Daniele Cavadini: la creatività ama il cielo

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Nel portfolio di Daniele Cavadini (www.danielecavadini.smugmug.com) ricorrono i temi della sua pressoché trentennale attività di fotografo e delle sue passioni di biologo: i luoghi della terra, i mari, i deserti, le montagne, gli animali, le piante, i giardini, le persone, insomma tutte le componenti vive e vitali  del mondo in cui viviamo. Ma quando ho chiesto a Daniele una foto con la quale porgere insieme gli auguri di buon anno a chi legge il mio blog, tra migliaia di magnifici scatti rappresentativi della sua attività lui ha scelto un cielo blu senza confini, solcato da nuvole di panna.
Come lo capisco: finiti i milioni di scatti che si fanno per lavoro, per quanto lavoro permeato di partecipazione, piacere e passione, restano i sogni, il bisogno di volare via, la ricerca del luogo privo di confini che non c’è. Dice Daniele per accompagnare la foto: “A me questa piace molto anche se è una semplice foto fatta dal finestrino. L’ho scattata nel mio ultimo viaggio in Svezia, ma potrebbe essere ovunque. Mi è sempre piaciuto guardare dal finestrino. Ricordo da piccolo quando nei viaggi in macchina con la famiglia passavo ore a guardare il paesaggio scorrere via. Ancora adesso quando viaggio in treno o in aereo se posso scelgo sempre il posto accanto al finestrino”. Aggiunge che gli era venuta l’idea di scattare una foto da tutti i finestrini dei suoi viaggi per poi farne una sorta di diario in divenire ma si sa, in qualsiasi professione si pensa e si desidera molto, e si realizza ciò che si può e si riesce nelle ventiquattro ore al giorno che sono concesse agli umani. E per Daniele, lento e riflessivo, contemplativo quanto serve ad un naturalista per capire gli ingranaggi che muovono il motore della vita e le connessioni tra creature, di ore al giorno ce ne vorrebbero almeno quaranta.
Aggiunge alla nota di corredo alla foto di nuvole: “E’ curioso che anche degli alberghi ricordi di più la vista dalla finestra che non la stanza in cui ho dormito, stanze che spesso trovo tutte uguali, in ogni parte del mondo tanto più alte sono le stelle”.
A mio parere uno dei tratti distintivi dell’arte fotografica di Daniele Cavadini è l’uso accorto del grandangolo per far stare nel racconto quanto più scena possibile, a riprova della sua fame di infinito.
Mentre il 2008 cede il passo al 2009 spero che la sua foto di cielo venga interpretata come arioso, ossigenante augurio di libertà senza confini. Che la creatività aiuti la gente a librarsi in alto nel sereno, insegni a guardare in campo lungo l’esistenza per quello che è e a sfuggire la cappa di nuvole che rende grigia la vita di chi vive solo con i piedi per terra.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

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