Milis è una storia

Ore 20. Ogni luogo una storia. Gabriele racconta la storia di Milis. La vega di Milis, nasce da una felice combinazione di caratteristiche geologiche e climatiche, possiamo dire che in effetti è una creatura del Rio Mannu di Milis che in origine nasce  con il nome di Rio Sos Molinos dalla parte Meridionale del Montiferru. La proprietà Pernis, dove oggi si tiene la manifestazione Primavera in Giardino, è inserita in un sito che ha segnato la storia recente del centro urbano di Milis. Essa è infatti immersa in quel polmone verde che ad oggi è conosciuto da tutti  come” VEGA” intendendo con questo termine di origine spagnola, l’ampia distesa di terreno pianeggiante, ricca di coltivazioni agrumicole ed acque irrigue. Milis capoluogo di cutaroria, fa parte nel XII secolo di quell’area geografica di pertinenza del Monastero di San Zenone in Bonarcado, dove si erano insediati i monaci camaldolesi tra il 1105 e 1112. Tale abazia fu una delle più importanti dell’isola. All’interno della Curatoria di Milis e a ridosso di quegli aranceti della  “VEGA” di Milis, che la tradizione vuole impiantati S’ortu de is Paras nel XII secolo  proprio dai Monaci Camaldolesi, viene edificata la Splendida chiesa di San Paolo. Milis ha avuto un peso decisivo nella vita politica, economica e sociale del territorio, visitata ma anche abitata da personaggi illustri, frequentata soprattutto in periodo giudicale, da giudici e prelati della curia. Ne parlano storici e viaggiatori dell’Ottocento: fra i primi ricordiamo lo storico Francesco Fara, che nella metà del XVI fornisce una chiara indicazione della considerazione che da sempre ha avuto la “VEGA” di Milis, in seguti F.Vico che nel 1639 elogia in una sua opera i fiorenti agrumeti, come pure fece precedentemente Martin Carrilo nel 1612. Importante anche la testimonianza fornitaci dal La Marmora, che nei suoi diari dei numerosi viaggi,- il voyage 1826 si sofferma a lungo a parlare di questa ubertosa terra. Ne parla estasiato Claude Pasquin Valéry, celebre bibliotecario di Versailles, definendola il giardino delle esperidi  che, nel 1829, vi accompagnò il re Carlo Alberto, allora principe di Carignano. Altro illustre visitatore fu il barone tedesco Heinrich Von Maltzan nel 1826, così come ne parlò Gabriele D’Annunzio, la fotografò  Eduard Delessert nel 1854, e la visitò Grazia Deledda. 

Milis è senza dubbio il Palazzo Boyl, questo perché per quasi cinquant’anni vi abitò una delle famiglie più illustri della Sardegna. I Boyl, originari di Aragona, arrivarono in Sardegna intorno al 1300, nel periodo giudicale. La situazione nei giudicati era piuttosto complessa e i conflitti si susseguivano uno dopo l’altro. I valorosi membri di questa famiglia, che si schierò a favore del re Giacomo II, ebbero grande influenza nella guerra contro il Giudicato d Arborea. Si distinse in modo particolare il cavallerizzo del re, Pietro Boyl, che per i suoi meriti e quelli dei suoi antenati nella guerra di Sardegna e nell’espugnazione di Alghero, nel 1354 ottenne la baronia di Putifigari, il governo della Piazzaforte di Alghero, ed il titolo di “Cavallero Sin Par”, cioè “Cavaliere senza Pari”. Ebbe inoltre il privilegio di poter inserire i pali d’Aragona nel suo stemma di famiglia. Fu in questo modo che iniziò la dinastia dei baroni di Putifigari. La villa divenne nel tempo la dimora principale della famiglia Boyl; a Milis venivano infatti ricevuti i reali in visita in Sardegna.Vi dimorò il Valéry, bibliotecario di Versailles che definì S’Ortu de is Paras il giardino delle Esperidi; altri ospiti illustri furono Gabriele D’Annunzio, Balzac, Grazia Deledda e La Marmora.

L’ho inserito io, ma questo testo è di Gabriele Tola, guida ambientale escursionistica, iscritto al Registro Regionale al n. 52 e guida turistica iscritto al Registro Regionale al n.550. E’ tra gli organizzatori di “Primavera in giardino” a Milis. Siamo tutti qui in Sardegna ed è un bellissimo modo di incontrarci e scambiarci la storia della terra da cui proveniamo. Oggi è qui a Milis che si fa festa.

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Il mio nome è Mimma Pallavicini, sono una giornalista specializzata, una cosiddetta “giornalista del verde”, da oltre 25 anni e ancora non so dove stiano i confini tra la professione e la passione per le piante, i fiori, i giardini, interpreti e partecipi della mia visione della vita. Così non mi pare vero creare una nicchia per dire ciò che altrimenti non avrebbe modo di essere detto: ogni giorno vivo esperienze, pensieri e percorsi professionali che con le piante e i giardini hanno a che fare e che sarebbe un peccato non fissare e non condividere. Benvenuti da queste parti, e grazie se vorrete sostare in nome dell’informazione e partecipare in nome di un’emozione che ci accomuna.

One thought on “Milis è una storia

  1. Sono stato anche io a Milis e solo ora arrivo a questo bel sito.
    Abbiamo molto bisogno di diffondere la cultura del verde in Sardegna e gli amici di Milis è giusto abbiano tutto il nostro apprezzamento.
    A Milis ho visto anche Soru, che usciva sconfitto dalle elezioni regionali. Mi vien in mente Soru perchè con la testardaggine dei sardi ha tentato di frenare l’ondata di cemento che stava sommergendo la Sardegna.
    Oggi noi che amiamo il verde e la natura dobbiamo guardare come si dice “il bosco e non la singola piantina”: la Sardegna è ancora una grande giardino, con i suoi paesaggi di mille forme e colori, tutti diversi: dai calcari di Alghero e di Tavolara ai graniti della Gallura, dalle torri nuragiche alle antiche chiese.
    Vogliamo tutti impegnarci a difendere questo patrimonio?
    La nuova legge delle giunta Cappellacci apre mille strade alla distruzione delle nostre coste e delle campagne.Lo fa in modo furbesco e populista. E non va dimenticata la prevista incentivazione di nuovi campi da golf. Milis e il Campidano erano il polmone e il giardino profumato della Sardegna. Cosa è rimasto di questo?
    Le persone di cultura è giusto che impegnino le loro energie per il patrimonio della Sardegna.

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