Una foto, una storia (15/10-7/12 2008)

La foto della testata del blog da metà ottobre al 7 dicembre 2008
In Sassonia, 1600 metri quadrati ben progettati

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Da oltre vent’anni quasi ogni estate, a inizio stagione, partecipo ad un viaggio di studio e aggiornamento con un gruppo di direttori e tecnici del verde pubblico italiano riuniti nell’omonima associazione. Un’iniziativa nata e tenuta insieme per così lungo tempo soprattutto grazie all’energetica (talvolta spiccia e tuonante) capacità aggregativa, didattica e affettiva di Gildo Spagnolli, per una vita direttore del verde della città di Bolzano, studioso dei giardini storici e accorto conoscitore delle piante (ciao Gildo, lunga vita a quelli come te).
Nell’estate 2004, in giro per la Germania, abbiamo fatto tappa a Chemnitz, qualche decina di chilometri a ovest di Dresda e in albergo, come sempre capita in Germania, abbiamo fatto incetta di depliant che illustrano l’offerta turistica della zona. In mezzo c’era la brochure del castello di Lichtenwalde (www.die-sehenswerten-drei.de) e del suo giardino barocco sicché, incuriositi, la mattina seguente, sulla strada per altre mete, siamo andati a vedere. Vasto, ben restaurato (la fine dei lavori è prevista nel corso del 2009) e ben curato, il parco del castello non ha portato via molto tempo, mentre il borgo, credo una frazione del paese di Niederwiesa, ha rallentato la tabella di marcia perché si è rivelato molto interessante anche nel raffronto con la realtà italiana. Non solo per le corti interne delle case che si affacciano sulla strada principale, per alcune case costruite secondo i dettami della bioarchitettura, ma anche per l’ordine, la serenità e la qualità del verde, come solo in Germania capita di trovare. Tornando verso le auto alcuni di noi hanno imboccato una strada alternativa, scoprendo un piccolo giardino che, a mio parere, è uno dei più originali, eleganti ed efficaci giardini condominiali che io abbia mai visto. L’efficacia sta nell’unitarietà del disegno assolutamente lineare, nella scelta accurata di poche specie vegetali a bassissima manutenzione e nell’uso parco e raffinato del colore. Un sentiero sinuoso che percorre pressoché al centro tutta la lunghezza è stato pavimentato in tartan blu-grigio (lo stesso materiale dei campi da tennis) che simula un corso d’acqua. Questo è chiuso tra siepi irregolari, “levigate”,  di tasso, mentre un prato di trifoglio nano definisce lo spazio del giardino, un rettangolo di verzura di circa 45 m di lunghezza e 35 di larghezza. Ovvero circa 1.600 metri quadrati. Piccoli punti di colore stagionale sono stati integrati nella siepe: alcuni cespugli di azalee e, all’imbocco del sentiero ad entrambe le estremità, una ortensia. Nient’altro, se non una serie di sfere bianche come accenti di luce sul sentiero blu.
Su un lato breve si affacciano le stanze dell’Hotel am Schlosspark, dove non mancherò di dormire alla prima occasione di viaggio da quelle parti.
Chi vuole vedere il giardino perfettamente in pianta interroghi le mappe satellitari di Google: il disegno è così “pulito” che lo si individua facilmente, un paio di isolati a nord ovest del castello di Lichtenwalde.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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