho fatto spazio per le semine per l’inverno. Non trovando da parte mia nulla da eccepire su quanto mi sta raccontando, per creare dibattito passa all’argomento agricoltura, perché sa che mi agito tutte le volte che me ne parla. E ne parla sempre a ragion veduta, avendo fatto il frutticoltore di professione per quarant’anni in una zona del cuneese in cui si respira agricoltura insieme all’aria. “Oh, non te l’avevo mica detto che ho fatto i conti di quanto mi vengono a costare le quaranta casse di mele ‘Runsé’ che quest’anno sono riuscito a raccogliere? Ho fatto solo otto trattamenti, tanto anche se qualche mela non è perfetta non fa niente, sono solo mele per il consumo di casa. Bene, credo che la smetterò definitivamente di fare a meno del supermercato, pensavo che la mia professione mi desse il diritto di produrre in proprio almeno le mele che mangio. Insomma, lo vuoi sapere quanto ho speso?” Fa una pausa perché non gli piace parlare solo lui, vuole che io partecipi e dica ma certo, che lo voglio sapere, non aspetto altro. E allora recita la parte di quello che ha in serbo uno scoop: “Tieniti forte, non ci crederai. Ho speso 480 euro di trattamenti per quelle benedette quattro piante che ho ancora e ho raccolto in tutto 40 casse di mele, metà delle quali non sarebbero neppure presentabili sul mercato. Ti rendi conto? Costano a me 12 euro a cassa. Se dovessi venderle a quanto dovrei metterle, per ricavare un reddito?” Facciamo rapidamente due conti, stabiliamo che solo di trattamenti ogni chilo di mele costa 0,60 euro, poi ci sono le lavorazioni, il tempo per la potatura invernale, il tempo per i trattamenti estivi, il tempo per la raccolta, il tempo per la pulizia del sottochioma a fine stagione. “Forse ho fatto troppo pochi trattamenti, così il raccolto è stato bassissimo. Quelli che sono rimasti a coltivare frutteti di trattamenti ne fanno ormai quasi quaranta in una stagione. E già, che poi raccolgono quintali di frutta, ma non voglio sapere che cosa danno da mangiare alla gente”. Alle mie esclamazioni, Domenico decide di proseguire con le mirabilia alla rovescia. “Ma lo sai che i colleghi dell’alessandrino piantavano grano e hanno smesso perché per produrre otto quintali di grano dovevano usare un quintale di concime? Così quest’anno si sono rimessi a fare mais e adesso pare che non sappiano a chi venderlo.” Insisto con le esclamazioni, così chissà che altro mi racconta. Infatti. “Oh, guarda che qui la natura si sta ribellando, sembra una congiura. Adesso c’è la crisalide di un parassita del mais che si mangia persino i tubi degli impianti di irrigazione sotterranea, ti immagini che danni? E qui da noi i picchi forano tutti i tubi da irrigazione dei frutteti industriali: sentono battere qualcosa dentro e così mettono in funzione il becco. Spaccano tutto ma non sono insetti che si muovono nel legno, è solo l’acqua che scorre nei tubi.”

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

2 thoughts on “I costi di un chilo di mele

  1. è vero non ero così bravo in matematica, c’era la virgola e quindi uno zero in più, 800 chili di mele e in ogni cassetta 20 kili.
    nel frattempo ho fatto dei progressi nel fare i conti in tasca ai contadini del Tirolo: il latte viene pagato circa 0,40, quindi una mucca con circa 25 litri di latte al giorno fa una resa di circa 10 euro al giorno, che in un anno, considerando che sta mucca potrebbe fare latte per circa 8 mesi, vuol dire 2.400 euro se il contadino ha una cinquantina di mucche (è la media della stalle tirolesi, credo), vuol dire che ha un’impresa che produce circa 100-120 mila euro all’anno, insomma non è mica tantissimo considerando il podere, i costi ecc.
    Se poi arriva il latte dall’est o di chissà dove, che l’industria casearia paga circa 0,20 euro al litro, il povero contadino tirolese o padano dove va a finire?

    invece continuo a non sapere quanto latte contiene il bidoncino che viene prelevato ogni giorno dalla Senni di Brunico.

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