Ma che settimana (anche per piante e giardini)

– Martedì 9 dicembre. Piove, tira vento, poi inizia a nevicare, un gatto si lancia dal cortile dei miei vicini e, convinto di planare comodo comodo nel mio orto sottostante senza bagnarsi le zampine, dà il colpo di grazia alla struttura del tunnel, che contiene un tappeto di valerianella, con cipollotti che sbucano tra le rosette di foglie tenere. Un crollo disastroso, non rimediabile nell’immediato date le condizioni del tempo. Che cosa penso dei gatti in visita distruttiva alle proprietà altrui? Un’altra volta.

– Mercoledì 10 dicembre. Nevica disperatamente ed io temo per i fiori di Viburnum bodnantense, una miriade di infiorescenze profumate proprio ora, in cima ai rami sottili. Nel loro abito bianco rosaceo sembravano così fragili, invece hanno incassato 30 cm di neve fradicia senza fare una piega e nemmeno un plissé, come cantava Jannacci. Che sia la riconoscenza della pianta per essere stata salvata? E’ stata estirpata due settimane fa da un giardino-frutteto vicino a casa mia con la ruspa, cioé con il riguardo per le piante che possono avere gli addetti di un cantiere stradale sul luogo di costruzione di una rotatoria. Mio marito l’ha vista buttata tra le macerie, l’ha caricata sulla cariola e me l’ha portata a casa; adesso è in cortile in un vaso da vivaio di 70 cm pieno di compost (non avevo altra terra a portata di mano) e io spero che possa rifare presto tutto il suo pane di radici. Insomma, potrebbe stare meglio ma, se avesse fatto la fine prevista dall’esproprio del frutteto, le poteva andare peggio. Sul blog sempre ben informato del giardiniere-filosofo-pedagogo Paolo Tasini (attraversogiardini.it/2006/03/14/viburnum-x-bodnantense-dawn/) leggo che questa specie è un po’ sensibile ad un fungo specifico dei viburni, perciò tengo pronta la poltiglia bordolese nel caso servisse. viburnum-bodnantense-in-fioritura3In quanto alla varietà, non è ‘Dawn’ che ha i fiori rosa ed è un po’ più tardiva di questa, in fiore da metà novembre. E non credo sia ‘Deben’ che ha i fiorellini quasi bianchi (www.ensveld.nl). Potrebbe forse essere ‘Charles Lamont’, ma tutto sommato non ha alcuna importanza per un viburno trovatello e così bello, mi si passi la rima indecente.

– Giovedì 11 dicembre. Presso il Centro Clinico di Medicina Naturale di Empoli si è appena svolto il congresso della Società Italiana di Farmacologia e i giornali amplificano l’allarme: troppa gente si cura da sé con le piante e corre seri pericoli. Persino un bicchiere di succo di pompelmo può rivelarsi tutt’altro che salutare (interferisce con l’assorbimento dei farmaci) e la borragine, per quanto il nome scientifico faccia Borago officinalis e trovi impiego come diuretico e antifebbrile, contiene alcaloidi tossici. borago-officinalis3Ho controllato se c’è modo di informarsi. Due elenchi di piante, con relativa scheda, sono consultabili rispettivamente sul sito della Società Italiana di Fitoterapia (www.sifit.org) e su quello del Centro Clinico di Medicina Naturale dell’USL 11 di Empoli, che è il riferimento per la fitoterapia della Regione Toscana (http://servizi.usl11.tos.it/f_fito6.php?elenco=ita).

– Venerdì 12 dicembre. Roma e le campagne attorno all’asta del Tevere vanno sott’acqua, la televisione si mantiene collegata con Ponte Milvio e Ponte Sant’Angelo in attesa dell’onda di piena, rimandata di ora in ora. Dalle immagini che giungono si indovinano danni e disagi, e si sa che potrebbero diventare ben peggiori, per fortuna non succede. Ma io è dal giovedì che sono in ansia: l’Aniene è già uscito dal suo alveo e io penso a Villa Gregoriana a Tivoli e continuo a pensare, anche se non c’entra con l’Aniene, al giardino di Ninfa, regno di  piante ed acque vicino a Cisterna di Latina. E vorrei telefonare a Lauro Marchetti, il conservatore che ne ha cura con amore paterno, continuo a desiderarlo ma sono combattuta e non lo faccio. Non voglio chiedergli notizie del giardino in giornate simili, perché se poi mi dice che è una tragedia io non posso fare niente e ho solo messo il dito nella piaga. In questo sono proprio piemontese: meglio la riservatezza.

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– Sabato 13 dicembre. Alla stupidità non c’è mai limite, purtroppo, a partire dalla stupidità pubblicitaria. Sfoglio il quotidiano e ci trovo un quarto di pagina di Lottomatica Italia Servizi che annuncia la possibilità di pagare le bollette tramite la stessa macchinetta della tabaccheria che fa giocare al lotto. Va bene, dico io, ma il creativo e il copy erano proprio giù di idee. “Paghi le tue bollette sotto casa e avrai così tanto tempo libero che non saprai più cosa inventarti”. lottomatica11L’immagine mostra una poveretta che annaffia fiori di plastica affacciandosi da una minicasa di plastica per i giochi dei bambini. Guardate voi e giudicate. E io sono fatta così, non riesco a fare a meno di indignarmi: “Coooosa? Primo: il giardinaggio non è un gioco da bambini plasticomani, ma un’arte e perdippiù riguarda creature vive. Secondo: è un’attività che richiede competenza, partecipazione e sensibilità, tutte cose non compatibili con la noia di chi non sa più che cosa fare perché, da quando può pagare le bollette sotto casa, si ritrova con troppo tempo a disposizione. Ma che non chiamino in causa le piante e si girino i pollici, dico io: se ne stiano stravaccati su un divano, almeno non dovremo smaltire tutta la plastica che si vede nella foto di questa pubblicità davvero brutta.

rosa-sommerschnee4Domenica 14 dicembre. Se ancora vivesse, oggi mia madre compirebbe 88 anni. Invece non c’è più da tanto tempo. Adesso mi alzo dalla scrivania e sotto la pioggia e lo stravento (ma appena dietro il mio paese nevica e fa bufera) vado a raccogliere un bocciolo di rosa contro la facciata di casa, lo raccolgo e lo metto in un bicchiere, così oggi tutte le volte che gli passo davanti penso a lei, che amava le rose e la vita, o forse apprezzava le rose perché le sapeva belle eppur piene di spine, come la vita. Gliene dedico una che ha nome e colore della neve, ma neve d’estate. ‘Summer Snow’ (che in Germania, dove io l’ho fotografata, è stata ribattezzata ‘Sommerschnee’) è una moderna creata da Perkins negli Stati Uniti nel 1938. Mi piace molto, ma quando l’ho cercata per aggiungerla alla mia piccola collezione di rose solo bianche, ho desistito: pare sia sensibile all’oidio nelle zone piovose. Come qui, e lasciamo perdere questa settimana.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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